STEFANO FASSINA: IL LAVORO COME PUNTO DI RIFERIMENTO PER CAMBIARE LA SINISTRA IN ITALIA

Di: - Pubblicato: 8 Ottobre 2015

STEFANO FASSINA: IL LAVORO COME PUNTO DI RIFERIMENTO PER CAMBIARE LA SINISTRA IN ITALIA

 

A cura di Marco Feliciani

 

Mutamento della sinistra negli ultimi anni: forse si è smarrito qualcosa?

Sicuramente si è smarrita la bussola del lavoro. La sinistra nell’ultimo quarto di secolo è stata una bussola orientata verso interessi più forti e ha subordinato l’interesse del lavoro, che invece è l’interesse fondamentale, imprescindibile che deve tornare a rappresentarci.

fassina foto

Foto di Maurizio Anelli

Accadde il 9 dicembre del 2013! Cosa cambiò per la sinistra italiana con l’elezione di Matteo Renzi a segretario del Partito Democratico?

Il 9 dicembre del 2013, a mio avviso, c’è stata la celebrazione di un processo di subalternità culturale e politica che andava avanti da tempo, la vittoria congressuale netta di Matteo Renzi non è un’ intrusione di un corpo estraneo, ma è la conseguenza estrema di un percorso che ha caratterizzato il Partito Democratico dal lingotto. La democrazia plebiscitaria nello statuto, l’impianto sul terreno economico e sociale, un europeismo liberista, sono tratti costitutivi del PD che Renzi ha interpretato in un quadro in cui Bersani e la segreteria di Bersani sono stati una parentesi sostanzialmente di minoranza.

 

Soffia un vento xenofobo in Europa, gruppi e gruppetti neofascisti aumentano sempre più il proprio consenso… Non per ultima la nuova Lega nazionale di Salvini…

E’ conseguenza della sofferenza economica e sociale, la storia purtroppo ci è di insegnamento. Quando la sofferenza economica e sociale aumenta, quando le classi medie si trovano in un vicolo cieco, i populismi xenofobi, che, invece di riconoscere le cause profonde della crisi, aggrediscono i più deboli, purtroppo tendono ad essere molto contagiosi. Ripartire da chi soffre, da chi è in difficoltà, ripartire dal lavoro, è l’antidoto più efficace che possiamo mettere in campo per contrastare la xenofobia e i populismi regressivi.

 

Riforma del lavoro e riforma della legge elettorale: due riforme queste che destabilizzano il cittadino rispetto a sicurezza per il futuro e democrazia…

Due problematiche intrecciate, perché l’esclusione dal terreno economico e sociale ha come conseguenza inevitabile l’esclusione dal terreno della partecipazione democratica. Non è un caso che l’articolo uno della nostra Costituzione celebri la Repubblica democratica fondata sul lavoro. Tra lavoro e democrazia c’è un nesso stretto e un quadro sociale che attualmente lascia fuori fasce sempre più ampie di società dal mondo del lavoro.

Il futuro della sinistra, tra utopie e realtà…

Il futuro della sinistra è il futuro che dobbiamo costruire a partire appunto dal lavoro, ricordando che la politica non può essere solo amministrazione, perché se la politica rimane solamente amministrazione, non riprenderemo più la capacità di attrarre chi invece ha bisogno di un cambiamento profondo a partire dalla propria condizione. Dobbiamo volere la luna, per citare il titolo di un libro di un grande uomo della sinistra che è scomparso da qualche giorno (Pietro Ingrao), dobbiamo volere la luna ma con i piedi per terra, per conquistare ogni giorno un pezzetto di miglioramento in più per chi non ce la fa.