Diciamo No All’Abolizione Dei Tribunali Per I Minorenni

Di: - Pubblicato: 23 maggio 2016

CNCA, Coordinamento delle comunità di accoglienza, lancia la petizione: più di 9300 le firme raccolte online attualmente, tra cui il sindaco Pisapia, per salvaguardare un istituto giuridico all’avanguardia rispetto all’Europa

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È stata approvata alla Camera La riforma di legge Orlando, che prevede l’abolizione dei Tribunali dei Minori, a favore di una riduzione dei costi. Ciò significherebbe ridurre drasticamente la specializzazione dei magistrati (sia giudicanti che inquirenti) che si occupano di Minori: il tribunale ordinario avrà una sezione speciale che si occuperà anche di abusi sessuali, maltrattamenti, penale minorile, adozioni e separazioni conflittuali.

A inizio anno la proposta sembrava voler istituire un grande Tribunale della Famiglia, accorpando le competenze in un unico grande sistema, ma con l’emendamento n.25 proposto da Ferranti il rischio è di tornare indietro di 50 anni, alle sezioni specializzate all’interno dei tribunali ordinari. Verrebbero eliminati anche i giudici onorari, che hanno competenze in materia di infanzia, psicologia, psichiatria, pedagogia, pediatria, a favore della riduzione dei costi e di un ipotetico snellimento delle procedure burocratiche.

Il nostro codice di procedura penale minorile è entrato in vigore nel 1988: mette al centro il ragazzo e non la punizione, non marchia a fuoco il giovane che ha commesso reato ma lo reinserisce in un sistema di tipo rieducativo. A fronte di 20mila ragazzi nel circuito penale, solo 400 si trovano in carcere per i minori.

diciamo 1“Il grande pregio della giustizia minorile in Italia” sostiene Emanuele Bana, presidente della cooperativa Comin, che a Milano dal 1975 si occupa di infanzia e famiglie in difficoltà, “è quello di avere strumenti realmente educativi e riparativi del reato, cosa che verrebbe certamente meno nella riforma.”

L’appello di CNCA è di modificare l’emendamento Ferranti, che di fatto sopprime tribunali e procure per i minorenni a favore di sezioni specializzate dei tribunali ordinari prima dell’approvazione al Senato.

Si difende Donatella Ferranti “Attualmente alcune competenze sono del Tribunale Ordinario, altre di quello per i Minori, come nel caso delle separazioni. Non ha più senso”, continua “Prevediamo una sezione specifica anche in Corte d’appello, mentre oggi il Tribunale dei Minori vale solo per il primo grado”. Continua Ferranti “la riforma va fatta. Con coraggio e lungimiranza da parte di tutti”.

Si mobilitano contro anche i magistrati specializzati in diritto minorile, gli avvocati, l’ordine degli assistenti sociali, le organizzazioni che compongono il gruppo CRC, incaricato di verificare il rispetto in Italia della Convenzione ONU sui diritti dei minori. 

Per le associazioni del gruppo CRC “appare irrinunciabile la specializzazione di tutti gli operatori coinvolti in una materia che per sua natura esige conoscenze e professionalità particolari. In tal senso preoccupa che non sia stata espressamente prevista l’esclusività delle funzioni dei pubblici ministeri che andranno a costituire il gruppo specializzato in materia di persona, famiglia e minori”.

Il gruppo CRC sottolinea “i principi di unitarietà, specializzazione, multidisciplinarità, prossimità e formazione continua” per attuare una buona riforma.

Il rischio è che per migliorare un sistema che in alcune situazioni andrebbe certamente migliorato, nei tempi della giustizia, e nell’efficacia, si vada ad aumentarne le fatiche: in quali luoghi si accorperanno i due tribunali? E i fascicoli di uno o dell’altro in essere come verranno gestiti? E i non luogo a procedere? E il ruolo dei servizi sociali? Del lavoro di rete con scuole e famiglie?

Per chi volesse ancora firmare la petizione

www.change.org/p/fermiamo-l-abolizione-dei-tribunali-per-i-minorenni

 

Tribunale Per i Minorenni di Milano

Via Leopardi 18- 20123 Milano

Tel . 02/46721

Email tribmin.milano@giustizia.it

 

Maria Teresa Pepe, Pedagogista