Genova 2001, sedici anni dopo

Di: - Pubblicato: 16 luglio 2017

A cura di Giulia Deiana

 

Questa settimana, come saprete, ricorre un triste anniversario, quello del G8 di Genova, il quale trascina con sé ricordi confusi e terribili riguardanti le giornate che questo Paese difficilmente dimenticherà.

Premetto subito che io, nel 2001, avevo 10 anni e, purtroppo o per fortuna, non ero in grado di capire cosa stesse succedendo; per questo motivo, ma soprattutto per rispetto di coloro che hanno vissuto quei momenti sulla propria pelle, non esprimerò un commento personale sui fatti avvenuti.

Piuttosto, vorrei dar spazio ai documentari che sono stati prodotti in risposta ad una urgenza di verità sui fatti accaduti nelle giornate da venerdì 20 a domenica 22 luglio del 2001.

“Un mondo diverso è possibile”, questo è il motto di coloro che si trovavano per le strade di Genova a manifestare contro un ristretto gruppo di potenti promotori di politiche globalizzanti e capitalistiche. Questo è anche il titolo di un documentario collettivo rilasciato in Italia nel novembre dello stesso anno, tra i cui registi compaiono anche Mario Monicelli, Ettore Scola, Gabriele Salvatores, ma anche Francesca Comencini, autrice di Carlo Giuliani, ragazzo, e Fulvio Wetzl, regista di Faces-Facce. Il film documenta, senza commenti, l’arrivo in città dei manifestanti, i cortei pacifici, le piazze tematiche e le conferenze contro il G8 e contro il capitalismo. Con lo stesso motto, si apre e chiude Genova. Per noi, diretto da Wilma Labate e Paolo Pietrangeli, anch’essi presenti nel primo film citato, uscito un mese dopo. Il documentario cerca di ricostruire i fatti accaduti all’interno della scuola Diaz confrontando, tra le altre, le dichiarazioni del Capo Ufficio Stampa della Polizia di Stato con le interviste a chi quella notte è stato coinvolto in una vera e propria mattanza, come Lorenzo Guadagnucci, giornalista per il Resto del Carlino. Le immagini di quella notte vengono riproposte anche nel documentario Bella Ciao, ma silenziosamente, senza interviste o commenti aggiuntivi, perché certe immagini parlano da sole. L’italiano Carlo A. Bachschmidt, invece, ha preferito dar spazio alle testimonianze delle vittime delle bestialità compiute all’interno dell’edificio che ospitava il Genoa Social Forum, il coordinamento di mille e più associazioni promotrici del controvertice. Il documentario vede protagonista Muli, che ci racconta per prima cosa la bellezza di quel corteo pacifista, così vario e multicolore, unito contro lo stesso nemico, il capitalismo. Non saranno le azioni dei Black Bloc, ai quali fa riferimento il titolo del film, a subire conseguenze, ma quelle sfilate pacifiche e le conseguenze più gravi si consumeranno proprio la notte di sabato 21 luglio. Ai racconti del ragazzo berlinese sulle violenze subite, si aggiungono anche quelle di Lena e Niels, Mina, Michael, Dan e Chabi, intervistati ognuno in una stanza grigia e spoglia, decorata solo da alcuni dettagli che si ricollegano ai racconti delle vittime, come l’attaccapanni contro cui Lena è stata scagliata brutalmente e più volte. Racconto in prima persona è anche quello di Giacomo Verde in Solo limoni, titolo che rimanda alla mente i gas lacrimogeni dal quale terribile effetto si può trovare sollievo solo con il succo del limone. Il regista sceglie di mostrare le immagini da lui stesso girate in quei giorni e giustifica la scelta partendo da uno scatto di uno sconosciuto che raffigura Verde e Diane intenti a scappare dai fumogeni; l’autore fornisce un nuovo punto di vista sul clima di quei giorni: i filmati scorrono veloci, accompagnati da qualche poesia, ma rallentano improvvisamente per soffermarsi sugli intensi sguardi in camera dei poliziotti che formano una barriera intorno al corpo privo di vita di Carlo Giuliani e a quella macchia, presto coperta da fiori rossi come il sangue che non si può cancellare. Gli avvenimenti delle tre giornate sono a dir poco complicati e difficili da ricostruire; in questo senso Le strade di Genova aiuta a fare chiarimento sui percorsi strategici delle forze armate, poco comprensibili e apparentemente ingiustificati, tracciando sulla mappa della città i vari spostamenti dei Black Bloc, del corteo della disobbedienza civile e dei militari, ripercorrendo Corso Torino, via Tolemaide o Piazzale Kennedy.

Degno di nota è The Summit (2012), il documentario-inchiesta di Franco Fracassi e Massimo Lauria, i quali hanno raccolto negli anni i filmati, gli atti processuali, interviste a testimoni ma anche a esperti di tattiche militari, periti tecnici, avvocati, giornalisti, funzionari dell’ospedale Galliera e rappresentanti del corpo di Polizia. Oltre ad essere l’unico documentario, tra quelli citati, a intervistare le vittime degli abusi compiuti nelle carceri di Bolzaneto e Forte San Giuliano, il film offre un interessante approfondimento sulle manifestazioni che hanno preceduto il G8 di Genova, in particolare sui disordini avvenuti al Global Forum di Napoli e a Göteborg quello stesso anno e di cui Genova sembrerebbe essere il continuum naturale, in un’escalation di terrore che si è conclusa come ben sappiamo. Il film chiude con una raggelante registrazione telefonica avvenuta la sera del 21 luglio tra una funzionaria della centrale operativa e un collega; ridono, scherzano sulle maledette “zecche”: “speriamo muoiano tutti” dice lei, “tanto uno già… […] 1 a 0 per noi”.

Quell’uno, quel trofeo, è Carlo Giuliani. Sulla vicenda del suo omicidio si concentra il Comitato “Piazza Carlo Giuliani” che produce il documentario La trappola, arricchito di anno in anno con nuovi elementi, frutto di indagini che hanno lo scopo, prima di tutto, di ridare dignità alla morte di un giovane che troppo spesso è stata sminuita e infangata. Il documentario intende ricostruire le premesse che hanno causato gli scontri in Piazza Alimonda e quindi si avvale sia dei filmati di repertorio che delle immagini riprese direttamente dal casco di un carabiniere e quindi confrontate con le parole di Lauro e le testimonianze di Truglio e Cappello durante i processi contro 25 manifestanti.

Otto documentari, otto sguardi su uno degli eventi più vergognosi di un millennio appena incominciato.

Lo dico sinceramente, non è stato semplice dedicare alcuni giorni a certe visioni e suoni, come l’urlo disperato di colui che, nell’intento di filmare gli scontri in Piazza Alimonda, si è reso conto di ciò che era appena accaduto.

Non è semplice, è vero, ma è necessario.

Qui alcuni link:

 

Bella ciao https://vimeo.com/126066520

Black Block http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-609cfb15-256f-4263-ad6e-5de83175224c.html

Blob puntata del 4/07/2017 http://www.raiplay.it/video/2017/06/Blob-Politicarellum-presenta-G8-Genova-9e0ff1a7-ddcc-4692-8dd0-a5beefe8ca95.html

Genova, per noi https://youtu.be/Gf6E6vrgJ8E

La trappola https://youtu.be/bC-dy_gp17c

Le strade di Genova https://youtu.be/l1fxghr5lA0

Ordine pubblico Genova 2001 https://youtu.be/ami8xHEHCIY

Solo limoni https://youtu.be/8dm75-HwNwY

Un mondo diverso è possibile https://youtu.be/o5f8sdkg_QM