Brindisi Di Natale Ma Non Per Tutti

Di: - Pubblicato: 25 dicembre 2017

Di Maurizio Anelli

 

Se Gesù nascesse oggi, avrebbe mille problemi a scegliere la sua grotta, il ventaglio delle offerte è ampio: potrebbe essere un viaggio lunghissimo che parte da Mosul passando da Kobane, una piccola sosta nei lager libici e poi con tanta fortuna provare ad arrivare a Lampedusa. Le possibilità di nascere su un barcone sarebbero altissime, nessuna stella cometa a guidare la rotta, solo la paura e il rumore del mare.  All’arrivo ad attenderlo nessuna possibilità di trovare tre Re Magi arrivati da Oriente per adorare il bambino Gesù. L’accoglienza avrebbe un altro volto, magari quello di solerti funzionari dello Stato obbedienti alle varie leggi vigliacche di questo Paese. Chissà, magari riceverebbe la visita dello Sceriffo Minniti e dei suoi pistoleri fidati come Gilberto Caldarozzi, uno degli stregoni della Diaz nella Genova del 2001 condannato in via definitiva a tre anni e otto mesi per falso e creazione di false prove finalizzate ad accusare ingiustamente chi venne massacrato da poliziotti mai puniti. Oggi è il nuovo Vice direttore tecnico operativo della Direzione Investigativa Antimafia, l’eccellenza delle forze investigative italiane, la struttura cui è affidata la lotta al crimine. Lo sceriffo Minniti lo ha promosso sul campo. http://genova.repubblica.it/cronaca/2017/12/24/news/pezzo_caldarozzi-185042399/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P5-S1.6-T1

Nella Genova di quei giorni il diritto e la democrazia sono stati uccisi, ma lui e altri vigliacci come lui hanno ottenuto la gratitudine dello Stato e sono stati promossi.

Una volta riuscito a sbarcare a Lampedusa comincerebbe la sua via crucis, intanto il riconoscimento, niente affatto scontato: due genitori extracomunitari, una madre giovanissima e un padre adottivo dal mestiere incerto. In questo Paese lo ius soli è ancora un sogno, i mercanti del tempio hanno problemi più urgenti da risolvere e non hanno tempo per queste sciocchezze. Poi, crescendo e a proposito di mercanti nel tempio … beh, la vedo dura. Troppi gli uni e gli altri, difficile riuscire a cacciarli tutti. In ogni tempio troppi mercanti, anche diversi fra loro E poi, da quale tempio cominciare ? O da quale categoria di mercanti ? Scelta difficile, troppe carte nel mazzo e il mazzo è anche truccato. E poi la casa, difficile trovarla anche un monolocale di questi tempi. E in quale città? Un consiglio, caro Gesù, tieniti alla larga da Como. Da quelle parti i poveri non li sopportano proprio, e se poi ti azzardi anche a chiedere la carità sei davvero finito. Pensa che in quella città c’è un piccolo sovrano, brutto e cattivo, che ha emesso un editto che punisce non solo chi chiede la carità ma anche chi la offre. I sudditi non si ribellano, i cittadini più coraggiosi sì. Qualche giorno addietro davanti ad una chiesa sconsacrata i cittadini più coraggiosi hanno protestato, cantato e offerto cibo e bevande. Non erano soli, insieme su quella piazza altre donne e uomini venuti anche da altre città, musicisti, giovani e anziani. Le piazze uniscono sempre, la dignità non ha mai avuto frontiere.

Ma c’è dell’altro, e il giovane nato su un barcone lo consocerà presto, gli basterà girare per l’Italia in lungo e in largo. Conoscerà altri mercanti, una volta erano considerati banditi pittoreschi con coppola e lupara. Oggi non è più così, hanno abiti raffinati e macchine di lusso, banche che si inchinano al loro passaggio. Vendono morte, fanno affari, costruiscono e dividono, danno lavoro o miseria. E poi altri mercanti ancora, una volta avevano camice nere e braccia tese. Oggi nascondono a fatica la camicia nera ma il braccio è sempre teso, sono fieri della loro storia e vogliono farla rivivere un’altra volta.

Se Gesù nascesse oggi, avrebbe mille problemi a scegliere la sua grotta, e capirebbe quanto l’hanno imbrogliato. I mercanti si sono presi gioco di lui, si sono fatti scudo del suo nome per nascondere e giustificare la parte peggiore di se stessi. Hanno inventato feste e santi patroni, hanno inventato il peccato e la colpa. Loro, sempre pronti a scagliare la prima pietra. E quando arriva Natale sono i primi a entrare nel tempio, sempre in prima fila, e fra un’ostia e un’Ave Maria stanno già pensando al prossimo giro, al prossimo inganno, al prossimo imbroglio e al prossimo guadagno.

A tutti questi mercanti nessun augurio, nessun brindisi. Auguri e brindisi sono cose belle, importanti. E vanno centellinati, vanno spesi bene. Un brindisi e un abbraccio allora a chi salva le vite in mare, a chi lotta ogni giorno per i diritti di tutti, a chi spende una parte del proprio tempo e del proprio “io” per un mondo diverso, un mondo migliore. Un brindisi e un abbraccio a chi era a Genova nei giorni della sconfitta del diritto e dell’umana ragione e che oggi vedono un vigliacco promosso e arricchito. Un brindisi e un abbraccio a chi aspetta una colazione sulla piazzetta di Como, sapendo che qualcuno che sfiderà il sovrano cattivo ci sarà sempre. A chi dorme avvolto in una coperta di cartone sotto un ponte o in una stazione. Un brindisi e un abbraccio a chi vive del proprio lavoro, a chi un lavoro lo ha perso e a chi lo sta cercando per costruire un futuro. Un brindisi agli operai dell’Ilva di Taranto e ai bruciati vivi e già dimenticati della ThyssenKrupp di Torino e ai loro cari, perché per loro Natale non potrà mai più essere Natale. A Giulio Regeni, a Vittorio Vik Arrigoni, alle donne straordinarie di Kobane e alle donne calpestate ogni giorno su questa terra. Un brindisi e un abbraccio a chi pensa sempre che il fascismo non è un’opinione ma un crimine che va combattuto, ora e sempre.

Un abbraccio e un brindisi a tutti coloro ogni giorno vivono accanto alla loro dignità e alla loro voglia di esserci, di mettersi in discussione, di essere parte di una comunità che ha bisogno di tutti.

Dei Minniti e del Sindaco di Como, e di tutti coloro che ogni giorno vivono solo in funzione de se stessi … beh, per un giorno lasciamoli affogare nel loro panettone. Per un giorno, uno solo, facciamo finta di non vederli perché non sappiamo cosa farcene. Per un giorno solo però, da domani torneremo a guardarli in faccia e a chiedere conto dei loro misfatti.