IL LAVORO, IL JOBS ACT E L’IMPLACABILE ISTAT

Di: - Pubblicato: 15 maggio 2015

Ricordate le dichiarazioni entusiastiche di un mese fa, di chi vantava già i successi del JobsAct? Decine di migliaia di posti di lavoro in più, si diceva.

Adesso vengono pubblicati gli implacabili dati dell’ISTAT. La disoccupazione è salita di due decimali, toccando il 13%; il tasso dei senza lavoro, per i giovani, è salito al 43%. Sono dati pacifici, che tristemente resistono a qualsiasi speculazione o vanteria. Dobbiamo ricordare ancora una volta, che i posti di lavoro non si creano con la fantasia, né con alcuni alleggerimenti fiscali per gli imprenditori che assumono a tempo indeterminato, ma richiedono interventi strutturali e di ampio respiro, che favoriscano lo sviluppo economico, il rilancio degli investimenti produttivi, l’impiego dei disoccupati in opere pubbliche necessarie, anziché nel “parcheggio” della cassa integrazione. L’abbiamo già detto troppe volte, che non serve alimentare illusioni , ma occorre agire con coraggio (quello, appunto, di cui parla il Presidente Mattarella), fatto di programmazione, investimenti, di idee di rilancio dell’economia e della crescita. Questo è ciò che si attende il Paese, proprio ora che in Europa circolano varie forme di ripresa e l’Italia non può restarne fuori, senza gravi conseguenze per i lavoratori e le famiglie. Se vogliamo aggiungere, per concludere, un tocco di realismo, dobbiamo anche dire che perfino i dati sul progetto “Garanzia giovani” sono, a dir poco, fallimentari. Un noto quotidiano così descrive la situazione: 530.000 iscritti, ma solo due su dieci hanno un’offerta di lavoro. E il Ministro del lavoro ci rassicura: faremo dei correttivi. Meno male! Che almeno ci siano delle buone intenzioni!

 

Fonte (ANPI News)