Edifici bike friendly nell’Ue: sul tavolo di Bruxelles l’edilizia sostenibile

Di: - Pubblicato: 3 luglio 2017

A cura di Alessandro Di Stefano

 

La novità sta nella revisione della Direttiva per la performance energetica edilizia. Due gli emendamenti al testo che, se votati, sarebbero il primo passo per la progettazione di edifici a emissioni ridotte, efficienti dal punto di vista dei consumi e attenti ai temi della mobilità sostenibile. Case e condomini dotati anche di spazi chiusi e protetti per biciclette, elettriche e non, cargo bike e sedie a rotelle.

Ne abbiamo parlato col proponente dei due emendamenti alla direttiva prevista in discussione al Parlamento Europeo da mercoledì 28 giugno. Dario Tamburrano, deputato a Bruxelles per il Movimento 5 Stelle, è intervenuto su due punti del testo – quasi 400 pagine – proponendo 1) che la nuova edilizia influenzi lo sviluppo della mobilità ciclistica e 2) che gli edifici futuri, ma anche quelli in via di ristrutturazione, prevedano uno spazio condominiale per il parcheggio biciclette che sia “comune, coperto, sicuro contro i furti, senza barriere architettoniche e proporzionato al numero dei residenti”.

«L’idea mi era venuta guardando un edificio in Belgio. Nulla di ultramoderno, ma aveva un locale protetto per biciclette». Gli Stati Membri, oggi orfani degli Usa sul clima, sono chiamati al rispetto di un programma di lungo periodo contro il riscaldamento globale. Tamburrano lo ribadisce:«Gli edifici a basso impatto energetico faranno la loro parte per la diffusione degli spostamenti in bicicletta».

I due emendamenti bike friendly, secondo Tamburrano, trovano finora l’appoggio dei verdi, dell’estrema sinistra e dei socialisti al Parlamento Europeo. «Chi si opporrà, anche se queste sarebbero norme di buon senso, parlerà di troppa burocrazia e di difficoltà per i costruttori». L’iter, questo è certo, non sarà breve. Ma è un primo passo a cui Fiab guarda con attenzione. «Non si affronta il tema dell’inquinamento senza trovare soluzioni alla mobilità insostenibile, ovvero il traffico automobilistico nelle nostre città». Secondo la Presidente Fiab Giulietta Pagliaccio la chiave sta nel «rendere semplice l’uso della bicicletta». Solo così avremo più ciclisti.

 

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