Donatori di midollo, compatibile solo 1 caso su 100 mila: Match It Now!

Di: - Pubblicato: 4 settembre 2017

A cura di Filippo Nardozza

 

In Italia i potenziali donatori di midollo osseo sono oltre 380 mila. Il suo trapianto permette di curare diverse forme di  leucemia, linfomi, mielomi, malattie autoimmuni e, in alcuni casi, è l’unica via di salvezza. Come per la piccola Elisa di Pordenone, caso che ha scatenato di recente una scia di appelli solidali. Ma arrivare al trapianto non è così semplice, per la rara compatibilità totale tra i soggetti. Per questo, candidarsi alla donazione è estremamente importante, oltre ad essere molto meno invasivo e doloroso di quanto si pensi. Dal 16 al 23 settembre la sensibilizzazione sul tema scende anche in piazza, con l’evento nazionale Match it Now!

Tristemente note per la loro malignità, le leucemie possono manifestarsi talvolta in forme ancora più dure e aggressive. E’ il caso della tipologia rara che ha colpito Elisa P., bimba friulana di appena tre anni di cui si sta parlando molto in questi giorni, sfortunato caso tra quell’1-2 bambini su 100 ammalti di leucemia ad essere affetti dalla forma mielomonocitica infantile. Caso in cui – così come per altre patologie del midollo osseo, del sangue e del sistema immunitario – l’unica speranza di vera guarigione è un trapianto, appunto, di midollo. Ma bassissima – 1 su 100.000 – è purtroppo la possibilità di incontrare un donatore che sia compatibile al 100%. I genitori, infatti, per definizione, sono compatibili solo al 50%, e la possibilità che due fratelli siano identici sotto questo punto di vista è solo del 25%.

Una necessità vitale

Il caso di Elisa – in cura presso un ospedale del centro Italia di cui i genitori preferiscono non specificare il nome – e il suo racconto mediatico, stanno riportando in questi giorni l’attenzione sull’importanza della donazione di organi e tessuti: soprattutto nel caso del midollo osseo – dato il rapporto così basso di compatibilità totale tra soggetti – è fondamentale che il numero di potenziali donatori sia il più alto possibile, in modo da aumentare le percentuali di “incrocio” totale tra i soggetti. Fortunatamente l’Italia è un Paese che sa reagire proattivamente a queste necessità, a maggior ragione in emergenza, rispondendo agli appelli  con vere e proprie gare di solidarietà.

il papà della vivacissima Elisa, infatti, non si arrende, ed è ricorso anche a Facebook al fine di estendere al massimo la possibilità che quel donatore su 100.000, compatibile al 100% con l’organismo della sua piccola, possa palesarsi al più presto, prima che sia troppo tardi. Fortunatamente, dal Bambin Gesù di Roma sembra stia arrivando anche una nuova speranza, eventuale alternativa nel caso in cui non si trovi un donatore totalmente compatibile con Elisa: una rivoluzionaria tecnica di manipolazione delle cellule staminali sta portando fino al 70% le possibilità di cura definitiva dei piccoli pazienti con un trapianto da parte dei genitori.

La risposta all’appello del papà di Elisa, in ogni caso, è stata grande, come si evince anche dalla bacheca Facebook dell’Associazione friulana “Vanessa Guido Un Ponte per la Vita e la Solidarietà”, che sta supportando la famiglia di Elisa, insieme alla sede ADMO – Associazione Donatori di Midollo Osseo – di Trieste: “Viste le innumerevoli telefonate pervenute da svariate regioni d’Italia per aderire alla richiesta di aiuto per la piccola Elisa, Vi invito a contattare il più vicino Centro Trasfusionale e\o sede Admo della Vostra zona”.

La donazione di midollo osseo in Italia

Secondo gli ultimi dati ufficiali del Registro Nazionale Italiano Donatori di Midollo Osseo (IBMDR), che “risiede” presso l’Ospedale Galliera di Genova, a fine 2016 i potenziali donatori attivi in Italia risultavano essere 380.594. Tassi particolarmente alti di donatori, rispetto alla popolazione residente fra i 18 e i 55 anni, si registrano in Sardegna (26,79%, il dato più elevato tra le regioni italiane nel 2016), seguita da Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Trentino Alto Adige (in nessuna di queste regioni si scende al di sotto del 21%).

La movimentazione generale di questo archivio salvavita è data dal numero dei nuovi iscritti meno i donatori dimessi, perché non più rispondenti ai requisiti di idoneità: ogni anno in Italia ne “escono” tra i 10.000 e i 12.000 ma, fortunatamente, ne entrano molti di più. Il Registro parla di 11.426 nuovi potenziali donatori già nel primo semestre 2017 (dati al 30 giugno) mentre, guardando all’interno anno, i nuovi scritti nel 2016 sono stati ben 25.968, preceduti dai 21.844 nel 2015, a fronte di 148 e 123 donazioni effettive in Italia nei rispettivi anni. “Auspichiamo che, sia con l’evento Match it Now (durante il quale sarà possibile accedere immediatamente al primo screening necessario per l’iscrizione nel Registro Donatori di Midollo Osseo, ndr.) sia in risposta ai diversi appelli che quotidianamente appaiono sui social media da parte di familiari dei pazienti alla disperata ricerca di un donatore, questo numero possa ancora aumentare”, commenta Nicoletta Sacchi, Direttore S.C. Laboratorio di istocompatibilità e IBMDR presso Ospedali Galliera.

