BUONE NUOVE DALL’ETRURIA

Di: - Pubblicato: 15 aprile 2016

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Presso il museo di palazzo Pretorio a Prato è in corso la mostra “L’ombra degli Etruschi. Simboli di un popolo fra pianura e collina”. La mostra, che rimarrà aperta fino al 30 giugno, ricostruisce le lontane radici culturali di quest’area della Toscana ponendo particolare attenzione alla sfera sacro-religiosa. Proprio in occasione di questa mostra è stata presentata l’ultima importante scoperta avvenuta il luglio scorso nel sito di Poggio Colla (FI), sito interessato da un progetto di scavo archeologico internazionale partito a metà degli anni ’90 e tutt’ora in corso. Si stratta di una stele di pietra arenaria risalente al VI-V a.C., rinvenuta nelle fondamenta di un santuario di datazione successiva. Il reperto è alto circa 1,2 m per uno spessore di 60 cm e la sua particolare importanza è dovuta innanzitutto alla presenza di una lunga iscrizione in caratteri etruschi; i suoi settanta caratteri alfabetici a cui si aggiungono alcuni segni di punteggiatura ne fanno, infatti, una delle più lunghe iscrizioni etrusche fin ora rinvenute. Quasi tutte le iscrizioni attualmente note riportano essenzialmente nomi propri accompagnati da altre sporadiche e frammentarie parole. La stele di Poggio Colla potrebbe al contrario sembrare presentare una gamma più ampia di vocaboli cosa che permetterebbe dunque agli studiosi di ampliare le loro conoscenze di questa lingua ancora poco conosciuta. Attualmente l’iscrizione è in corso di studio e di traduzione da parte di un esperto del linguaggio etrusco della University of Massachusetts Amherst. Inoltre è di grande importanza anche il contesto di rinvenimento della stele; al contrario della maggior parte dei reperti pertinenti alla civiltà etrusca, ritrovati in ambito funerario, questa stele è stata infatti rinvenuta in un contesto di tipo sacrale e potrebbe dunque fornire importanti indicazioni sulla religione Etrusca, argomento sul quale, per ora, persistono molte lacune. Il ritrovamento potrebbe infatti essere “la prova di un culto religioso permanete con dediche monumentali” come afferma Jean MacIntosh Turfa dell’University of Pennsylvania Museum, studioso impegnato negli scavi di Poggio Colla. Se le aspettative dei ricercatori verranno soddisfatte e quindi la stele fornirà davvero nuovi strumenti per gli studi della civiltà etrusca ci troviamo davanti a un importantissimo reperto che potrebbe davvero segnare un punto di svolta nella conoscenza di questa civiltà che attualmente rimane per certi aspetti ancora misteriosa.

Sara Rigamonti, dottoressa in beni culturali