Emozioni Anche Fuori Fuoco

Di: - Pubblicato: 5 settembre 2016
Foto 1 Maurizio Anelli, Didascalia La ragazza con il fiore Washington, 1967 manifestazione pacifista contro la guerra del Vietnam

La ragazza con il fiore Washington, 1967 manifestazione pacifista contro la guerra del Vietnam

Amo la fotografia. Racconta sempre qualcosa oltre all’immagine catturata con un click. Racconta sempre anche una piccola parte dell’anima e del cuore di chi sceglie di catturare proprio quell’immagine…quell’immagine e non un’altra. Perché proprio quella? Cosa c’è in quell’immagine che non esiste in un’altra, cosa fa la differenza ? Personalmente credo sia tutto riconducibile a una sola parola: emozione. Emozione è tutto quello capace di fermare la nostra corsa, anche solo per un attimo. E in quell’attimo gli occhi guardano, cercano. Si posano su una scena, su un paesaggio, su una persona e sul suo sguardo, sui suoi occhi e sul suo sorriso. È in quel momento che l’istinto e l’emozione s’incontrano e si prendono per mano e viaggiano insieme. Quel viaggio diventa in seguito un racconto o un ricordo, ma tu c’eri e l’hai vissuto. Non importa quanto quel viaggio sia durato, un attimo o una vita: tu l’hai vissuto, e rimane custodito e protetto in quel cassetto tutto tuo in un angolo del tuo cuore, che altri non vedono o non capiscono. Ma in quel cassetto ci sono sentimenti e storie che ti appartengono e saranno sempre con te. Non ho mai pensato alla fotografia dal punto di vista tecnico, probabilmente non sono nemmeno all’altezza di poterlo fare. Ho sempre visto la fotografia come un mio libro, scritto da me e dove ogni pagina è una fotografia che racconta una mia emozione.

Ammiro e ho ammirato tanti fotografi, professionisti conosciuti in tutto il mondo. Ma non c’è solo ammirazione, tante volte avrei voluto essere accanto a loro se non proprio al loro posto.  La mia predilezione è sempre andata ai fotoreporter di guerra, ho sempre ammirato la loro scelta di essere sul posto, presenti. Mi sono avvicinato alla fotografia guardando le foto di molti di loro, da Robert Capa la cui autobiografia “Leggermente fuori fuoco” è per me quasi un testo sacro. Ma non solo Robert Capa, penso a Marc Riboud, Donald McCullin, Nick Ut, e penso ai tanti meno famosi e conosciuti che hanno provato a raccontare l’intensità di un’emozione con uno scatto.

Quest’anno il primo giorno di Settembre si è aperto con la notizia della morte di Marc Riboud, una vita spesa in questa ricerca dell’emozione e iniziata da ragazzino nella Parigi dell’Expo nel 1937. Parteciperà alla Resistenza nella Francia occupata e all’inizio degli anni ’50 inizierà la sua avventura che lo porterà in ogni angolo del mondo, a respirare emozioni e provare a raccontarle: Iran, l’Afghanistan, Pakistan, India, Africa, America. Nel 1967, quando la Guerra del Vietnam violenta le coscienze e la vita di tante giovani generazioni d’America è a Washington, dove ad una manifestazione contro la guerra del Vietnam i suoi occhi vedono una ragazza porgere un mazzo di fiori ai soldati. È “la ragazza con il fiore” e quella fotografia diventerà un simbolo del pacifismo. In seguito Marc Riboud andrà a raccontarla da vicino quella guerra in Vietnam.

Foto 2 Murizio Anelli Didascalia Marc Riboud

Marc Riboud

Io ero poco più che bambino quando Marc Riboud scattò quella foto a Washington, poi sono cresciuto e quella foto l’ho capita in tutta la sua portata e ho imparato ad amarla tantissimo.

Letizia Battaglia oggi ha ottantuno anni. Una vita vissuta nell’impegno sociale e politico, fotoreporter conosciuta in Italia come  “la fotografa della Mafia” per il suo coraggio e la sua attività di documentazione antimafia. È fra i fondatori del Centro di Documentazione “Giuseppe Impastato” e le sue fotografie in bianco e nero raccontano uno spaccato della mafia siciliana con grande lucidità. In una bellissima intervista alla RAI, nel Marzo 2001, afferma : “… Quando scatti una foto ti vengono in aiuto tante cose: l’esperienza, la cultura, l’attenzione, l’amore, la passione, la pietà che si prova o l’innamoramento di cui si è già stati preda in quel momento per quella cosa che si sta fotografando. Poi segue un secondo momento, che è il momento della scelta, quando si decide di scegliere tra le varie foto già scattate in un’occasione o in un anno o in un giorno. Il fotografo ne sceglie una. Dice a se stesso: Questa è quella giusta. Mi rappresenta, e rappresenta quello che ho visto. Dopodiché quella foto può diventare qualcosa in grado di testimoniare, di documentare… ciò che sarà utile per raccontare un tempo quello che fu.”

Ecco, io piccolo fotografo per amore e per passione … è per questo che amo la fotografia. Per questo ho la mia macchina fotografica sempre accanto. Ad ogni angolo di strada, ad ogni ora, so che posso incontrare quella storia o quel sorriso capace di regalare un’emozione. E una vita senza emozioni non vale.

 

Maurizio Anelli