Volontariato “Take It Easy”

Di: - Pubblicato: 11 luglio 2016

Nell’epoca della società liquida anche il volontariato assume forme sociali

foto 1 art Volontariato Take EasyIn questi giorni al via il nuovo sito sperimentale di “Volontari per un giorno”, iniziativa nata a Milano e ora diffusa a livello nazionale, che assume ora una connotazione più social con il nuovo sito web al link www.volontariperungiorno.it. Gli aspiranti volontari possono scegliere dalla piattaforma on line come dare il loro contributo in base a criteri quali il tipo di attività, la geolocalizzazione, le competenze richieste. I dati di accesso dimostrano che sempre più lo fanno attraverso dispositivi mobili.  Volontari per un Giorno è ora anche su Facebook e Twitter.

La sfida che si propone è di diventare una vera e propria piattaforma nazionale di incontro tra domanda e offerta di nuovo volontariato, attiva in tutta Italia, da nord a sud da est a ovest. Più di 100 comuni in Italia dopo il via da Milano hanno preso spunto da questo progetto per attivarsi nella ricerca di volontari sul proprio territorio.

Obiettivi dell’iniziativa sono: aumentare il numero di persone che dedicano parte del loro tempo ad attività di volontariato; sensibilizzare le imprese e gli enti locali sollecitandoli ad attuare progetti di volontariato d’impresa; sostenere le organizzazioni del Terzo Settore nella loro attività di ricerca volontari e migliorare il rapporto tra profit e no profit.

Il progetto è nato ben più di quattro anni fa a seguito della ricerca condotta da Reimagining Service che riportava i dati della diffusione del volontariato negli Stati Uniti cercando di rispondere alla domanda sul perché la maggioranza della popolazione non sentisse il bisogno di provare un’esperienza di volontariato. Erano emersi grande voglia di fare rete, di appartenere a un gruppo  e di relazioni anche in chi non faceva volontariato, ma in maniera innovativa slegata dai tradizionali vincoli organizzativi.

Volontari per un Giorno è nato con l’idea di attrarre senza spaventare della responsabilità e dell’impegno persone che sentono di voler dare un contributo alla comunità, ma che non lo fanno perché temono che il volontariato non consenta loro quella flessibilità di uno stile di vita attuale in cui perseguire anche propri interessi, ideali, obiettivi e percorsi di crescita nei vari momenti della giornata. L’esperienza di accesso al volontariato per breve durata non richiede un coinvolgimento eccessivo e viene vissuta come una prova tecnica di partecipazione e cittadinanza attiva.

Dopo l’avvio sperimentale Volontari per un Giorno ha raccolto un crescente consenso nel corso degli ultimi anni arrivando a coinvolgere oltre 15mila persone, 400 associazioni, realizzando 1.500  progetti.

 

foto 2 art Volontariato Take Easy

Il progetto funziona con la logica dell’ecosistema, come “Gaia” di James Lovelock (1979), intessendo reti tra cittadini, amministrazioni pubbliche, organizzazioni non profit e imprese.

Una scelta coerente che si riflette anche nell’eterogeneità del gruppo promotore dell’iniziativa, che riunisce Ciessevi, Comune di Milano, Fondazione Sodalitas, KMPG eUn-Guru, con il patrocinio del Comune di Milano, della Commissione Europea, di Fondazione Cariplo e il contributo di UBI Banca.

Nel corso del tempo il progetto ha incrementato le adesioni aprendosi anche alle università: dal 2015 l’Università Bocconi ha sollecitato non solo i propri dipendenti ma anche agli studenti a donare la loro disponibilità, sperimentando la dimensione del dono nel tempo libero o nel tempo lavoro (volontariato aziendale).

Da settembre 2015 anche le associazioni di volontariato, soprattutto quelle che operano a livello nazionale, hanno scelto il sito per ampliare le loro ricerche.

Dai dati raccolti dalla piattaforma emerge che rispetto alle medie nazionali i volontari hanno un’età media più bassa, tra i 30 e i 45 anni, un rapporto più bilanciato tra uomini e donne, rispettivamente 45% e 55%, e usano la tecnologia per scegliere le attività che vogliono sostenere.

“Volontari per un giorno” ben si inserisce in questa “modernità liquida” come la definirebbe Bauman (2003) per la scelta di offrire un accesso facile e semplice all’esperienza di volontariato, per la volontà di essere un luogo comune per la promozione del volontariato, per essere un’iniziativa aperta, partecipata e condivisa.

Volontari per un giorno risponde quindi alle nuove esigenze di un volontariato più disintermediato, più consapevole, che oltre al tempo coinvolge capacità e modi di essere, e anche più tecnologico, che coinvolge insieme pur mantenendone le proprietà distintive di cittadini, imprese, enti pubblici e associazioni, valorizzando la ricchezza umana e aprendo al senso di cittadinanza dai confini più allargati e meno nitidi.

 

Maria Teresa Pepe, Pedagogista