Toc toc… Chi è? Expo!

Di: - Pubblicato: 30 aprile 2015

Su Expo 2015 si è detto tanto, tantissimo. Gli entusiasmi iniziali, le delusioni scottanti, le dimissioni inevitabili, gli stipendi, i ritardi, gli sponsor, il volontariato non retribuito, i padiglioni, il cantiere infinito, i cantieri in città, i trasporti, gli appalti, i movimenti no Expo, i contenuti, la comunicazione, la non comunicazione, il camouflage!

Senza dubbio la questione è piuttosto controversa vero?

Soprattutto in quanto Milanesi, che hanno vissuto da vicino, volenti o nolenti, i passaggi che hanno caratterizzato questi ultimi anni, non possiamo ignorare tutti i dettagli di questa vicenda che ci ha fatto dubitare spesso della correttezza di questa operazione. D’altra parte, quando hanno luogo manifestazioni di portata planetaria come questa, è chiaro che entrino in gioco poteri diversi, entità di varia natura e attori pericolosi. Pensare che tutto ciò sia facilmente gestibile da singoli soggetti forse è da ingenui.

Di fatto cercare capri espiatori e attribuire tutte le colpe a chi ha cercato di lavorare con ciò che aveva non serve a molto. Probabilmente, poi, sarà complesso anche ciò che accadrà nel post Expo 2015.

Ciò detto, ora che ci siamo, l’invito è quello di concentrarsi su quello che abbiamo…

Cosa abbiamo?

Abbiamo una città in fermento, gli occhi del mondo puntati addosso, stiamo per accogliere X mila persone al mese, tra questi Capi di Stato, ambasciatori e delegazioni da tutto il mondo. Quello che abbiamo è, poi, la possibilità di sviluppare una riflessione filosofica su ciò che significa cibo, nutrimento, coltivazione, su cosa implica il concetto di prendersi cura del pianeta e degli esseri che lo popolano.

Questa è l’occasione di cambiare direzione, di approfondire, sviluppare, sancire definitivamente quei principi fondamentali e fondanti che si sono strutturati in più di quarant’anni, a partire dai movimenti ecologisti degli anni Settanta e che hanno creato un pensiero alternativo e parallelo, che oggi si radica sempre più nelle abitudini di parte del pianeta. La possibilità è quella di comunicare globalmente ciò a cui si arriverà, per stimolare una crescita condivisa e sempre più sinergica. Perché il fratello più saggio e avveduto insegni al più giovane e privo di strumenti, senza lasciare indietro nessuno…

Utopia? Certo, ma il tema di Expo 2015 verte su questa utopia, l’idea che si possa sviluppare un ragionamento condiviso e che gli spunti che emergeranno stimolino la riflessione di tutti e magari un nuovo corso.

Chi ha delle perplessità su come tutto questo è o verrà gestito, ha ragione, ma l’impegno deve essere quello di salvare i semi ‘buoni’ nella speranza che germoglino per tutti e non solo per alcuni.

Credere negli uomini, nelle idee ed in quello che può accadere, ponendo menti e molteplicità di elementi culturali a confronto, significa avere e generare speranza.

L’esortazione, dunque, Milanesi e non, è proprio di cogliere tutto ciò che di positivo ed eccezionale c’è in questo momento che di fatto entrerà nella storia di Milano, dell’Italia e del mondo.

Infine, non ci remiamo contro, perché le facce in gioco sono le nostre, italiane, davanti a tutti gli altri Stati, rispetto ai quali troppo spesso ci poniamo come fanalino di coda di una macchina che avremmo tutte le potenzialità di guidare.

Il sindaco Giuliano Pisapia si è chiesto, durante il 25 aprile, perché i giovani non vivano questa Expo 2015 come un’opportunità… Forse è il caso di riflettere su questa domanda, forse è il caso di spingerci un po’ più in là nel ragionamento e nell’azione!