Carlo Smuraglia: Partigiano Ieri, Partigiano Sempre

Di: - Pubblicato: 19 dicembre 2016

 

“… adesso diverse forze politiche si stanno impegnando a rivendicare primazie, a formulare richieste, più o meno perentorie, a prospettare soluzioni politiche. A tutto questo l’ANPI non partecipa, non per superbia, ma perché non è questa la sua partita, non è questo il suo compito. Ci sono dei percorsi democratici, indicati dalla prassi e dalla Costituzione e sarà il Presidente della Repubblica a percorrerli e ad indicare la strada. Noi continueremo il nostro cammino, sulla base di due considerazioni fondamentali: la prima è che in questi anni c’è stato troppo poco rispetto per la Costituzione, sotto ogni profilo, dalle modifiche improvvisate e pericolose, alla mancanza di attuazione delle disposizioni principali. I cittadini e le cittadine lo hanno percepito ed hanno detto con forza NO a riforme che erano stravolgenti, per giunta mal costruite e mal scritte. Adesso è il momento di ripristinare quel rispetto che si deve ad una bella Costituzione, che – certamente – può essere cambiata quando occorre, ma sulla base di un largo consenso e con l’accortezza di rispettare sempre lo spirito di fondo che la anima e che dovrebbe sempre conferirle una incontrastata autorevolezza. La seconda è che occorre fare di più perché tutti (a cominciare dalle Istituzioni) vedano nella Carta costituzionale il vero fondamento della nostra convivenza civile e si adoperino per esaltarne non solo i princìpi ma anche e soprattutto i valori…”

(http://www.anpi.it/articoli/1664/smuraglia-riprendiamo-il-nostro-lavoro-avremo-molto-da-fare-per-spingere-piu-a-fondo-lacceleratore-sulla-conoscenza-il-rispetto-e-lamore-per-la-costituzione)

Carlo Smuraglia nasce ad Ancona il 12 Agosto 1923. Avvocato, professore ordinario di diritto del lavoro alla Facoltà di scienze politiche nell’Università Statale di Milano. Eletto dal Parlamento a Componente del Consiglio Superiore della Magistratura, ha fatto parte del C.S.M. dal febbraio 1986 al luglio 1990. Senatore della Repubblica dall’aprile del 1992 al maggio 2001. Presidente della Commissione Lavoro del Senato, ininterrottamente, dal maggio 1994 fino al maggio 2001. Membro della Commissione parlamentare antimafia, nella legislatura 1992-1994, è stato coordinatore del gruppo di lavoro sulla “mafia nel nord-Italia”.  Ma prima di tutto Partigiano Combattente.

In questo Paese in troppi hanno dimenticato il significato di questa parola: Partigiano. È una parola che indica chiaramente il valore di un’appartenenza e di una scelta, e dello spendere una vita in difesa di quel valore. In una società che sempre di più sembra preferire la strada facile del “non scegliere” ma di stare accanto, di volta in volta, al carro vincente, la figura di Uomini come Carlo Smuraglia profuma di dignità. È un profumo che arriva da lontano e si fonde in un abbraccio pulito con la storia della nostra Costituzione che nasce dalla Resistenza, e questo non dovremmo mai dimenticarlo. Qualcuno, in questi mesi, ha suggerito agli italiani di distinguere fra Partigiani veri e meno veri. È stato un suggerimento molto più che sbagliato, è stata soprattutto una mancanza di rispetto verso la storia e verso coloro che l’hanno scritta. È stata un’offesa. Carlo Smuraglia ha saputo rispondere con l’intelligenza all’arroganza dei tanti attacchi cui lui e l’ANPI sono stati sottoposti in questi mesi. Nel mese di Maggio di quest’anno l’ANPI ha fatto una scelta e l’ha compiuta nella sede appropriata, quella del proprio Congresso Nazionale, nel rispetto di tutti i suoi iscritti. Ha motivato questa scelta, dal punto di vista politico e dal punto di vista storico. In tanti hanno provato a dividere l’ANPI dopo questa scelta: ci hanno provato in tutti i modi e con tutti gli strumenti a loro disposizione compresi i più meschini e appoggiati in questo gioco da gran parte degli organi di informazione, ma non ci sono riusciti. Questa scelta è stata portata avanti con coerenza e determinazione e tutto questo lo si deve anche e soprattutto ad un uomo come Carlo Smuraglia la cui storia è un bel libro da leggere e raccontare alle generazioni più giovani, da conservare gelosamente. È una storia intensa e sempre vissuta in prima persona, una storia che parla di Diritto, di Lavoro, di Resistenza e di lotta per la Democrazia. È una storia anche sofferta, perché spesso decidere di scegliere porta lacerazioni e sofferenze. Credo, fortemente, nelle donne e negli uomini che sanno ancora attribuire valore alle parole e agli ideali. Credo, fortemente, nel valore delle scelte di campo. Credo anche che gli ideali siano cosa lontana e ben diversa dalla politica vista come mercato e forma di potere. Per questo credo che Uomini come Carlo Smuraglia vadano sempre rispettati e debbano sentire sempre tutto l’affetto e la gratitudine di chi si riconosce in quegli ideali e in quei valori.

Martedì 20 Dicembre l’ANPI Barona di Milano regala una festa a Carlo Smuraglia, sarà bello e importante esserci per stringere la sua mano e salutare questo “ragazzo” del 1923, Partigiano ieri Partigiano sempre.

“… Se ancora c’è qualcuno che ci pensa vecchi e legati solo ai ricordi, ci sono invece tanti che vengono all’ANPI proprio perché sentono un’aria nuova, impegnata per il bene comune. Lo vediamo da quelli che ci chiedono di iscriversi e da quelli che ci seguono con interesse, qualche volta anche criticandoci, ma apprezzando le nostre ragioni di fondo. Lo vediamo dalla crescente autorevolezza che ci siamo conquistati nel mondo delle Istituzioni, o almeno di alcune di esse…”

(Carlo Smuraglia, Rimini, 12 Maggio 2016)

 

Maurizio Anelli