Il cavalier C. Storia di una liquidazione milionaria

Di: - Pubblicato: 12 marzo 2018

ItaloTreno si arrende al fondo d’investimento G.i.p.

Di Dario Minotti

 

Succede sempre quando le cose si mettono male: ci si arrende e si alza le mani in segno di sconfitta. Succede in molte situazioni e lo stesso avviene nelle pieghe delle transazioni commerciali e in genere nei rapporti economici.

Nella stratosfera delle transazioni finanziarie ad altissimo livello quando si chiude con successo una partita si vincono molti, moltissimi quattrini. In questo quadro possiamo inserire l’intera vicenda Italo-Ntv ( Nuovo Trasporto Viaggiatori), nella quale osserviamo però una doppia valutazione: una  collettiva e un’altra strettamente personale, se non proprio individuale.

La prospettiva collettiva è quella del Sistema Italia che vede un bel pezzo della propria  “Alta Velocità” (Italotreno) finire nel portafoglio e negli assetti del fondo di investimento statunitense Global Infrastucture Partner ( Gip). L’altro punto di valutazione invece è quello del management di NTV che ha condotto la vendita delle quote di Italo: qui il bilancio risulta molto positivo considerando le plusvalenze milionarie ottenute a seguito della cessione della compagnia ferroviaria. C’è un cavaliere a guidare con successo questa operazione: il cavalier Cattaneo.

L’annuncio rilasciato alle agenzie in data 8 febbraio  della vendita di ItaloTreno al fondo d’investimento statunitense Gip non ha sorpreso gli operatori del settore.  Il susseguirsi di scadenze e date limite hanno preso il sopravvento sui membri di un consiglio di amministrazione un po’ impaziente. Un fattore umano interno al C.d.A. ha favorito lo svolgersi della svendita e del  moltiplicatore delle plusvalenze degli azionisti.

I commentatori dei giornali nazionali da subito precisano che non si tratta di una svendita (Roberto Mania Repubblica Tv). La rocambolesca acquisizione di Italo da parte del fondo a stelle e strisce avviene nel giro di pochi giorni tutti concentrati nella prima decade di Febbraio. Il 5 febbraio si riunisce in C.d.A. di NTV. Attorno al tavolo gli azionisti si trovano di fronte due scenari possibili: la tanto auspicata quotazione in borsa e l’iniezione di grandi liquidità attraverso il ricorso al mercato obbligazionario oppure l’offerta degli americani.

Per il piano A (quotazione in Borsa) si schiera il versante industriale della proprietà e da questa parte siedono Luca Cordero di Montezemolo, l’ Ad Flavio Cattaneo, Diego Della Valle, Isabella Seragnoli e Alberto Bombassei. Per il piano B spingono Intesa san Paolo e Generali. La politica auspica una quotazione in Borsa e Calenda e Padoan si esprimono favorevolmente verso questa scelta aziendale. L’affinità di vedute tra questi attori dell’economia rispecchia antiche amicizie e progetti che li hanno visti lavorare insieme in passato. Il disciolto movimento politico “Italia Futura” di Montezemolo e Calenda lo racconta piuttosto bene.

L’affaire Italo NTV pare così strettamente connesso alla parabola ascendente del Cavalier Cattaneo.  Il  Cavalier C. quello che tocca lo trasforma in oro: soprattutto per sé stesso. Un professionista del management transitato rapidamente dalle grosse e grasse poltrone di Fiera Milano, AeM, A2A, Rai e Terna. Nel 2016 l’architetto sbarca a Telecom Italia e dopo solo 15 mesi di operato lascia la compagnia telefonica con una maxi buona uscita di 25 milioni di euro.

Il cavalier Cattaneo, architetto di formazione, si muove scaltramente : la sua visione non è di lungo periodo, almeno non per le società da lui guidate. Queste sono sempre sulla soglia della cessione di importanti quote nella fretta di massimizzare  i profitti e risanare nell’immediato. In tutto questo racconto resta la solita favola del manager di successo, ma ad andarci di mezzo intanto rimangono pezzi strategici dell’apparato produttivo del Paese: quando il Cavaliere vede aumentare vertiginosamente le proprie gratificazioni di amministratore d’impresa qualcosa nel sistema italiano si trasforma , si volatilizza o diventa uno spezzatino da deporre sui banchi di un mercato internazionale, sempre più volatile e sempre più in cerca di gioielli preziosi dei settori industriali.