LO CHIAMAVANO 1º MAGGIO

Di: - Pubblicato: 7 maggio 2015

EXPO 2015 dopo tanti richiami, stop giudiziari, processi, ritardi ecc. ha aperto le porte, meglio dire i padiglioni; 149 per la precisione, tanti quanti sono i Paesi che offrono ai visitatori il meglio della loro tradizione culinaria. Ma chi sono i protagonisti e gli antagonisti di EXPO 2015? Sicuramente i protagonisti sono stati tutti i volontari che, dopo il tragico terremoto che ha colpito il Nepal, si sono rimboccati le maniche e, terminato il proprio turno di lavoro negli altri padiglioni, hanno provveduto a finire in tempo il padiglione del Nepal, dimostrando solidarietà agli addetti ai lavori nepalesi, ritornati in patria, a cercare tra le macerie i propri cari. Antagonisti sono sicuramente Mc Donald’s e Coca Cola, sponsor ufficiali della più grande vetrina mondiale di nutrizione sana e biologica del pianeta. Il motto ufficiale di EXPO 2015 è “Nutrire il pianeta, energia per la vita”: antagonista è anche chi ha permesso a questi due sponsor di partecipare da protagonisti all’esposizione. Un grande buco nero, per molti una sconfitta del viver sano. I protagonisti sono sicuramente anche tutti coloro che hanno prestato la loro opera ad EXPO e che notte e giorno hanno lavorato, con tutte le problematiche del caso, per la miglior riuscita dell’esposizione, concludendo i lavori all’ultimo secondo, prima dell’apertura dei cancelli, un classico italiano che, però, terminato il prodotto, raggiunge l’eccellenza. Protagonisti sono inoltre i tanti, tantissimi che, il primo maggio, hanno sfilato in corteo per il centro di Milano, insieme alle sigle sindacali CGIL, CISL, UIL, contro la precarietà, criticando pacificamente, uniti per dire sì al lavoro e no alle riforme che uccidono il lavoro. Una grande festa rovinata, però, dagli antagonisti…già perché anche qui ci sono gli antagonisti, e si tratta di alcune centinaia di persone che hanno deturpato la città di Milano, sfasciato vetrine e incendiato macchine. Odio e violenza contro tutto e tutti, distruzione in grado di rovinare una giornata di festa, la festa di chi crede veramente che il lavoro significhi dignità, la festa di un grande popolo che manifesta pacificamente, che critica pacificamente. Violenti che distruggono e scappano, lasciando sull’asfalto gli abiti della guerriglia per mischiarsi poi al popolo dei lavoratori, comportamenti chiaramente antidemocratici e simili sempre più a quelli degli anni neri che tanto rifiutiamo.

Marco Feliciani