Emergency A Milano, Raccontata Da Un Volontario, Paolo

Di: - Pubblicato: 25 marzo 2016

Oggi incontriamo Paolo del Gruppo Volontari Milano di Emergency.

Ha 24 anni e nella vita, quando non è impegnato con Emergency, lavora come operatore in un campo profughi per richiedenti asilo a Lecco.

Paolo si sta laureando in Cooperazione Internazionale ed ha conosciuto Emergency anni fa a scuola, in terza media,  quando altri volontari erano intervenuti nella sua classe per Raccontare la Pace. Così, infatti, si chiama il progetto che Emergency porta nelle scuole di tutta Italia.

Appena ha potuto, finite le superiori, è subito entrato anche lui come volontario nell’associazione fondata da Gino Strada e Teresa Sarti.WP_20150805_10_04_08_Raw[1]

Paolo lavora al Programma Italia e precisamente opera sul Politruck che staziona dall’anno scorso a Milano.

Il Politruck è un ambulatorio mobile, montato su di un camion, con all’interno una sala d’aspetto, un bagno, una sala di mediazione e due ambulatori medici. Qui a Milano è operativo in quattro quartieri, dalle 11 alle 18. Lunedì: via Odazio (zona sud-ovest) – martedì: Piazza Prealpi (periferia Nord) – mercoledì e venerdì via Vitruvio (zona stazione Centrale) – giovedì: piazza Selinunte (zona San siro).

 

L’attività del Politruck, racconta Paolo, si rivolge a chiunque abbia bisogno di cure senza distinzione alcuna e, soprattutto, si rivolge a tutte quelle fasce di popolazione (spesso straniera) poco protette. Si tratta di stranieri senza permesso di soggiorno e di comunitari senza Tessera Europea di Assistenza Sanitaria. Forse non tutti sanno che senza una casa e quindi una residenza non è possibile avere la Tessera Sanitaria.

 

WP_20150805_10_03_40_Raw[1]Lo staff è composto da tre mediatori (lingua araba e romena, le due lingue più parlate dai nostri ospiti), un logista addetto alla manutenzione e alla guida del truck,  un medico e un’infermiera. Ruotano poi intorno al progetto un gran numero di volontari. Si tratta di sanitari, come infermieri e pediatri (che svolgono la loro attività il lunedì e il giovedì pomeriggio), ma anche di circa 50 volontari non sanitari, che si impegnano in moltissime attività.

C’è molto da fare: accogliere i pazienti, registrarne i dati, nel caso sanificarli, ma anche accompagnarli nelle strutture sanitarie pubbliche. E infine c’è l’outreach, cioè far conoscere il servizio offerto parlando faccia a faccia con quante più persone possibili, battendo proprio per le vie della zona.

Le persone che si rivolgono al Politruck sono circa 15 / 30 al giorno, a seconda della zona. Il 10% sono italiani. Questa percentuale a Milano è leggermente più bassa rispetto al resto del paese. WP_20150805_10_05_10_Raw[1]

 

La struttura si coordina costantemente con l’ASL per la gestione dei pazienti, perché l’obiettivo del Programma Italia è quello di aiutare il Sistema Sanitario Nazionale e non di sostituirsi ad esso.

E questo avviene soprattutto grazie all’opera di intermediazione che svolge Emergency tra i pazienti e il SSN.

Ci spiega Paolo che l’Italia garantisce le cure a tutte le persone presenti nel territorio, siano esse con o senza documenti. La grande difficoltà sta però nell’accedere poi concretamente a questo diritto, sia per problemi di lingua sia per mancanza di conoscenza dei propri diritti e dei meccanismi burocratici che regolano questi servizi.

 

Paolo ha avuto, ci racconta, la fortuna di collaborare con il progetto sin dal suo primo giorno di attività, il 3 agosto 2015. “Per 6 mesi, tutti i giorni e tutto il giorno, ho svolto attività sul Politruck, come volontario e coordinatore dei volontari e come stagista mediatore. Le giornate sono molto impegnative: sanificazioni, presa in carico di pazienti, accompagnamenti, interviste introduttive erano tutte attività da mediatore che andavano ad unirsi a quelle di coordinatore del gruppo di volontari”.

Paolo vuole citare e ringraziare particolarmente Sara, volontaria instancabile che gestisce il back- office e tutte le turnazioni dei volontari. E’ proprio grazie al suo prezioso lavoro che Paolo ha potuto concentrarsi sulla formazione dei volontari in loco.

 

“Un momento di particolare emozione”, racconta Paolo “l’ho vissuto ad agosto, quando svolgendo l’attività di outreach in un mercato rionale, sono stato avvicinato da un ragazzo che, dopo avermi ascoltato attentamente, mi chiedeva se l’organizzazione fosse la stessa Emergency che opera nel suo paese, il Sudan, perché la sorellina era stata appena curata proprio nel Centro Pediatrico presente a Port Sudan. Avuta la conferma, commosso, mi ha ringraziato”.

 

Paolo ci spiega che lui ha avuto la fortuna di vedere e toccare con mano l’eccellenza che contraddistingue l’associazione. L’attenzione maniacale a ogni singolo caso e la caparbietà per portare a termine l’iter sanitario del paziente. Da volontario ha avuto poi la bellissima conferma che i soldi raccolti per l’associazione sono spesi nel modo più attento possibile e rispettoso del grande lavoro fatto per raccoglierli.

 

Salutiamo Paolo, ringraziandolo per averci donato la sua testimonianza diretta di come opera Emergency, ma soprattutto per come ha deciso di dedicare gran parte della sua giovane vita al bene comune. E un grande grazie anche ad Emergency

 

Mirko Silva

Volontari Gruppo Milano