“Gli Scarrozzati”, intervistati dopo il successo del 25 febbraio al teatro Giglio di Inzago.

Di: - Pubblicato: 4 marzo 2016

A cura di Claudia Notargiacomo

Un Giallo Comico oltre ogni aspettativa e questo è solo il debutto della compagnia teatrale: Gli Scarrozzati,  andati in scena giovedì 25 febbraio al cineteatro Giglio di Inzago (Mi), un’opera scritta e diretta dal famoso comico e attore Claudio Batta, con la collaborazione di Paolo De Gregorio, dal titolo “Mi girano le ruote”.12272_10208997169874438_7896280167001368499_n[1]

“Giovedì venticinque febbraio abbiamo recitato una commedia comica”, racconta Davide La Ficara “due punti di vista particolari e diversi, mi piace sottolineare. Quello nostro, di attori sicuramente imbarazzati, un po’ timidi, ovviamente incoscienti della reale portata dell’evento. Quello del pubblico, inconsapevole e stupito che una decina di disabili non alludessero affatto ai loro molteplici problemi, ma recitassero realmente una commedia comica, in un’atmosfera un pò alla sua maestà Edoardo de Filippo”.

“Gli Scarrozzati” è il nome della compagnia teatrale composta da una decina di disabili, che, grazie alla collaborazione degli autori sopra citati, hanno accettato una divertentissima ed emozionante sfida, quella di recitare e portare in scena uno spettacolo teatrale, davanti ad una platea felice e divertita. “Almeno una volta ci dovevo provare, e così mi sono messo in gioco, chi l’avrebbe detto che un giorno avrei recitato sul palco di un teatro, tra l’altro gremito all’inverosimile?”, sottolinea Simone Colaizzi “eppure l’ho fatto, anzi l’abbiamo fatto, senza immaginare un successo finale così esplosivo ed emozionante”.12074973_10208997169034417_552625859927770302_n[1] Simone vive presso il centro residenziale di Inzago con i suoi compagni ed è qui che è iniziata l’avventura per questo gruppo di scarrozzati “da quando vivo nella struttura della Sacra Famiglia di Inzago, più volte sono stato spronato dagli educatori Paolo e Silvia e questa volta l’ho fatto, è stato speciale; trovarsi davanti più di quattrocento persone che ti applaudono, con gli occhi estasiati dopo aver riso per tutta la serata è una soddisfazione indescrivibile”. Il gruppo si è unito in questa bella avventura, ha condiviso risate, emozioni e paure, gli attori hanno provato e riprovato con l’obiettivo di salire su quel palco e creare una serata magica. “Che bella emozione preparare uno spettacolo teatrale e vedere i miei compagni impegnarsi così tanto nell’imparare le battute, le posizioni, le entrate e le uscite dal palco… se eravamo stati tranquilli fino ad allora, il giorno del debutto eravamo tutti agitati, anche io che in pratica non ho fatto niente, ma ero emozionata nel sapere che avrei avuto gli occhi della mia famiglia e dei miei amici addosso, con la consapevolezza di trovarmi in un teatro pieno”, Salvina Candarella racconta di quanta energia meravigliosa abbia invaso il teatro di Inzago, contagiato i presenti e suscitato suggestioni ed emozioni. “Già pieno… ma quando il sipario si è aperto davanti a noi c’era un teatro colmo di persone che ci applaudivano e che si divertivano e i miei compagni emozionati, le voci tremanti, ma fieri di recitare per tutti loro. Ma il momento più intenso è stato quello in cui abbiamo salutato il pubblico che ci applaudiva, tutti in piedi ed erano lì per noi. Abbiamo ottenuto più di ciò che ci aspettavamo: un vero trionfo… che brividi stare lì sul palco con tutta quella gente che ci guardava… adrenalina a mille!” E a proposito di adrenalina ecco la testimonianza di un altro degli attori, Valerio Compiani, che ci parla di gioia e lacrime di felicità “io che ho solo avuto esperienze ad alta velocità, l’emozione più grande l’ho avuta in una serata da…fermo, in carrozzina! Una grande emozione trasmessa dal pubblico, arrivata direttamente al mio cuore, attraverso applausi e lacrime, mie di commozione e le loro di felicità. Condivido questa grande emozione con tutti i miei compagni di palco, un grazie a chi ci ha seguito con tanta attenzione e passione!”12802858_10208997159754185_5209285257566384049_n[1]

Un’esperienza unica per tutti i presenti, per scarrozzati e non, e che lascia in ognuno una grande consapevolezza, è possibile, è possibile arrivare all’altro e lasciare che l’altro arrivi a noi, conoscere e farsi conoscere per condividere e vivere. Concludiamo questo pezzo fatto di suggestioni con un’immagine che ci ha regalato Giada Mulazzani, spiegandoci cosa ha provato quella sera e cosa ha ottenuto da questa splendida avventura teatrale “Far conoscere quella che vive dentro il mio corpo immobile. Un impatto fortissimo quando le migliaia di mani applaudivano proprio me. L’ansia di non avere abbastanza voce e il desiderio di urlare ogni singola emozione perché io ero lì, proprio per raccontarmi”.