Aiutare I Figli Nelle Scelte

Di: - Pubblicato: 8 aprile 2016

Quanti di voi propongono ai propri figli di provare uno sport che voi stessi praticavate da bambini?Non è forse il sogno di ciascuno di noi genitori di rivivere la propria infanzia? Di tramettere e tramandare una copia di se’ migliorata che possa succederci e rimanere in vita anche dopo di noi? Quanti di noi genitori non ha mai pensato, in modo narcisistico di rispecchiarsi nel proprio figlio?

 

Oggi la diminuzione delle nascite e il suo carattere di “scelta” porta con sé un “concentrato emozionale”nella relazione genitori-figli, che non possiamo non tenere in considerazione.

La nascita di un figlio e il legame che si viene a stabilire tra la madre/padre/neonato inevitabilmente riattivano dinamiche intrapsichiche connesse alle rispettive esperienze infantili.

Il figlio tende a diventare una forma di realizzazione dell’adulto, all’insegna del controllo. Esso viene spesso investito di notevoli aspettative ed è facile correre il rischio, per noi genitori, di concepire e immaginare i figli come un modo per realizzare se stessi.

Il genitore si trova a vivere una tensione costante tra l’investire sui propri figli e, al tempo stesso, vigilare che le proprie aspettative non siano eccessive e quindi anche fonte di delusione.

Per Freud l’amore dei genitori per i  figli è di natura narcisistica, ” il bambino deve appagare i sogni e i desideri irrealizzati dei suoi genitori. L’amore parentale, così commovente e in fondo così infantile, non è altro che il narcisismo dei genitori tornato a nuova vita”. In altre parole i genitori si attendono che il figlio possa offrire loro l’opportunità di rivivere il loro essere stati bambini e la loro relazione con i propri genitori.

Che la genitorialità trovi le sue radici nel processo di identificazione con i propri genitori e con le parti infantili rappresentate dal figlio è una considerazione unanime (Cramer, Palacio Espasa, Nicolò, Norsa, Winnicott Zavattini, Giannakoulas…). Ciascuno è identificato con i propri genitori o più esattamente con le rappresentazioni fantasmatiche di questi e con la tendenza a identificare il figlio con il se stesso bambino. La genitorialità è un processo identificatorio le cui basi inconscie si stabiliscono nei primi anni di vita e si organizzano dal momento in cui si declina il Complesso Edipico.

Winnicott ci dice che un bambino, per sopravvivere e crescere, ha bisogno di un’iniziale dipendenza per soddisfare i suoi bisogni, da una madre “sufficientemente buona” capace di adattarsi al figlio e, al tempo stesso,  che deve essere in grado di dimunire questo suo adattamento man mano che si accresce la capacità del piccolo di tollerare la frustrazione e riconoscere l’esistenza e la resistenza del mondo esterno. Per Winnicott sono elementi fondanti la genitorialità l’adattamento materno nella continuità e la stabilità nel rapporto con il figlio ma anche la fase successiva di de-accomodamento, un “venir meno adattivo” ai bisogni del bambino. È questa capacità di lasciare spazio, di lasciare andare, di differenziazione, è questa fase che permette di sperimentare autonomia. In ciò gioca un ruolo fondamentale la funzione paterna, interrompendo quella dimensione di rispecchiamento fra madre e bambino, portando fuori da una relazione simbiotica. La legge del padre funziona quindi come una legge di separazione.

Facendo un grande salto in avanti anche il confronto con i figli in adolescenza,con i loro modi di crescere, l’accedere alla sessualità, il definirsi sul piano della personalità, mette in gioco l’essere padri e madri non più onnipotenti. Questo processo si accompagna ad una forma di regressione nella direzione di una implicita rievocazione da parte dei genitori della loro adolescenza a contatto con quella dei figli.

E’ necessario per riattivare un processo evolutivo e di crescita dei figli che i genitori possano sviluppare nei confronti dei bambini e dei ragazzi un equilibrio tra investimento narcisistico(amore di sé nell’altro) e investimento oggettuale(amore dell’altro come differente da sé).

La funzione genitoriale quindi porta con sé una trasformazione dell’identità con la possibilità di un rimaneggiamento delle identificazioni con le proprie figure parentali. La fantasia di figlio accompagna la coppia nell’attesa della nascita e permette di attivare quel complesso processo di affiliazione grazie alle rispettive fantasie, attese, proiezioni, ricordi di sé bambini.

Per saperne di più, per porre domande, per confrontarsi sul tema lunedì 11 Aprile ci sarà un incontro all’interno del progetto SCUOLA GENITORI del Centro Psicopediagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti,  in cui Daniele Novara, pedagogista, counselor e formatore di approccio maieutico, presenterà FULVIO SCAPARRO, psicologo e psicoterapeuta, e incontreranno insieme i genitori, gli addetti ai lavori e gli appassionati di educazione che vorranno partecipare gratuitamente presso l’Auditorium Don Bosco in via Melchiorre Gioia 48 a Milano dalle ore 20.45 alle 22.45.

 

Fulvio Scaparro psicologo e psicoterapeuta ha insegnato psicopedagogia e psicologia all’Università degli studi di Milano e nelle Scuole di Specializzazione in Psicologia Clinica e dei Cicli di Vita, Psicologia dell’età evolutiva, Neuropsichiatria Infantile e Criminologia Clinica. È inoltre scrittore e pubblicista. Vive e lavora a Milano. È stato giudice onorario fino al 1992 del Tribunale per i Minorenni e componente privato della Corte d’Appello del Tribunale di Milano, Sezione Minori e Famiglia, è membro fondatore dell’Associazione Italiana di Psicologia Giuridica, nata nel 1976.
Come psicoterapeuta e formatore, si occupa di infanzia, adolescenza, anziani e di ADR (Alternative Dispute Resolution, soluzioni alternative alle dispute).
Impegnato da anni nella difesa dei diritti dei bambini, è stato tra i promotori e formatori delle prime iniziative italiane per la prevenzione dell’abuso all’infanzia, ha fondato a Milano, nel 1987, l’Associazione GeA-Genitori Ancora a sostegno dei figli e dei genitori nelle vicende separative, per diffondere una corretta informazione sui temi della separazione e del divorzio e formare personale specializzato nella mediazione familiare nei casi di gravi conflitti tra genitori.

 

Aiutare i figli nelle scelte, come i genitori possono sostenere in figli in un progetto di vita in un’ottica stategica, senza andare oltre, rispettando il progetto di vita dei figli e riattivando maieuticamente le loro risorse; questo il tema dell’incontro promosso grazie al sostegno di “Fondazione Cariplo” e “Doremi asili nido e scuole dell’infanzia”. Un’occasione da non perdere!

Per info : www.cppp.it

 

Maria Teresa Pepe,

Pedagogista