Diritti di cittadinanza e un’umanità in cammino

Di: - Pubblicato: 19 giugno 2017

A cura di Maurizio Anelli

 

Si torna a parlare di “ius soli”, o diritto di cittadinanza. Si torna a parlarne e si scoprono, finalmente, le carte che in tanti avevano nascosto o tenute capovolte sul tavolo. Nascondere le carte è il vecchio trucco di chi siede a un tavolo di poker, così come il bluff. Qualche volta la strategia funziona, si confondono le idee degli altri giocatori e s’inducono a mosse sbagliate. Qualche volta si può vincere anche la partita e sicuramente vincere bleffando crea euforia, ci si sente astuti e coraggiosi e ci si sente premiati per il coraggio mostrato nel sostenere un ruolo più forte di quello che è realmente. Poi, un giorno, capita che al tavolo da gioco le cose prendano una piega diversa dal solito. Capita che magari la sera o qualche giorno prima si sia persa una partita importante, diciamo una tornata di elezioni amministrative che non sono andate come si sperava, e allora bisogna correre ai ripari ma non si capisce bene quale possa essere la mossa migliore.  Potrebbe essere necessario cambiare strategia, allora si guardano le proprie carte e si capisce che il bluff questa volta è duro da reggere. Forse è meglio giocare a carte scoperte, in fondo assomigliano tanto a quelle dei presunti avversari e quindi si può provare a giocare la stessa partita che giocano loro. Meglio averli alleati che come avversari.

Sì, perché in fondo su alcune questioni la si pensa come loro. Certo, loro non hanno mai nascosto le loro carte e da sempre puntano le loro fiches sugli immigrati che ci portano via il lavoro, si sentono padroni a casa nostra, non rispettano le regole e magari sono non solo clandestini ma anche potenziali terroristi. Quindi perché non giocare la stessa carta ? Se funziona con la destra xenofoba perché mai non dovrebbe funzionare con chi si presenta come paladino della democrazia ? Perché non dovrebbe funzionare con chi affida alla democrazia condivisa del Web le proprie decisioni e le proprie azioni politiche ? Il ragionamento ha una sua logica, perversa ma perfettamente coerente con la storia di una comunità nata come movimento e cresciuta negli anni, al punto di diventare uno dei partiti più votati in questo Paese che sembra sempre più incapace di ricordare, di capire, di amare. Ma, forse, questa volta è un bene la svolta del movimento che accetta di essere il tapis roulant di un comico. È un bene perché così cade la foglia di fico che ha sempre nascosto, o provato a nascondere, la loro vera natura. Forse è un bene, perché quando le carte si scoprono si capisce davvero con chi si sta parlando. Nella vita, e quindi anche nella politica, capire chi si ha davanti è fondamentale. Per esempio è fondamentale capire che affidare la guida di una città ò di un paese a chi ritiene di essere il Savonarola dei nostri tempi può essere un errore imperdonabile, perché nella vita non basta “essere contro”. Nella vita, e nella politica, servono il coraggio e la volontà di proporre, di costruire, di essere “partigiani” e di decidere da che parte stare.

E nel caso specifico decidere da che parte stare è piuttosto semplice. La riforma della cittadinanza per i nati in Italia da genitori stranieri è una legge dello Stato già approvata alla Camera da quasi due anni ama è bloccata al Senato da tempo. Tutto, a questo mondo, è perfettibile e migliorabile. Qualsiasi legge, o proposta di legge o modifica di legge, deve poter  essere criticata e migliorata, ma non è questo il punto in questione. La questione è un’altra, ed è molto più semplice. E riguarda loro, i tanti tapis roulant di un comico sempre pronto a mostrare il ghigno sul web e a sputare veleno su tutti, ma incapace di spiegare questa strana coincidenza di vedute con la parte più oltranzista e xenofoba della destra italiana. È una coincidenza di vedute che i tanti elettori avrebbero diritto di chiedere, ma anche loro fanno fatica a chiedere e sfidare il moderno Savonarola. Sono abbastanza disincantato dalla vita politica e, onestamente, non mi stupisce per nulla questa convergenza di vedute fra il Movimento del Signor Beppe Grillo da Genova e la destra di questo Paese, rivendico il diritto di averlo fiutato dall’inizio della loro storia. Ognuno risponde delle proprie azioni e di quello che afferma e, per questo, penso e scrivo che questa storia meriterebbe un altro approccio, culturale e umano. Questo mondo è lì, davanti a noi con tutte le sue contraddizioni e le sue vergogne e non basta una foglia di fico a nasconderle.

