Chiudiamo Gli Occhi E Proviamo A Immaginare Che..

Di: - Pubblicato: 24 Feb 2019

Di Maurizio Anelli.

L’Italia non è un paese razzista, forse. Forse è solo ignoranza che si mescola con la cattiveria e la miseria umana, o forse invece è davvero razzismo che in fondo è solamente una delle sintesi dell’ignoranza e della miseria umana. A Melegnano succede che  la famiglia che ha adottato Bakary Dandio, un ragazzo senegalese di 22 anni, viene offesa e minacciata: “Ammazza al negar” (la traduzione è facile: ‘Ammazza il negro’) accompagnata dalla svastica, è la scritta che trova sul muro di casa, proprio lo stesso muro dove solo pochi giorni prima un’altra scritta, “Pagate per questi negri di merda” era stato il messaggio di buongiorno.  La Procura di Lodi apre un fascicolo contro ignoti per “minacce”, il Ministro degli Interni se ne esce con una frase che oscilla fra i delirio e l’assurdo : ” … io rispetto il dolore di una mamma, abbraccio suo figlio e condanno ogni forma di razzismo . E la signora rispetti la richiesta di sicurezza e legalità che arriva dagli italiani, che io concretizzo come ministro. Bloccare gli scafisti e i loro complici, fermare l’immigrazione clandestina, assumere poliziotti, installare telecamere ed espellere criminali è semplicemente giustizia, non è razzismo”. Cioè ? cosa significa “rispettare la richiesta di sicurezza e legalità che arriva dagli italiani” ? Significa che non si possono adottare ragazzi “negri”, è semplice.

L’Italia non è un paese razzista, forse. L’Italia è un Paese libero, dove si possono fare esperimenti.  E allora Mauro Bocci, una laurea in antropologia e insegnante supplente, ne inventa uno particolare a livello didattico: prende un bambino e lo mette in un angolo della classe, il volto a guardare la finestra e le spalle ai suoi compagni, poi invita i bambini a guardare quanto è brutto quel loro compagno di classe, così diverso da loro. Il bambino messo all’angolo ha la pelle nera, ma questo non significa che l’insegnate sia razzista e semini razzismo fra i bambini della classe… è solo un esperimento didattico all’interno di una lezione sull’integrazione e mirava a suscitare una reazione positiva nei bambini stessi. Strano modo di interpretare l’insegnamento, in precedenza anche un’altra bambina era stata vittima dello stesso esperimento ed era stata indicata come una scimmia. Casualmente anche la bambina aveva la pelle nera e, sempre casualmente, era la sorellina del bambino messo all’angolo. https://tg24.sky.it/cronaca/2019/02/22/maestro-foligno-bambino-nero-padre-razzismo.html

L’Italia non è un paese razzista, forse. A Sesto San Giovanni, un tempo chiamata la Stalingrado d’Italia per la sua Storia, per le sue fabbriche, per la sua dignità di Città operaia e antifascista, oggi governa la destra.  Il tempo cambia le persone, qualche volta le cambia in peggio. Oggi a Sesto San Giovanni per gli stranieri è molto difficile avere una casa. L’Amministrazione comunale ha stabilito che per avere diritto a un alloggio i cittadini stranieri devono presentare un documento che dimostri di non possedere alcuna proprietà di immobili nel Paese d’origine. Purtroppo in molti di questi paesi non esiste un catasto nazionale, e quindi è praticamente impossibile per gli immigrati, ottenere tale documentazione. http://www.la7.it/piazzapulita/video/allievi-il-regolamento-di-sesto-san-giovanni-%E2%80%98fuori-dalla-legge-e-dalla-ragionevolezza%E2%80%99-22-02-2019-263965. Sesto San Giovanni come Lodi nell’autunno scorso, quando ai bambini stranieri veniva negata la mensa nella scuola. Una casa e un pasto caldo, i più naturali diritti di un essere umano. Claudio D’Amico è l’assessore alle Politiche abitative del Comune di Sesto San Giovanni giustifica la sua linea, affermando che “La discriminazione nei confronti degli italiani è finita, fatti non parole”. Casualmente l’assessore D’Amico è un uomo della Lega, e ottiene il plauso del suo Ministro degli Interni: “È una scelta che rispetta gli italiani e gli stranieri che rispettano le regole”, spiega soddisfatto Matteo Salvini in una dichiarazione rilasciata alla stampa amica. http://www.ilgiornale.it/news/milano/case-popolari-italiani-svolta-anti-stranieri-sesto-1639005.html. Anche nella scuola di Lodi la giustificazione del Sindaco era la stessa: ristabilire una parità di trattamento fra i bambini italiani e i bambini stranieri. La scelta del Comune di Sesto San Giovanni è una scelta razzista e ingiusta, e lo è in modo consapevole e umanamente colpevole, ma perfettamente in linea con il mantra di questi ultimi tempi: “Prima gli italiani”.

