DDL 2994: BUONA SCUOLA O SCUOLA NOBBUONA?

Di: - Pubblicato: 22 maggio 2015

Il Disegno di legge sulla Scuola del governo Renzi richiama alla mia memoria il celebre tormentone di IMG_3779 (1) rub.loconsoloAndy Luotto, spalla di Renzo Arbore che divideva il mondo e le cose in Buono/ Nobbuono. Il presidente del Consiglio non ha dubbi, la scuola dopo la sua riforma, l’ennesima fatta senza minimamente ascoltare chi nella scuola ci lavora, sarà BUONA. Ma è proprio così? Senza avere la pretesa di essere esaustiva nell’analisi del decreto, vorrei porre l’accento su alcune criticità che dovrebbero far suonare un campanello d’allarme assai più squillante di quello che segna l’inizio delle lezioni. La cosa che francamente mi preoccupa più di ogni altra è la fine dell’esperienza di democrazia interna che per decenni hanno rappresentato il Collegio docenti e il Consiglio d’Istituto, che d’ora in poi avranno un ruolo semplicemente consultivo. Lungi da me pensare che decisioni prese collegialmente siano necessariamente positive, ma l’uomo solo al comando, il dirigente scolastico, non è una buona soluzione per la scuola, che deve consentire la massima libertà di insegnamento, così come è stabilito dalla Costituzione. Non trovo niente di positivo, poi, nel fatto che il Preside scelga i docenti. In base a che cosa? Come deciderà un preside laureato in matematica, se l’insegnante di greco e latino che ha di fronte è preparato? Come si difenderà dalle pressioni del territorio e di alcuni boss locali per far assumere i propri protetti? Gli sponsor non saranno in grado di influenzare assunzioni e persino promozioni? Sono genitore di due figli, e ho seguito con impegno tutto il loro percorso scolastico. Ciascun genitore si è trovato prima o poi nel dramma di vedere il figlio affidato ad un insegnante incapace, problematico, negativo. E’ chiaro che il sogno di un Preside che lo possa allontanare trovi molti consensi. Se però ad essere incapace, problematico e negativo è il dirigente scolastico, come la mettiamo? Se ha il vizietto di imporre le proprie ideologie, il proprio credo religioso, se è un maneggione, come va a finire la scuola che gli è affidata? Oggi ci sono insegnanti che si scontrano in collegio con i dirigenti scolastici, domani possiamo aspettarci un atteggiamento supino anche di fronte a errori e scorrettezze. Il sistema premiante è un’altra cosa che mi lascia perplessa. Lungi da me credere che l’efficacia dell’insegnamento non debba essere valutata. Magari con un sistema un po’ più serio del carrozzone Invalsi, che da solo si ciuccia 10 milioni di euro sottratti ai fondi per il funzionamento delle scuole. Dopo che una scuola è stata valutata, però, è assurdo che si premi quella che ha i migliori risultati! Noi abbiamo bisogno che TUTTE le scuole raggiungano un certo standard, non che una scuola vada avanti e quell’altra resti indietro. Diceva una celebre massima di Don Milani: <Ho insegnato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia>. Nel decreto Giannini si esce uno per uno, in ordine sparso. E non va bene. Per finire cito la peggiore tra le decisioni del decreto legge: il finanziamento della scuole cosiddette paritarie, che paritarie non sono. Basta controllare un piccolo dato, relativamente alle scuole paritarie, per scoprire che sono ben differenti dalle scuole pubbliche statali: basta esaminare la percentuale di alunni/e con disabilità e di alunni/e stranieri/e. La paritaria, che per legge dovrebbe accogliere anche i bambini con disabilità, lascia volentieri alla Pubblica Statale questo onere. In compenso avrà, attraverso finanziamenti che ledono il dettato costituzionale (SENZA ONERI PER LO STATO), un contributo economico notevole. Bene lo esprime Lupi nel suo Tweet dai toni trionfali. La correttezza del finanziamento alle scuole paritarie viene spesso giustificata con il risparmio che queste famiglie, non usufruendo della scuola pubblica, garantiscono allo Stato. Ma anche se prendo il taxi anziché il tram faccio risparmiare il mio Comune, ma non per questo pretendo di scontare la fattura dalla Tari! Questa elargizione, mentre le scuole sono investite da un DDL che ha tutte le caratteristiche di un piano di risparmio, mi sembra ingiusta e insensata.

 

Antonella Loconsolo,

Presidente Commissione Educazione Zona 9