A Noi Che Siamo Tutti Migranti

Di: - Pubblicato: 2 gennaio 2017

Buon Anno ?

 

Ma sì, facciamolo un brindisi. Riempiamo i nostri calici con spumanti e champagne e brindiamo con gli amici più intimi, con le persone in cui crediamo e che amiamo davvero e alziamoli questi calici. Alziamoli sognando un anno diverso per Aleppo e per Kobane, per l’Egitto, per la Libia e la Nigeria, per l’intera Repubblica Centrafricana e per la Somalia, per il Sudan e il Sud Sudan. Alziamo i calici per chi è devastato dalle religioni e dalle guerre che sono portate in dono ai popoli della terra dai falsi Re Magi che hanno fatto della religione la merce di scambio per il mondo intero. Buon Anno all’ Afghanistan, alla Cecenia, all’ Iraq, alla striscia di Gaza. Buon anno a chi ha perso tutto, ma proprio tutto.

E che quel brindisi vada di traverso a chi specula sui mercati finanziari con la vita delle persone, a chi costruisce fatturati e fortune con le proprie fabbriche di armi, con il narco traffico, con le grandi aziende farmaceutiche, con i fondi monetari.  A Standard & Poor’s, Moody’s e tutte le agenzie di rating, controllate dalle multinazionali più potenti della terra, che decidono nei loro Consigli di Amministrazione chi deve morire di fame e di povertà, chi è autorizzato a sedersi a  tavola e chi invece deve chiedere l’elemosina fuori dalla porta. Facciamoli alcuni nomi dunque: Standard & Poor’s, controllata da McGraw-Hill Companies, sede centrale a New York e colosso delle comunicazioni, dell’editoria, delle costruzioni e presente in quasi tutti i settori economici. JP Morgan, che per la truffa dei mutui subprime e la grande recessione del 2008 costata milioni di posti di lavoro viene denunciata dal Governo Federale degli Stati Uniti ma risolve tutto patteggiando un risarcimento di 13 miliardi di dollari. Ma JP Morgano non ha solo la macchia dei mutui subprime sulla coscienza: ha manipolato per anni il mercato dell’energia, ha cercato con ogni strada di influenzare le scelte dei paesi europei a livello sociale e politico mettendo in discussione le linee dettate dalle Costituzioni di questi Paesi.

Buon Anno agli americani che non hanno votato per Donald Trump ma dovranno farci i conti, e saranno conti duri e pericolosi. Buon Anno ai Sioux e agli ambientalisti che da mesi protestano contro l’oleodotto nel North Dakota, perché quella protesta è una nuova resistenza capace di unire tribù, ambientalisti, agricoltori e allevatori. Una lotta comune come non si vedeva da tempo, tutti insieme.

Buon Anno a tutti gli antifascisti italiani ed europei che dovranno lottare contro il ritorno violento del razzismo xenofobo che vola sull’Europa intera. I nostri Padri ci hanno insegnato il valore della Resistenza, ora tocca a noi riprendere il cammino. È una Resistenza diversa, ma ha lo stesso profumo di libertà.

Buon Anno a chi ha visto la terra aprirsi sotto le proprie case e i propri sogni, spazzando via in una sola notte sorrisi, progetti e anni di vita e di lavoro. Buon Anno a chi da troppo tempo aspetta invano le verità che non arriveranno mai su bombe, stragi e figli ammazzati da divise sbagliate.  Buon Anno alle donne che in ogni angolo del mondo sono ancora e sempre considerate una preda da catturare. Buon Anno a chi ha un colore della pelle diverso dal mio, a chi crede a un DIO che io non riesco a vedere e non conosco, a chi come me è un ateo praticante. Buon Anno a chi ancora sa danzare al suono di un tamburo e di una chitarra, a chi canta insieme ad altre voci. Buon Anno a chi cammina contro corrente, in direzione “ostinata e contraria”.  A chi sa che quella corrente rischia di portarlo via per sempre ma affronta la sfida comunque. Buon Anno a chi cerca una strada e un sorriso, a chi un sorriso dolce e sincero sa regalarlo sempre. Buon Anno a chi scappa da guerre, carestie, violenze e miseria. A loro, perché possano trovare la loro “Itaca” e sappiano essere più forti delle onde di quel mare che a volte sembra cattivo e ostile. Buon Anno a noi, che siamo tutti migranti e tante volte ci fermiamo smarriti, spaventati e confusi. Noi che proviamo a fiutare l’aria come lupi solitari e stiamo fermi il tempo che basta per capire qual è il sentiero giusto da seguire. A volte il sentiero è quello sbagliato, ma nessun sentiero ti racconta prima cosa potrà esserci alla fine della strada. È solo un sentiero, e bisogna camminarlo. Buon Anno, a quasi tutti.

 

Maurizio Anelli