Ape Nera Autoctona, A Rischio La Sopravvivenza

Di: - Pubblicato: 7 novembre 2016

L’Apis millifera millifera detta anche ape nera è presente in Europa da più di un milione di anni.

Consapevoli che è fondamentale preservare il patrimonio genetico naturalmente adattato e resistente di questo impollinatore sul nostro territorio, apicoltori e cittadini si sono attivati, creando oasi, veri santuari di protezione dell’ape autoctona in vari paesi d’Europa.

Consci però che oggi nessuno strumento giuridico protegge queste oasi dall’introduzione nelle loro zone di api importate, esponendole regolarmente al rischio d’ibridazione di quel capitale genetico risultato del lavoro di più di un milione di anni.

Il problema di questa ibridazione dei geni dell’ape nera autoctona europea è che si indebolisce sempre più il capitale genetico dell’ Apis millifera millifera, ogni volta che viene incrociato con altre specie di api introdotte per sbaglio o credendo di aumentarne la resa e le resistenze agli agenti esterni.

L’importanza dell’Apis millifera millifera

 

Particolarmente ben adattata al clima europeo, quest’ape autoctona è più resistente alle malattie di altre specie importate o delle ibridate e le operaie sono note per la loro longevità. È capace di far fronte a condizioni estreme invernali a temperature al di sotto di -30° e ai climi caldi fino a 40°. Consuma le sue riserve di miele con molta più parsimonia di altre specie, processo di autoregolazione che aumenta le sue possibilità di sopravvivenza. È particolarmente docile contrariamente alle specie ibridate notoriamente aggressive.

 

Ad oggi però nessun documento ufficiale è stato stilato per denunciare che di fatto l’ape nera è minacciata di estinzione. Questo perché essendo un animale utilizzato in apicoltura non viene considerato un animale selvatico e quindi non può essere di fatto protetto dalle leggi che riguardano gli animali selvatici, ma non viene neanche presa in considerazione da quelle che regolano gli animali da allevamento come ce ne sono per alcuni che godono di uno status di specie da allevamento da salvaguardare.

Insomma l’ape nera autoctona si trova in mezzo ad un vuoto legislativo e amministrativo europeo.

 

C’è però un esempio di oasi tutta italiana che sembra salvarsi e che ci dà buone speranze, è quello dell’Apis Millifera Sicula. Si distingue dalla situazione dell’Apis Millifera Millifera dell’Europa occidentale per due precisi motivi: il primo geografico, le oasi dell’ape nera sicula sono su isole e quindi naturalmente più protette da attacchi o ibridazioni; il secondo è che sono diventate un presidio slow food grazie al lavoro di reintroduzione per opera della ricerca dello studioso Pietro Genduso e della passione per l’apicoltura di Carlo Amodeo che fin dagli anni ’80 si è prodigato per la salvaguardia dell’ape nera sicula.

 

“Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”. Einstein

 

 

 

www.pollinis.org

 

Firmiamo la petizione che chiede alle autorità nazionali e Europee di mettere in opera urgentemente una protezione giuridica di quelle oasi di conservazione dell’ape nera, per permettere la preservazione e la trasmissione del loro patrimonio genetico unico, così da assicurare sul lungo termine la sopravvivenza dell’Apis Millifera Millifera.

 

Link per firmare la petizione: http://info.pollinis.org/abeille-noire/

 

 

 

Daniel Battaglia