Tindersticks Waiting

Di: - Pubblicato: 4 marzo 2016

Attivi da quasi 25 anni, i Tindersticks sono un gruppo “cult” della scena musicale inglese.

Il loro sound è molto particolare, tanto da essere difficilmente catalogabile in un termine: diciamo che, pur facendo parte della nidiata del brit-pop anni ’90, sono al confine tra il pop-orchestrale e il rock più cupo e intimistico, con precisi riferimenti al Nick Cave più maturo e a Leonard Cohen, tanto per gradire.

Stuart Staples, cantante e leader del gruppo, ha un modo di cantare sempre molto garbato e quasi sussurrato, in linea con le atmosfere rarefatte e spesso didascaliche, quasi cinematografiche che la band propone: non a caso il gruppo è stato autore, nel corso degli anni, di alcune colonne sonore di film. foto frammenti 2

 

E la passione per il mondo del cinema e dell’immagine si conferma anche per questo nuovo lavoro, che porta il titolo di “Waiting Room”.

L’album vede, infatti, la realizzazione, per ogni brano, di un cortometraggio, affidato a un regista diverso e l’esperimento è decisamente ben riuscito. Meglio ancora risulta essere il disco, che alterna momenti pop di pura atmosfera e raffinatezza ad altri strumentali, inframezzati da alcuni duetti (su tutti spicca We Are Dreamers con Jehnny Beth delle Savages). Un lavoro che emoziona, che non ha cadute di tono, sintesi perfetta del “chamber-pop” di classe, che rappresenta un vero e proprio marchio di fabbrica della band inglese.

Tra i brani meglio riusciti, vanno segnalati l’iniziale  “Follow Me” (cover che arriva dalla colonna sonora del film “Gli ammutinati del Bounty”), “This Fear Of Emptiness”, “Like Only Lovers Can” e “Help yourself” e “We are dreamers” https://www.youtube.com/watch?v=f8GNxVHFHhw.

Ma il disco si fa apprezzare nell’insieme, come ogni lavoro dei Tindersticks, per la sua capacità di mettere in fila tanti brani e amalgamarli al punto tale che pensi, alla fine, di avere ascoltato una lunga colonna sonora. Peccato che la loro tournee non passi da queste parti, sarebbe stato un concerto da segnalare e da non perdere.

 

Paolo De Gregorio