Il Quotidiano “La Repubblica” Ha Compiuto Quarant’Anni

Di: - Pubblicato: 22 gennaio 2016

Buon Compleanno allora, comunque la si pensi su questo e su altri giornali.

Perché la parola, anche quella che può piacere o non piacere, ha sempre il profumo di libertà.

E la libertà cammina sempre sul filo di un equilibrio sottile.

Troppo forte, per i poteri di tutto il mondo, il desiderio di controllare la parola detta e scritta, gestire la libertà del pensiero. Ancora oggi, nell’epoca del web e della notizia che in un minuto fa il giro del mondo, la parola scritta nero su bianco riesce a fare paura.

Lo hanno sempre saputo i giornalisti e i reporter che hanno pagato il prezzo della vita in questi anni: sono 110 i reporter uccisi nel 2015, secondo i dati forniti dell’organizzazione Reporter senza Frontiere e solo un terzo di loro operava su territori di guerra.

E allora tornano alla mente il sorriso e il volto di Ilaria Alpi, di Enzo Baldoni, di Giuseppe Fava e di Giancarlo Siani, di Maria Grazia Cutuli, di Anna Politkovskaja, e di tutti coloro che dimentico.

Strano fermarsi a riflettere come tanti giornalisti siano ancora nella mente e nei cuori di tanti, mentre sembra che siano invece quasi dimenticati dagli editori, che delle loro firme si servivano, ma questo è un altro discorso … gli editori, non tutti certamente, spesso si servono dei loro giornali.

 

Da sempre l’informazione può essere uno strumento nelle mani di chiunque, anche nelle mani di chi acquista e legge. Perché le mani sono guidate dalla mente e dai sentimenti: le mani scrivono quello che i sentimenti percepiscono e trasmettono, le mani sfogliano un giornale o un libro.

Per questo il destino dell’uomo è nelle sue mani.

Per questo, quando un giornale chiude non è mai un buon segno.

Negli Stati Uniti, Paese principe delle contraddizioni, la carta stampata ha sempre suscitato rispetto, così come l’America Latina ha regalato al mondo straordinari scrittori, capaci di raccontare al mondo  tutto quello che la censura delle dittature impediva che uscisse sui giornali.

Giuseppe Fava diceva “…a che serve essere vivi, se non si ha il coraggio di lottare? “.

Buon Compleanno allora a “La Repubblica” e buon cammino, comunque la si pensi su questo e su altri giornali, la vita comincia a quarant’anni.

 

 

Maurizio Anelli