Capitani Coraggiosi, Dedicato A Carola Rackete

Di: - Pubblicato: 2 Lug 2019

Di Maurizio Anelli.

La Legge. È una parola “grande”, ipocrita e da sempre usurpata da tanti: in nome della Legge, in nome di Dio, in nome della famiglia… mai in nome degli uomini. Eppure sono gli uomini che scrivono le leggi e, quasi sempre, le scrivono con l’inchiostro dei compromessi e con la penna del Potere. Il Potere è sempre attento quando scrive le leggi: calcola ogni dettaglio e studia sempre quando e come devono essere applicate. Soprattutto calcola a chi devono essere applicate. Per sé il Potere studia ogni scappatoia, ogni cavillo, sa sempre dove trovare complici e quando i complici non si trovano studia altre leggi in grado di annullare le precedenti. Persino uno strumento, nobile negli intenti, come l’Immunità Parlamentare è stato stravolto e usato a piacimento. Nell’Italia Repubblicana l’Immunità Parlamentare ha sempre avuto un solo scopo: preservare e proteggere quei rappresentanti della classe politica colpevole delle porcherie più misere, trovando nel Parlamento della Repubblica quella complicità che permettesse loro di evitare qualsiasi grado di giudizio. Governi e opposizioni hanno sempre giocato questa carta, votando in un modo o nell’altro a seconda della convenienza del momento. La Legge…

Esistono però altre leggi, quelle scritte sulla coscienza degli uomini. La legge del Mare, per esempio. È una legge antica, un codice d’onore e di umanità. Chiunque solca il mare sa che in mare non si abbandona nessuno e salvare un naufrago è un gesto naturale, civile e morale. Se poi il naufrago è un essere umano in fuga da un Paese in guerra, se il naufrago è un migrante che cerca disperatamente il diritto alla vita allora questo gesto diventa un atto ancor più importante. Per farlo in questa notte dell’umanità è necessario disobbedire alle leggi di uno Stato ? Si fa comunque. La storia racconta che la disobbedienza alle leggi che violano la dignità e la libertà delle persone è un atto dovuto. Mi rendo conto che conoscere la storia è faticoso per chi non ha nessuna voglia di conoscerla, capisco che il Ministro degli Interni Matteo Salvini consideri una fatica inutile documentarsi, leggere e capire la pagina della disobbedienza civile nel libro dell’umanità. Eppure nomi come Nelson Mandela, Martin Luther King e Rosa Parks dovrebbero stimolare la sua curiosità. Lui, Ministro degli Interni con il rosario e il crocefisso sempre a portata di mano, lui sempre pronto a invocare la madonna, dovrebbe almeno conoscere la vita di Don Milani. Già, perché il Don Milani che lui invita a studiare e conoscere è lo stesso Lorenzo Carlo Domenico Milani Comparetti  la cui figura di prete è legata alle velenose polemiche che i suoi scritti provocarono nel mondo perbenista e cattolico: sostenitore convinto dell’obiezione di coscienza contro il servizio militare obbligatorio in Italia fino a pochi anni fa, per esempio. Per questa sua “bizzarra” idea Don Milani fu processato, e poi assolto, per apologia di reato. Ma ancor più Don Milani disse a proposito della disobbedienza. Strana coincidenza, il diritto dovere alla disobbedienza nei confronti di leggi sbagliate accomuna grandi Uomini del Novecento: da  Bertolt Brecht a  Martin Luther King a Don Milani.

Disegno di Paola Formica

“Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere.”

Carola Rackete è lacapitana della Sea Watch. È una Donna, rimasta ferma in mezzo al mare per giorni e notti lunghissime. Si è caricata sulle spalle gli insulti e le offese, l’augurio di essere stuprata da quei “negri” che stava cercando di salvare e ha aspettato invano un raggio di umanità che non arrivato.  Allora ha deciso che il tempo era scaduto, che era arrivato il suo tempo di disobbedire in nome dell’antica legge del mare e di quell’umanità che troppi non conoscono, e ha forzato il blocco che il Ministro degli Interni aveva disposto intorno alla sua nave.  Per decidere cosa fare non ha avuto bisogno di nessun vangelo, di crocifissi da baciare e non ha invocato la madonna. Le sono bastate la sua forza, la sua dignità e la sua intelligenza. Carola è stata arrestata subito dopo l’attracco in porto a Lampedusa. Ora rischia il carcere, i capi d’accusa sulla sua persona sono tanti: dal favoreggiamento dell’immigrazione clandestina alla violazione dell’articolo 1100 del codice di navigazione, che punisce con una pena che può arrivare fino ai dieci anni di carcere la resistenza a una nave da guerra. Salvare vite umane è dunque un reato, in questo Paese ma non solo. In un famoso discorso del 1935 Benito Mussolini definiva l’Italia come un “… un popolo di eroi, di santi, di poeti, di artisti, di navigatori, di colonizzatori, di trasmigratori…” Lasciando stare gli eroi e i santi e considerando che i poeti e gli artisti sono di solito messi all’indice da tutti i regimi… soffermiamoci sugli ultimi tre elementi della frase: i navigatori vanno bene fino a quando non entrano nelle acque territoriali salvando vite umane ? Colonizzatori … abbiamo fatto in abbondanza i nostri danni, dall’Etiopia alla Libia, Mussolini lo sapeva bene mentre forse Matteo Salvini ha dimenticato queste vergognose pagine dell’impero fascista. Trasmigratori è interessante… leggo dalla TRECCANI che: ” trasmigrare v. intr. [dal lat. transmigrare, comp. di trans- «trans-» e migrare «emigrare»] (aus. essere e avere). – 1. non com. Emigrare, soprattutto di popoli, animali o uccelli che si muovono in massa: trasmigrarono dai loro paesi, dalle sedi in cui erano stanziati.” Quindi si può dedurre che quanto hanno fatto gli Italiani fin dall’inizio del Novecento fosse lecito e giustificato: migrare da tutte le regioni italiane, dal Veneto alla Sicilia, era un giusto diritto alla ricerca di un futuro migliore. Perché mai a popoli in fuga da guerre, miserie, carestie e dittature ma così diversi dall’italica razza deve essere riconosciuto lo stesso diritto ? Non sia mai.

