Zona 30, Gente Contenta: Il Commento Sull’Esperimento Milanese Di Fiab Ciclobby

Di: - Pubblicato: 28 Mag 2018

Di Guia Biscaro presidente Fiab Ciclobby

 

E’ passata poco più di una settimana da quando piazza San Luigi, via Scrivia, via Tagliamento e via Don Bosco sono tornate ad essere come lo sono sempre state in questi anni: spazi inospitali, per non dire brutti, Invasi dalle auto in divieto di sosta o ammassate agli incroci, i lunghi attraversamenti pedonali resi più pericolosi dalla velocità con cui gli automobilisti effettuano le svolte.

Per quattro giorni, dal 10 al 13 maggio, grazie al progetto “tréntaMi” gli abitanti della zona hanno potuto “toccare con mano” cosa vuol dire invece vivere in un quartiere che sia davvero una Zona 30. I Genitori Antismog, insieme con FIAB Milano Ciclobby, con la consulenza e su progetto di Matteo Dondé e con la collaborazione del Comune di Milano, hanno “trasformato” il volto di un quartiere rallentando le auto, rendendo più agevoli gli spazi pubblici, aumentando quindi la sicurezza e la vivibilità.

Settimana scorsa abbiamo portato a compimento un percorso iniziato esattamente un anno prima, il 5 maggio 2017, quando il sindaco Beppe Sala e l’assessore Marco Granelli hanno dato il loro benestare alla nostra idea: realizzare, per la prima volta a Milano – e in Italia in una grande città – una sperimentazione di Zona 30 progettata “dal basso” e partecipata da associazioni e cittadini.
Ma tutto nasce ancora prima, dall’architetto urbanista Matteo Dondé, che ha portato in Italia questo modo di progettare le Zone 30, già diffuso in Europa, realizzando dal 2013 al 2015 le sperimentazioni di Terni, Modena, Casalmaggiore e Reggio Emilia. Con Matteo Dondé e con il supporto dei tecnici dell’Assessorato alla mobilità e ambiente del Comune di Milano e AMAT, abbiamo quindi individuato l’area, progettato e realizzato la sperimentazione.

Cosa significa moderazione del traffico? Non significa banalmente far andare più piano le auto, quanto invece affrontare il problema della qualità degli spazi pubblici urbani. La ZONA 30 è uno strumento efficace per riqualificare lo spazio pubblico e incentivarne gli usi: con la trasformazione di una strada urbana in ZONA 30 aumentano gli spazi pedonali; migliora la convivialità sulla strada; la circolazione diventa più fluida e i negozi di quartiere hanno “parcheggiate” davanti alle vetrine…le persone!

Un altro importante elemento a favore delle Zona 30 è che consentono di recuperare spazio oggi inutilmente sprecato per le carreggiate, e spesso occupato da auto in sosta vietata e pericolosa, come la doppia fila e agli incroci, a favore della riqualificazione dello spazio pubblico per tutti gli utenti della strada. (Per chi volesse approfondire l’argomento consigliamo questo documento: https://www.slideshare.net/MatteoDond/ragioni-tecniche-citt-30-e-lode)

Come è andata? Le foto potrebbero bastare per dire che è andata benissimo! Sul campo abbiamo potuto constatare come il traffico abbia rallenato, come i pedoni – anzi: le persone! – si potessero muovere con maggiore facilità e sicurezza, soprattutto bambini, anziani e persone con mobilità ridotta, e di come gli spazi liberati dalle auto in divieto di sosta venissero occupati dai cittadini per momenti di socialità e convivialità. Infine anche gli automobilisti si muovevano meglio riuscendo a parcheggiare con più facilità.

Ecco perché #zona30gentecontenta!

Sulla pagina Facebook: http://www.facebook.com/genitoriantismog potrete trovare molte foto di quei giorni con l’hashtag #tréntaMi e i rilanci sulla nostra pagina https://www.facebook.com/FIABMILANO. In questi due video il progettista Dondé spiega gli interventi principali attuati invia Scrivia  https://www.facebook.com/genitoriantismog/videos/1624077030995389/) e lincrocio fra via Don Bosco e via Tagliamento  https://www.facebook.com/genitoriantismog/videos/1623085254427900/

E ora? Vorremmo, se le risorse ce lo consentono, portare questa sperimentazione in altri quartieri di Milano: abbiamo già ricevuto tantissime richieste da parte di cittadini di altre zone che hanno visto l’intervento al Corvetto e vorrebbero che una simile sperimentazione fosse fatta nel loro quartiere.

Vorremmo, soprattutto, che queso concetto di ridistribuzionedello spazio pubblicotra tutti gli utenti della cittò,pensato prima di tutto per le persone, diventasse ilconcetto-baseda cui partire per progettare gli spazi urbani, così come ormai succede nelle città avanzate di tutto il mondo.

Concludiamo ringraziando gli sponsor Patagonia e Vittoria Italia, che hanno reso possibile questo progetto, la social street “piazza San Luigi e dintorni” e le associazioni di zona per le attività nel quartiere, Confesercenti Milano e i negozianti che credono come noi che la moderazione del traffico e quartieri più vivibili portino più clienti e più affari. Ringraziamo inoltre i tecnici dell’Assessorato Mobilità e Ambiente per il loro supporto fattivo (e anche pratico durante l’allestimento), AMSA e la Polizia Locale di Municipio 4, il Municipio 4 nella persona del suo presidente Paolo Guido Bassi
Infine grazie a tutti i volontari di Genitori Antismog e di FIAB Milano Ciclobby così come ai cittadini che hanno lavorato con noi per realizzare questa sperimentazione.

 

http://www.fiab-onlus.it/bici/