Una Ninfa all’EXPO

Di: - Pubblicato: 29 Ottobre 2015

ArcheoEXPO

A cura di Sara Rigamonti, dottoressa in beni culturali

Expo Milano 2015 è sicuramente una vantaggiosa vetrina per mettere in mostra tutto ciò che di bello può offrire un Paese, per questo molti padiglioni offrono un assaggio delle loro bellezze nazionali mostrando paesaggi, ma anche tradizioni locali e cultura. E proprio della cultura dei vari Paesi e dell’umanità intera ci parlano i numerosi reperti archeologici presenti in Expo, in diversi padiglioni e che vale davvero la pena vedere per gli appassionati di archeologia e non solo. Quando si vuole conoscere e apprezzare un Paese non si può prescindere dalla sua storia, partendo dalle epoche più antiche che, spesso, offrono reperti di grande interesse e intere aree archeologiche che in molti casi attirano turisti da ogni parte del mondo.

fito ninfa

 Una Ninfa all’EXPO

Se vi trovate a visitare il Cluster Bio-Mediterraneo, è sicuramente interessante entrare nel padiglione dell’Algeria che vi permette di immergervi subito nella cultura del Paese, grazie ad un’esposizione che riproduce l’atmosfera dell’agorà e del souk , con l’intento di presentare il patrimonio culturale algerino. A questo scopo è esposto anche un interessante mosaico romano datato al II-III secolo d.C. e rinvenuto a inizio ‘900 a Lambèse, città dell’antica Numidia, situata a nord del Paese.

Il mosaico rappresenta la Ninfa Cirene, riconoscibile dalla presenza del fiore nella mano destra, tipico attributo della Ninfa nell’iconografia. La scelta di rappresentare Cirene è da cercare nella mitologia romana che lega questa Ninfa alla provincia africana. Secondo il mito, infatti, Apollo si innamorò della giovane, vedendola uccidere un leone a mani nude per difendere il gregge del padre; il Dio decise dunque di rapirla e portarla in Africa dove fondò una città in suo onore. Osservando il mosaico, sulla destra si nota il braccio di Apollo allungato verso la Ninfa, elemento che conferma lo stretto rapporto fra il Dio e Cirene nel mito romano.

Il bordo della pavimentazione, conservato solo parzialmente, presenta un motivo floreale tipico dei mosaici Algerini e, in particolare, di quelli delle zone adiacenti a Timgad, antica città romana e ora importante sito archeologico algerino. Il mosaico presentato in EXPO è dunque solo una piccola, seppur importantissima, testimonianza della produzione artistica delle Province Africane nei primi secoli dopo Cristo. Proprio in questi secoli infatti si assiste ad un’importante fioritura culturale e artistica nell’Africa settentrionale; grande importanza nella regione ha sicuramente l’arte del mosaico che partendo da modelli importati dall’Impero d’Occidente sviluppa poi caratteri autonomi e originali riscontrabili nei temi trattati e nei motivi decorativi, motivi geometrici o floreali che ritroviamo anche in questo bel mosaico algerino esposto nel Cluster.