IL PERTINI: PIAZZA DEI SAPERI

Di: - Pubblicato: 21 aprile 2015

Modernissimo centro culturale

“Il Pertini”, è così che ormai tutti a Cinisello Balsamo lo chiamano. Per chi non lo conoscesse, è un centro culturale modernissimo, come non se ne vedono qui in Lombardia; facilmente raggiungibile da Milano grazie al tram 31 (fermata Villa Ghirlanda).

Modernissimo per vari motivi: innanzitutto l’architettura del palazzo che lo ospita è veramente bella e di design. Un esempio di innovazione che fa dialogare la facciata storica della scuola elementare Cadorna con una moderna struttura in vetro. La luminosità degli spazi librari che si crea diventa un potente invito alla partecipazione dei cittadini, anche fino a tarda sera.

La programmazione, delle mostre, delle iniziative di cineforum, del teatro e tanto altro, è ricchissima ed è votata all’integrazione di tutta la popolazione di Cinisello Balsamo oltre che delle zone limitrofe. Ci sono anche la biblioteca, una videoteca, sale conferenze dove si dibatte a porte aperte, un caffè pieno di giovani e un andirivieni di persone che si spostano liberamente. La cosa straordinaria, a mio avviso, è proprio la fruibilità di questo luogo che posso, tranquillamente, paragonare a centri culturali che ho avuto modo di visitare a Parigi e Tokyo.

Sono andato a vedere la rassegna di cortometraggi che stanno proiettando ogni giovedì, per tutto il mese di aprile, intitolata ”Africa Invisibile”. Il maghreb, l’Islam, l’immigrazione sono, oggi più che mai, argomenti di attualità che non possiamo dimenticare o fingere che non ci riguardino da molto vicino. Ogni giorno centinaia di bambini, donne e uomini tentano di attraversare il mediterraneo e solo pochi ci riescono. È nostro dovere aprire gli occhi e guardare a quell’Islam vero che ama l’umanità, perché solo così potremo capire e forse riuscire a essere tutti un po’ più umani.

Fuori dai grandi circuiti di massa e dalla metropoli, il centro culturale “Il Pertini” di Cinisello Balsamo, ci offre questa splendida opportunità di approfondire e tentare di capire, di amare e per alcuni di noi di scoprire e conoscere il pensiero, la cultura, le aspettative e i sogni di un’Africa che pensa, e il cui cuore batte forte. Grazie a questi registi autoctoni, anche noi, qui a Milano, possiamo provare a comprendere un po’ di Africa.

 

Daniel Battaglia