Vaccinazione Anti Covid – 19: Preludio Di Un Ennesimo Fallimento In Lombardia?

Di: - Pubblicato: 17 Gennaio 2021

Parlare del piano vaccinale in Lombardia in epoca Covid significa essere in alto mare. Una strategia nazionale per molti versi inadeguata, che si è tradotta in un affannoso inseguimento del virus, mette in evidenza ancor più le criticità del modello lombardo incapace, anche in questa fase, di organizzare e sostenere campagne vaccinali adeguate non solo per il Covid ma anche per la campagna di vaccinazione antinfluenzale, ben lontana dagli obiettivi prefissati dalla giunta soprattutto per le vaccinazioni sui bambini e anziani. Sull’approvvigionamento dei vaccini antinfluenzali, non sono lontani gli echi di allarme e denuncia per le prime gare bandite in ritardo a maggio causando, a catena, ritardi della campagna vaccinale. Ritardi ancora più gravi, in quanto a metà gennaio è previsto il picco influenzale che andrà inevitabilmente a sovrapporsi ai sintomi del Covid-19 aggravati da una possibile terza ondata, sovraccaricando una medicina di base e un sistema ospedaliero ormai logorato. A questo si aggiunge l’incognita della campagna vaccinale per il Covid. Dal 4 gennaio è cominciata ufficialmente, in ritardo, la fase 1 di somministrazione dei vaccini Covid e la Lombardia è finita ancora nell’occhio del ciclone per la bassa percentuale di persone vaccinate collocandosi tra le ultime regioni italiane ma non solo, un ulteriore intoppo organizzativo si è aggiunto con l’ulteriore ritardo della campagna vaccinale anti Covid per gli ospiti e gli operatori delle Rsa lombarde. Secondo le stime della Direzione Generale Welfare la somministrazione del vaccino dovrebbe arrivare a 10 mila dosi al giorno, con una distribuzione in quattro scaglioni con termine a fine dicembre del 2021. Sono dati in continua evoluzione, da seguire con attenzione soprattutto in Lombardia, trattandosi della regione più colpita dal virus con maggior numero di morti per Covid e per valutare la tenuta dello stesso sistema lombardo. Allo stato attuale, la costante bassa percentuale tra dosi somministrate e dosi consegnate rappresenta un’ulteriore spia che la politica sanitaria del libero mercato e del privato, ha procurato una sistematica rottura dell’impianto organizzativo e comunicativo tra ospedali, territorio, medici di medicina generali, dipartimenti di prevenzione. Una frattura così profonda ha determinato, in condizioni di emergenza, il disastro a tutti noto e, di fatto, non sarà facile né veloce poter ripristinare una rete che permetta una adeguata campagna vaccinale. Al presente, numerose sono le criticità riguardanti l’aspetto organizzativo e il monitoraggio che, a ben vedere, avrebbe dovuto essere affrontato a tempo debito. Risale, per esempio, solo all’ 8 gennaio c.m. l’accordo siglato tra la Regione e le principali organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale (FIMMG e SNAMI) per il contributo operativo, e i relativi accordi economici dei medici di famiglia nella campagna di vaccinazione su base volontaria, che partirà non appena sarà disponibile il vaccino di Moderna. Attualmente non è previsto né a livello nazionale né a livello regionale alcun coinvolgimento degli enti locali, sia sul piano più strettamente organizzativo sia sul piano più ampiamente informativo, fatte salve iniziative spontanee di alcuni Comuni virtuosi, come Brescia, che opera ad un tavolo comune con l’ASST per coordinare le attività. Altrettanto frammentarie e lacunose sono le informazioni su come verrà attuato e con quali modalità il monitoraggio dei casi vaccinati, ancor più con la somministrazione di due vaccini diversi, se non per struttura, per conservazione e richiami della seconda dose (Pfizer e Moderna), a cui forse si aggiungeranno altri in studio. Si sente inoltre la mancanza di un’informazione ai cittadini semplice, coerente e trasparente. Sarebbe obbligatoria e doverosa una campagna informativa univoca, una voce che esca dall’arroccata e contraddittoria stanza dei bottoni per arrivare nelle case dei cittadini. Solo così potremmo parlare di un servizio utile con obiettivi precisi per una salute pubblica al servizio della collettività.

Marzia Frateschi

Forum per il Diritto alla Salute – Lombardia

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