Avanti Con Lucida Rabbia

Di: - Pubblicato: 29 febbraio 2016

Ha vinto davvero l’amore, come ha detto il nostro Presidente del Consiglio?

Probabilmente prima di questo sentimento sono arrivati il calcolo e la paura.

Il calcolo di chi ha pensato di speculare elettoralmente sui limiti di tenuta evidenti della maggioranza, la paura di chi, pur richiamandosi ai valori dei socialisti europei, finisce con l’andare regolarmente in fibrillazione ogni qualvolta ci si trova a discutere di un tema che investe i principi della laicità dello Stato.

Quindi più che l’amore ha vinto il compromesso. Un brutto compromesso.

Con il ritardo accumulato sul tema dei diritti civili in questo Paese, erano ben altre le aspettative della comunità lgbt e già il DDL arrivato al Senato a firma di Monica Cirinnà ci appariva il minimo sindacale da portare a casa, per poi continuare la lotta per la vera parità.

Invece si è riusciti a peggiorarlo, anzi a renderlo mortificante nell’aspetto più delicato, quello legato alla tutela dei bambini.

Quei bambini delle famiglie arcobaleno messi come merce di scambio per portare a casa una legge monca e codina.

Quei bambini che comunque continueranno a nascere perché non sarà mai la morale diffusa o il cinismo della politica a fermare il desiderio di paternità e maternità che è ovviamente anche patrimonio delle persone omosessuali. 12549121_792078524237179_4790728283351220614_n

La legge passata al Senato riesce dunque nell’impresa di non dare la piena parità di diritti e in più aggiunge la discriminazione per le coppie con figli.

E un movimento di rivendicazione serio non può essere soddisfatto quando un pezzo del suo essere resta così visibilmente penalizzato.

Lo abbiamo detto come Sentinelli davanti ai 10.000 di Piazza del Duomo, la scorsa domenica, lo riscriviamo oggi. Adesso con questa legge restano delle coppie di serie B che alleveranno un bambino di serie B. In balìa, in caso di scomparsa del genitore naturale, di giudici e trattative famigliari.

Un movimento serio non può accettare questo.

In considerazione dell’accaduto la nostra mobilitazione non si ferma e anzi acquisterà ancora più forza.

A partire dalla manifestazione nazionale indetta a Roma per sabato 5 marzo.

Ora basta! Che è un titolo che bene racconta quanta strada sentiamo ancora di dover percorrere, quanta lucida rabbia dobbiamo ancora usare per rivendicare la piena parità di diritti.

Perché pane e rose camminano insieme e non da oggi.

 

 

 

Luca Paladini, portavoce dei Sentinelli di  Milano