C’è una gara fra le varie componenti del Governo a gettare odio e fango su Carola e sulle ONG, nessuna autocritica e nessun dubbio: le Leggi sono Leggi e vanno rispettate. Colpisce il silenzio del Presidente delle Repubblica sull’intera vicenda. Colpisce e amareggia, perché oggi in questo Paese è davvero in atto uno scontro di civiltà, vile e pericoloso, che vuole mettere una contro l’altra le persone. C’è un flusso migratorio che non potrà essere fermato senza che cambi tutto il sistema perché quei profughi scappano da quei Paesi, i loro Paesi, dove le condizioni di vita sono avvelenate da guerre che tutto l’Occidente ha alimentato, sono avvelenate dalle carestie e da quei cambiamenti climatici di cui tutti siamo colpevoli. Forse è tardi per cambiare tutto questo sistema folle e assassino, ma non è tardi per “Restare Umani”. Allora servirebbero parole dette a voce alta, chiare e inequivocabili, da parte di tutti anche da chi rappresenta il Paese al più alto livello istituzionale. Non possono più bastare i richiami formali e i discorsi solenni. Invece le sole parole che si alzano sono quelle del Ministro degli Interni e, ma solo in subordine, quelle del Presidente del Consiglio. Parole che deformano la realtà, che versano benzina sul fuoco dell’astio e dell’odio, che alimentano una fobia etnica che può solo esplodere in qualcosa di ancora più devastante. C’è un vuoto, colmo di solitudine, intorno a quei Cittadini degni del nome che hanno a cuore il Diritto e la solidarietà umana, è il vuoto delle Istituzioni e di gran parte dell’Informazione. Già, l’Informazione. Chiunque abbia in tasca la tessera dell’Ordine dei Giornalisti ha studiato e conosce carte e doveri del giornalista, conosce i codici deontologici. O almeno così dovrebbe essere, ma così non sembra, perché non si spiega come sia permesso a molti giornali di riempire le prime pagine d’insulti e offese verso Carola e verso le ONG, deformando la realtà, sposando in toto la voce di un governo sempre più al di fuori della civiltà e sempre più immerso nel proprio fango xenofobo e fascista.

C’è un confine che è stato superato da tempo, è il confine della dignità umana, E c’è una confusione voluta, creata ad arte con estrema maestria, per gettare fumo negli occhi di un Paese che già in gran parte è miope di suo, è la confusione fra due parole solo in apparenza simili: Legge e Legalità. Questo Paese ha smesso da tempo di cercare la Legalità, e chi non si arrende è messo sempre più in difficoltà dalle stesse Leggi che inceppano gli ingranaggi della Legalità. Il decreto sicurezza, sia il primo sia il secondo, è un inno all’indecenza e all’illegalità eppure sono diventati una Legge dello Stato. In questo scontro di civiltà Matteo Salvini gioca a carte scoperte, truccate certo ma scoperte. E in quelle carte scoperte è del tutto evidente il carico di violenza e d’inciviltà. Lui, che gioca a fare il Ministro degli Interni, il Ministro degli Esteri, il Ministro del Lavoro e della Giustizia. Lui, che umilia ogni giorno la Costituzione su cui ha giurato, lui che si affida alla madonna e bacia rosari e crocifissi. Cos’altro deve ancora succedere in questo Paese per vedere il baratro di barbarie in cui stiamo precipitando ?

Carola Rackete ha lasciato un messaggio sulla sua nave, a chi è ancora sulla Sea-Watch, a tutti coloro che nonostante tutto continueranno a lottare con le onde del Mediterraneo per salvare vite umane. È come se l’avesse lasciato a tutti noi: “Lots of love, stay strong, don’t worry”, “vi voglio bene, siate forti, non preoccupatevi”.  Anch’io voglio bene a questa donna, che non parla in nome di Dio ma lascia che a parlare per lei siano il suo coraggio e la sua intelligenza, la sua disperata e umana dignità. Dalla sua parte, SEMPRE.