L’Italia non è un paese razzista, forse. Ma gli assomiglia tantissimo e fa male vederla così brutta e così cattiva. E allora pensi che questa terra non può essere brutta e cattiva come vuole sembrare, ti guardi intorno e pensi che qualcuno sta plasmando questo Paese a sua immagine e per farlo usa tutti i mezzi e le armi di cui dispone. Sono armi pericolose, tutelate da leggi vergognose mai abrogate come la Bossi-Fini alla quale se ne sono aggiunte altre, penso per esempio al decreto Orlando-Minniti e al recente Decreto Salvini sulla sicurezza. Ma le leggi, per quanto ignobili e dichiaratamente razziste, non bastano a giustificare l’aumento della violenza motivata da ragioni etniche  e razziale. È un aumento costante, che si estende di pari passo in tutte le regioni e le città di questo Paese che pure ha conosciuto sulla propria pelle il dramma dell’emigrazione e della discriminazione razziale. C’è un tempo per ogni cosa, e in questo Paese è arrivato il tempo di fermarsi e guardare indietro e intorno a noi, porsi una domanda e cercare la risposta: che cosa sta succedendo a noi italiani ? Credo che questo Paese non abbia mai rimosso davvero le Leggi Razziali del 1938, quelle annunciate da Benito Mussolini a una folla enorme e complice plaudente. In questi ultimi anni sono stati sdoganati comportamenti e parole d’ordine che riportano il Paese ai tempi dell’ideologia razzista che ha alimentato e permesso il fascismo e il colonialismo. Ci sono le azioni di un Governo che dedica ogni energia a combattere i migranti dimenticando tutti i problemi del Paese. Oggi la regione più ricca di quest’Italia malata, la Lombardia, è governata da Attilio Fontana, un uomo che nella sua campagna elettorale non ha avuto problemi a parlare pubblicamente di “ difesa della razza bianca”. https://www.huffingtonpost.it/2018/01/22/attilio-fontana-mister-razza-bianca-se-vinco-caccio-100-mila-clandestini_a_23339656/. Tutto serve alla causa della “difesa della razza”: si chiudono i porti, si instillano dosi quotidiane di bugie e cattiverie nella mente di cittadini che sembrano non avere più nessuna voglia di capire e di ricordare.

E allora, che cosa sta succedendo a noi italiani ? Perché qualcosa è successo, è innegabile. Altrimenti non è spiegabile nulla di quanto sta succedendo. C’è un rimosso storico che forse spiega qualcosa, o almeno lo spiega in parte: chiudiamo gli occhi per un momento e proviamo a vedere una grande maggioranza dei cittadini italiani che non ha mai rimosso il ventennio fascista e le leggi razziali, gli anni dell’eversione fascista e delle stragi nelle banche, nelle piazze e nelle stazioni, proviamo a vedere le mafie di ogni tipo che hanno condizionato la vita del Paese per decenni con la complicità di molti italiani… supponiamo per un momento che ad una grande maggioranza dei cittadini italiani di tutto questo non solo non importi nulla ma anzi lo accetta e lo condivide, per scelta o per convenienza. Proviamo per un momento a supporre tutto questo. Proviamo a vedere chi ci guadagna con lo sfruttamento dei migranti nelle campagne dove si raccolgono pomodori, chi c’è dietro il caporalato. Proviamo, sempre a occhi chiusi, a immaginare cosa c’è dietro la campagna ossessiva contro le ONG. Proviamo a pensare di avere noi la pelle nera, di arrivare in questo Paese dopo essere passati dai lager della Libia, aver attraversato il Mediterraneo su un barcone, aver passato mesi dentro un centro di accoglienza. Proviamo a pensare di vedere i nostri figli messi all’angolo in una classe dove il maestro fa un esperimento, proviamo a spiegargli che non potrà mangiare in una mensa scolastica accanto ai bambini come lui ma che hanno la pelle bianca, proviamo a pensare di chiedere un alloggio popolare e di sentirci rispondere che dobbiamo dimostrare di non possedere nulla nel paese da cui siamo scappati. Proviamo a farlo, poi apriamo gli occhi e diamo una risposta a noi stessi.

L’Italia non è un paese razzista, forse. Ma gli assomiglia tantissimo e fa male vederla così brutta e così cattiva. Non è questo il Paese che sogno, e finché avrò un solo grammo di energia lo combatterò sempre.  Non in mio nome, punto e a capo.