Ma quali sono questi requisiti di ingresso? Per essere sottoposti alla tipizzazione – ossia identificare le caratteristiche antigeniche del proprio sistema immunitario che determinano la compatibilità fra un donatore e un ricevente – è necessario avere un’età compresa tra i 18 anni e i 35 anni, peso corporeo superiore ai 50 kg e non essere affetti da malattie del sangue, malattie croniche gravi o da altri gravi forme infettive (AIDS, epatite, ecc.).

Se si rientra in queste fasce, si può contattare la propria sede ADMO regionale (l’elenco è disponibile su www.admo.it) per sottoporsi ad un prelievo di sangue (o di saliva) in un Centro Ospedaliero accreditato e procedere alla tipizzazione. Quindi, nulla di eccessivamente invasivo. I risultati vengono inseriti nella banca dati del Registro Donatori e l’effettiva donazione avviene poi solo nel caso in cui in Italia o in altre zone del mondo vi sia una persona che necessiti di un trapianto e che risulti compatibile con il donatore. Si resta in archivio come donatori fino ai 55 anni di età massimo: dopo questa soglia, infatti, è possibile che sorgano patologie (cardiologiche, per esempio) per le quali non è opportuno che ci si sottoponga alla procedure di donazione.

Come avviene effettivamente la donazione del midollo

Il prelievo delle cellule staminali emopoietiche – specifica ADMO – può avvenire secondo due diverse modalità: prelievo di midollo osseo dalle creste iliache posteriori (le ossa del bacino), che avviene nel più vicino centro autorizzato in anestesia generale o epidurale, con un intervento della durata media di circa 45 minuti. La procedura prevede dei rischi minimi legati all’anestesia e alla modalità di raccolta e il donatore avverte solo un lieve dolore nella zona del prelievo, destinato a sparire in pochi giorni. Dopo il prelievo è tenuto sotto controllo per 48 ore prima di essere dimesso e il midollo osseo prelevato si ricostituisce spontaneamente in 7-10 giorni . La seconda modalità è la donazione con prelievo da sangue periferico dopo stimolazione con fattori di crescita ematopoietici, un farmaco somministrato nei 3-4 giorni precedenti il prelievo per facilitare la crescita delle cellule staminali e il loro passaggio dalle ossa al sangue periferico. I disturbi che più comunemente si possono avvertire sono febbricola, cefalea, dolori ossei causati dalla stimolazione dell’attività del midollo osseo, senso di affaticamento, ma scompaiono rapidamente alla sospensione del trattamento farmacologico.

Che cosa possiamo fare tutti a supporto delle leucemie

In generale, la cosa migliore è contattare l’ADMO, soprattutto se si rientra nella fascia dei potenziali donatori, iscrivendosi al loro sito in pochi clic. Importante è anche partecipare alle iniziative di sensibilizzazione organizzate sul territorio. Come appunto l’evento Matchitnow 2017 – Settimana Nazionale per la Donazione di Midollo Osseo e Cellule Staminali Emopoietiche – che si terrà a breve, dal 16 al 23 settembre prossimi, in oltre 180 piazze italiane, promosso da Centro Nazionale Trapianti, Centro Nazionale Sangue, Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo, ADMO e ADOCES.

Importantissimo è inoltre sostenere la ricerca scientifica e il lavoro delle associazioni coinvolte: sul sito admo.it sono indicate anche le modalità di sostegno economico; allo stesso modo si può supportare la ricerca promossa da AIL (Associazione Italiana contro Leucemie-Linfomi e Mieloma), da AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) e da Fondazione Sofia Luce Rebuffat Onlus.

Il ripago per un gesto simile è evidente nelle parole di chi si è messo a disposizione come donatore, come si legge da alcune delle testimonianze pubblicate sul sito seiunicofinoalmidollo.info. “Quel liquido rossastro che pian piano si depositava nella sacca sarebbe stato trapiantato ad un’altra persona, le avrebbe trasmesso il mio gruppo sanguigno, i miei anticorpi…e la speranza di tornare a trascorrere una vita normale, a godere dell’amore dei propri cari e ad eseguire le azioni anche più semplici, che a volte ci annoiano, ma che se sapessimo di non poter più compiere, inizieremmo ad apprezzare”, racconta con emozione Chiara, a cui fa da eco Marco. “Mi sento come un supereroe…il sogno di ogni bambino è quello di diventare un supereroe…da quel giorno, da quella telefonata, nel mio piccolo mondo ho realizzato il mio sogno!”.