Ansie feline all’ombra del Conero

Di: - Pubblicato: 11 settembre 2015

Reduci dalla positiva quanto breve esperienza in camper sperimentata in primavera, quest’estate abbiamo deciso divesper2 portare la nostra amica a quattro zampe in vacanza con noi verso una meta più lontana: circa 500 km e 5 ore di viaggio, tanto ci separa dalla dolce riviera del Conero nella bella terra marchigiana. Con le solite accortezze del caso (niente pappa e acqua da qualche ora prima), il viaggio in macchina non ha creato alcun problema, ma solo una simpatica alternanza tra micro sonni e sguardi curiosi all’avviso dei finestrini.

La pausa estiva comporta però anche un distacco più prolungato dall’abituale ambiente domestico, è necessario quindi scegliere con cura dove soggiornare. La soluzione del campeggio, con una casetta stile bungalow provvista di verandina da noi sperimentata, può certamente rappresentare un’ottima soluzione. In generale, non dimenticate di chiedere se sono ammessi animali e, se sì, in che periodi (a volte a luglio e agosto non sono accettati); per non rischiare sorprese orientatevi su strutture pet-friendly.

All’arrivo, considerate sempre che le nostre difficoltà e i nostri tempi di adattamento sono diversi da quelli del nostro amico, all’inizio starà rintanato sotto il letto o in qualche angolo della sua nuova casa, ma basteranno poche ore – magari per qualche micio un po’ di tempo in più – e vedrete che uscirà baldanzoso dal proprio rifugio pronto a conquistare nuovi spazi. All’arrivo prestare attenzione nel preparare un ambiente accogliente anche per lui e non rinunciate alle solite buone abitudini: posizionate le ciotole per acqua e cibo sufficientemente lontane dalla lettiera; per garantire un veloce adattamento si può smuovere la sabbia invogliandolo al primo bisogno, si può trovare un angolo dove lasciare incostudita una sua copertina e si possono lasciare dei giochi poco ingombranti in giro. Per evitare che il vostro gatto prenda di mira il divanetto o le tende – e che quindi vi contringa a dire addio al deposito cauzionale solitamente richiesto dalla struttura – non dimenticare il tiragraffi (anche solo un semplice tappetino).

Per il resto, la vita movimentata all’interno del campeggio, con vialetti brulicanti di bambini e suoni semplici come le foglie che si muovono nel vento o il frinire delle cicale, rappresentano una vera distrazione per i nostri amici che hanno nella curiosità la loro dote massima: la mia Vesper ha passato due settimane con il naso incollato alle zanzariere e, collarino alla mano, ha esplorato con gioia gli spazi aperti della veranda! Come a casa, il gatto si può lasciare da solo diverse ore, ma proprio perché si è in vacanza, vi do un consiglio: cercate di passare più tempo insieme, tornate anche per pranzo, fatelo giocare, trascorreteci e spendeteci del tempo….lo apprezzerete molto entrambi.

Per la mia Vesper confermo che è stato proprio così, la vacanza deve esserle a tal punto piaciuta che nel viaggio di ritorno, ahimé, abbiamo sperimentato gli effetti dell’ansia felina… Appena caricate le valigie e il trapostino, all’avvio del motore la mia micetta ha iniziato a tenere la bocca aperta con la linguetta fuori. Quando capita non bisogna avere fretta, ci si ferma e si riparte anche più volte e con molta calma, l’importante è farle sentire la propria voce rassicurante e con qualche coccola in più, tutto passa!

Ma quest’ansia felina da dove è arrivata? Sarà stato il caldo, un’eccessiva fretta nel caricare i bagagli e organizzare la partenza oppure semplicemente la non voglia di tornare. In fondo anche noi umani non siamo spesso preda dell’ansia da rientro?

Deborah Terrin