Fuori Posto

Di: - Pubblicato: 28 Ott 2019

Di Maurizio Anelli.

Fuori posto. Perché negarlo o fare finta di niente? In “direzione ostinata e contraria” cantava Fabrizio De André, questa è la condizione necessaria per riuscire a respirare da persona libera. Libera di pensare e sognare, consapevole che ogni alba chiude quasi sempre la porta ai sogni che ogni notte ritornano, bussano alla porta e chiedono di entrare un’altra volta. Hanno bisogno di ospitalità i sogni, qualche volta la chiedono con gentilezza e altre volte con rabbia. Guardo fuori dalla finestra e il giardino di casa non mi piace, mi guarda con un sorriso freddo che racconta indifferenza. Sulla strada che cammina accanto a quel giardino si mescolano problemi e miserie, una società sempre più spaccata e divisa da un muro che diventa sempre più alto. Si muore nel Mediterraneo o dentro il container che un maledetto TIR porta in giro per l’Europa e arriva a Londra, Caronte traghetta sempre anime e corpi da una riva all’altra del fiume ma il mondo ha altro da fare… chissenefrega dei migranti e dei disperati, chissenefrega dei curdi, del Cile che rivede i carri armati e l’ombra del passato sulle strade di Santiago: le cronache raccontano delle violenze e della repressione militare in Cile, dei morti e delle torture nelle strade e nelle stazioni di polizia, degli arresti, delle immense e coraggiose manifestazioni di popolo in un Paese che vuole scacciare il fantasma della dittatura di Pinochet. È una situazione drammatica che però non interessa al Parlamento europeo di Bruxelles che boccia e rifiuta quasi sdegnato anche la proposta di un semplice dibattito sulla situazione a Santiago.

Il mondo cammina su strade diverse, il profumo dell’utopia contro l’odore dei soldi e la ragione del più forte. Da una parte camminano i fuori posto, i pesci rossi che non vogliono saperne di stare nell’acquario preparato dagli altri, i sognatori, gli arrabbiati e gli esclusi che ogni giorno sanno come inventarsi una ragione per andare avanti comunque. Dall’altra parte della strada camminano gli automi, gli integrati, i razionali che sanno sempre da che parte stare e sempre capaci di salire sul carro giusto al momento giusto, come quelli che non sono razzisti ma … che un giorno hanno condiviso e votato il decreto sicurezza e la chiusura dei porti,  e per non lasciare dubbi hanno poi ribadito il concetto anche al Parlamento Europeo, solo pochi giorni fa:  https://ilmanifesto.it/strasburgo-dice-no-alle-ong-respinta-risoluzione-porti-aperti/

Poi quelli che non sono fascisti ma, sempre loro, hanno votato al Parlamento Europeo la mozione che equipara il comunismo al fascismo. Quelli che si vergognano di un passato e una storia che oggi rinnegano per una manciata di voti. Quelli che … la lotta di classe non esiste più, appartiene al passato, e intanto cancellano ogni traccia di umanità guardando con indifferenza ai morti sul lavoro. Il mondo da sempre è diviso in classi sociali, si tratta solo di decidere in quale aula sedersi e scegliere la classe che si sente come propria e cui appartenere. Quelli che guardano con fastidio e disprezzo quel l’articolo 1 della Costituzione così antico e nobile: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro…”. Quelli che… l’Italia delle eccellenze. Già, le eccellenze. In Italia sono tante le aziende che nutrono e ingrassano il loro fatturato con il sangue di chi non è riuscito a scappare dalle tante guerre che anche noi alimentiamo. Noi non vendiamo fionde ma armi sofisticate: sistemi di puntamento intelligente, fino a poco tempo fa le mine antiuomo. Sono le fabbriche che non conoscono la crisi, e molte di loro sono considerate “le eccellenze”. https://www.ilpost.it/2019/06/09/armi-italia-esportazioni/

Sui curdi che oggi conoscono l’ennesima guerra e l’ultima persecuzione della loro storia spariamo anche noi, Italiani brava gente. A quanto ammonta il reale valore delle commesse acquisite dalle”eccellenze” italiane per vendere armi e sistemi di arma alla Turchia? Si tratta di Elicotteri da guerra e Sistemi di precisione oltre alle normali armi da fuoco. Quanti Consigli di Amministrazione hanno le mani sporche? Anche il Sistema bancario entra nel salotto buono delle eccellenze che vive sulle armi e sulle guerre: sono molti gli istituti di credito accusati di aver finanziato operazioni in palese violazione dei diritti umani, altre banche hanno ottenuto e ottengono ancora le autorizzazioni a operare nel settore degli armamenti; quante sono le banche che investono nei titoli di aziende che producono armi o parti essenziali per costruire armi? Un articolo del 2017 raccontava meglio alcuni dettagli … https://www.repubblica.it/solidarieta/equo-e-solidale/2017/05/04/news/banche-164589302/

Fuori posto. Perché negarlo o fare finta di niente? Popolo di santi, poeti e navigatori, Italiani brava gente si racconta in giro, lo si racconta così bene che finiamo per credere che sia vero. Forse è anche vero, ma solo in piccola parte: è quella parte che nonostante tutto continua a vivere e pensare in “direzione ostinata e contraria” e non accetta maschere, non ha paura di nulla e quando succede non lo dà a vedere, guarda in faccia la paura e la scaccia con una scrollata di spalle, un’imprecazione e un sorriso di sfida. Poi c’è l’altra parte: forte della propria arroganza e della propria ricchezza, vera o presunta che sia. È quell’Italia dove … la mafia non esiste: mafia-capitale a Roma è stato solo un errore, il fascismo è un’opinione e come tale ha diritto di esistere, Mussolini ha fatto anche cose buone… e, comunque sia, prima gli italiani.  È l’Italia della guerra fra le procure e fra le Istituzioni che smentiscono se stesse e la propria credibilità in ogni occasione, dei salotti televisivi dove si fa politica nel modo più becero e volgare. È l’Italia del bavaglio, perché l’informazione è sempre nelle mani amiche o amiche degli amici. È l’Italia che annaspa nel fango della corruzione e del clientelismo, che non riesce a rimettere in piedi nessun borgo e nessuna città dopo un terremoto o un’alluvione, assente dal sociale ma che si ritrova compatta quando si tratta di scaricare su altri tutte le colpe dei propri fallimenti.

Fuori posto. Perché negarlo o fare finta di niente? Sono fuori posto e me ne farò una ragione, perchè quella “direzione ostinata e contraria” riesce davvero a permettermi di respirare da persona libera. Il tempo e la vita cambiano le persone, cambiano i percorsi e i compagni di strada e qualche volta anche sulla stessa strada le persone si perdono senza una ragione precisa, quasi senza rendersene conto. Certe sere viene a farti compagnia anche il dubbio, prova a convincerti che forse non vale la pena cercare sempre una strada su cui camminare e che forse sarebbe il caso di fermarsi ai bordi e fare finta di niente. Il dubbio dura un attimo, e quando succede lo guardi in faccia e lo allontani con una scrollata di spalle, un’imprecazione e un sorriso di sfida. Domani poi ci penseremo, domani sarà sempre un altro giorno.