Quando Virginia Raggi, Sindaco(a) di Roma annuncia di aver chiesto al ministro dell’interno di fermare l’arrivo di migranti  a Roma e aggiunge che  “… È ora di ascoltare i cittadini romani: non possiamo permettere di creare ulteriori tensioni sociali. Per questo trovo impossibile, oltre che rischioso, pensare di creare altre strutture di accoglienza. Mi auguro davvero che questo appello non cada nel vuoto. E soprattutto che il governo tenga conto di queste mie parole nel momento in cui dovranno decidere dove inviare nuovi migranti” cosa altro occorre aggiungere ?  https://ilmanifesto.it/la-crociata-etnica-dei-5-stelle-contro-migranti-e-rom/

Quando il Deputato Alfonso Bonafede afferma che “… su rom e immigrazione ci sono punti di congiunzione tra i programmi del Movimento e della Lega… “ è davvero necessario chiedersi altro ?

http://video.repubblica.it/dossier/movimento-5-stelle-beppe-grillo/m5s-bonafede-su-rom-e-migranti-convergenze-con-la-lega-ma-nessuna-alleanza/278556/279159

Tutto questo non è una novità. Chiunque voglia farlo ha a disposizione le interviste del passato, le dichiarazioni e le parole del Signor Grillo Giuseppe da Genova, basta un’occhiata veloce sulla rete: sono lì, a disposizione di tutti. Semmai bisognerebbe chiedersi come mai questa serie di dichiarazioni a raffica in questi ultimi giorni.  E Allora fermiamoci un attimo, proviamo a pensare e facciamoci delle domande. Lo spettacolo, l’ennesimo, dato dal Parlamento Italiano al mondo intero a base d’insulti e cartelli alzati è solo un altro capitolo nella storia parlamentare italiana recente.  Ma non basta ancora, la domanda è questa: perché non si vuole questa legge sicuramente migliorabile ma comunque necessaria ? Perché è evidente che qualcuno ha paura di questa legge e non solo non la vuole, ma farà di tutto per ostacolarla. Quali interessi nasconde o vuole difendere, chi c’è dietro questo rifiuto ? Io penso che dietro queste scelte ci sia qualcosa di più importante di un comico, credo ci siano interessi ed equilibri economici e politici molto forti, persone e organizzazioni da difendere e da coprire. Faccio fatica a credere che  non esista un  legame fra l’essere contro questa legge e la guerra in atto contro le ONG che salvano i migranti, perché penso che un legame esista.  Penso ci sia dietro qualcosa che muove comici e burattini, loro sì ancora capaci di incantare masse di tapis roulant disposte a farsi incantare da chi urla e insulta, sbavando rabbia e fomentando rancore, ma assolutamente incapaci di prendere sulle proprie spalle il peso di cambiare questo Paese usando le ragioni umane. C’è un’Italia che è turbata dal diritto di cittadinanza per nascita, c’è un’Italia turbata dall’accoglienza dei profughi. Ma c’è un’altra Italia che riscatta tutto questo e c’è un’Umanità in cammino, un cammino che spesso diventa una corsa verso un mondo che si spera diverso da quello che si è lasciato alle spalle. Camminare al fianco di quest’Umanità è qualcosa che rende la vita migliore di quello che è, la rende più sopportabile. Camminare e correre, vivere senza essere il tapis roulant di nessun comico e nessun burattino.