Il Muro Dell’Arroganza

Di: - Pubblicato: 26 febbraio 2016

C’è un muro costruito con l’arroganza e il pregiudizio che divide l’Italia dal Diritto, a cui si aggiunge il disprezzo dei Diritti e dei sentimenti. Per chi ha saputo e voluto guardare alla lunga storia della Legge sulle Unioni Civili nella sua interezza questo muro è apparso in tutta la sua evidenza. L’ipocrisia e il malcelato fastidio con cui gran parte del Parlamento e della Classe Politica di questo Paese ha trattato la questione è evidente oltre ogni ragionevole dubbio.

Così come evidenti sono state le pressioni e l’influenza esercitate sul Parlamento dalla parte più integralista del mondo cattolico e della Chiesa.

È un’ occasione perduta, l’ennesima per questo Paese, per dare senso alla Laicità di uno Stato di Diritto. È un’occasione perduta per riuscire a parlare al cuore delle persone e al loro diritto all’autodeterminazione, al riconoscimento fondamentale e sancito dalla Costituzione che vede tutti i Cittadini uguali. Ha un’ importanza relativa, dal punto di vista etico, il paragone con quanto è riconosciuto in altri Paesi Europei e non: non si tratta di fare una cosa perché la fanno gli altri, si tratta di fare una cosa semplicemente perché è giusto farla. Questo è il punto.

A nessuno è sfuggito che la decisone finale e le modifiche apportate al Disegno di Legge è figlia di un baratto per la sopravvivenza dell’esecutivo.

Per questo si deve parlare di ipocrisia. Ipocrisia di un Parlamento assolutamente incapace di assumersi la responsabilità di una scelta etica prima ancora che politica.

Ipocrisia di una coalizione di Governo costruita sulle sabbie mobili del baratto.

Questo è l’ultimo schiaffo, in ordine di tempo, che il Palazzo elargisce ai Cittadini.

Uno schiaffo che non tiene in nessuna considerazione le migliaia di persone che in queste ultime settimane, in ogni Piazza d’Italia,  hanno manifestato civilmente per chiedere laicità e rispetto dei diritti. Ma c’è un’altra parte del Paese, altrettanto numerosa e forte, che in nome di un integralismo religioso ha messo in campo tutte le sue forze per riportare le lancette dell’orologio indietro di secoli. La demonizzazione dell’omosessualità ha in sé qualcosa che ricorda la caccia alle streghe nel Medioevo, e il personalistico concetto della famiglia tradizionale ha abbracciato una gran parte del mondo cattolico e delle forze politiche di destra e di estrema destra, persone che in questi anni hanno dato un pessimo esempio del rispetto dei valori della famiglia di cui a parole si ergono a paladini.

A tutto questo ha contribuito una parte del mondo dell’informazione che non ha saputo o voluto spiegare fino in fondo il vero contenuto del Disegno di Legge. Si è provato in tutti i modi a far passare un’interpretazione del Disegno stesso in grado di generare confusione, malintesi e falsità.

È senza dubbio un passo indietro dal punto di vista culturale, sociale e umano di cui in molti dovranno assumersene la responsabilità. Esistono limiti oltre i quali la credibilità muore.

Il valore e la forza di una Democrazia si misurano anche e soprattutto dal riconoscere a tutti i Cittadini la dignità di scelta e dal garantire il rispetto dei diritti di libertà individuale a ciascuno di loro. Oggi, così non è. E non capire questa elementare regola di convivenza civile mina alle basi la credibilità di uno Stato e del suo Parlamento.

Esistono margini di recupero ? Forse, ma è necessario e fondamentale capire fino in fondo il valore di una parola che ad oggi non si vuole capire: Laicità.

 

 

Maurizio Anelli