DIRITTO ALLA SALUTE PER GLI STRANIERI IRREGOLARI

Di: - Pubblicato: 30 aprile 2015

 

L’ accesso alle cure mediche, per i cittadini stranieri irregolari, è sancito dalla normativa italiana ed è riconosciuto dalla Corte Costituzionale come “ambito inviolabile della dignità umana”. Tra gennaio 2014 e febbraio 2015, i volontari dell’associazione Naga hanno verificato se, effettivamente, il diritto alle cure mediche fosse rispettato, raccogliendo, in diversi ospedali milanesi, testimonianze e documentazioni. La realtà non è proprio in linea con le normative e con lo spirito solidale ed egualitario. Nello specifico i volontari hanno fatto emergere le problematiche più significative: controlli diagnostici e ricoveri non effettuati, farmaci salvavita non forniti, esenzioni non applicate, mancata erogazione del codice Straniero Temporaneamente Presente (STP), erogazione che permette l’accesso alle cure e ai farmaci. Questi sono solo alcuni dei 155 casi che i volontari dell’associazione Naga hanno rilevato, esaminando diverse documentazioni cliniche. Ciò dimostra come, ogni anno, a Milano e nei paesi limitrofi, i cittadini stranieri irregolari, affetti da patologie gravi, non ricevano un’adeguata assistenza sanitaria. Dall’ indagine emerge che in 80 dei 155 casi analizzati, di pazienti non adeguatamente assistiti, si tratta di patologie gravi come il diabete mellito, fratture ossee, casi di tumore o gravi patologie cardiache. I pazienti sono per lo più di sesso maschile (76%), di età media 43 anni, provenienti principalmente dai paesi del nord Africa, centro America, sud est Asiatico e Romania.

 

«Affinché le cure siano garantite a tutti, senza discriminazione alcuna, è necessario un chiaro cambio di rotta politico. Al di là di ogni interpretazione del fenomeno migratorio, crediamo che debba essere garantito a tutti il pieno godimento del diritto alla salute. Come Naga continueremo a denunciare ogni forma di discriminazione e a colmare temporaneamente le lacune del sistema sanitario: curiamo, senza chiedere il permesso » afferma Luca Cusani presidente del Naga.

 

Marco Feliciani