Bambini!

Di: - Pubblicato: 19 febbraio 2016

Nel Settembre del 2015, solo pochi mesi fa, la fotografia del piccolo Aylan faceva il giro del mondo

 

Aylan aveva tre anni, era nato a Kobane e aveva il diritto di vivere. La fotografia del suo piccolo corpo a faccia in giù sulla spiaggia, stretto nella sua maglietta rossa, ha commosso, emozionato, ha fatto correre un brivido di rabbia e di freddo sulla schiena di tutti. Ma il mondo dimentica in fretta, soprattutto quando si parla dei Diritti dei Bambini. Il 12 Febbraio era la Giornata Internazionale contro l’utilizzo dei bambini soldato nelle guerre e nei conflitti, come stabilito dal Protocollo alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia. Diritti negati, su cui l’Umanità intera dovrebbe fare una riflessione e un’autocritica spietata: su se stessa e sull’ipocrita capacità di istituire una data in memoria della propria ferocia ma poi continuare ad ignorarne i significati più profondi. Secondo le stesse stime dell’ONU il numero dei bambini soldato cresce ogni anno, insieme alle violenze di ogni tipo ai danni di chi si affida con fiducia alle mani degli adulti. Sono sempre le cifre dell’ONU e delle Associazioni Umanitarie a spiegare, meglio di qualunque film dell’orrore, come sia facile trasformare in incubi i sogni di un bambino. Incubi che a volte indossano le divise di eserciti di ogni tipo e insegnano a uccidere. E i bambini imparano presto e bene, perché i bambini sanno imparare presto e bene. Obbligati dagli adulti con la forza e con l’opera di convincimento,  sradicati dalla loro vita e indottrinati. Un bambino non ha mai la possibilità di scegliere, un bambino subisce e assorbe quello che respira intorno. Un bambino non vuole deludere l’adulto capace di ingannarlo. Crescendo riesce a capire l’inganno, qualche volta. E se riesce con l’aiuto del destino a uscire dalla divisa che altri gli hanno cucito addosso, rimane comunque segnato per sempre e, in aggiunta, è ancora più solo e vittima del disprezzo altrui. Questo è accaduto in Sierra Leone, per il controllo delle miniere di diamanti, dove intere generazioni di bambini hanno imparato a giocare con i machete e con i mitragliatori. Questo è accaduto e accade nei tanti Paesi africani distrutti dalle guerre.

Ma sarebbe un limite grave fermarsi  alle guerre nei Paesi africani: ci sono anche altri  bambini soldato, magari senza la divisa di un esercito, che imparano presto altre giochi di guerra. Sono i bambini che nascono e vivono ai margini del sottobosco delle mafie in tante Città del mondo:  imparano presto anche loro a entrare nel pozzo senza fondo dello spaccio, della prostituzione minorile, nel business del turismo sessuale.  E poi ci sono i bambini soldato del dorato mondo dello sfruttamento del  lavoro minorile: quanti businessman si sono arricchito con questa forma di schiavitù ?

Non basta istituire una data per celebrare la Giornata Internazionale … di, per o contro. Questa Società chiede cambiamenti profondi, una diversa visione della vita e diverse prospettive. In tutto questo deve assolutamente esserci la necessità, direi l’obbligo, di restituire ai bambini quel diritto al sorriso, al gioco e alla vita, che questo fottuto mondo gli ha negato. Solo così, un giorno, potranno essere degli adulti migliori di quello che siamo stati noi.

 

Maurizio Anelli