IL DRAMMA DELL’IMMIGRAZIONE

Di: - Pubblicato: 28 agosto 2015

E’ oggi impossibile sottrarci alle sfide globali, come quella costituita dagli spostamenti di grandi e dolenti masse umane (sono 232 milioni i migranti nel mondo) che cercano di sottrarsi alle guerre, alla fame, alla violenza. Dall’inizio dell’anno sono 2000 i migranti morti nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Contro questo vero e proprio esodo biblico si contrappone la Lega di Salvini, alleata di Casa Pound che individua, come è già avvenuto nel corso del Novecento, un nemico esterno su cui scaricare tutte le responsabilità e le frustrazioni.

Scriveva Primo Levi: “La dottrina da cui i campi sono scaturiti è molto semplice, e perciò molto pericolosa: ogni straniero è un nemico, ed ogni nemico deve essere soppresso: ed è straniero chiunque venga sentito come diverso per lingua, religione, aspetto, costumi o idee. Che questa dottrina abbia portato, nel giro di pochi anni a milioni di vittime, è un segno infausto: è segno che, accanto al bisogno d’amore si annida il seme dell’intolleranza, e può germogliare e ingigantire se le circostanze lo consentono.”

Si tenta addirittura di accreditare la tesi volta a scambiare i migranti per orde nemiche che starebbero invadendo l’Italia, tra le cui pieghe si infiltrerebbero terroristi islamici.

Bisogna, a proposito di terrorismo, combattere lo stragismo dell’Isis, ma è doveroso, da parte nostra, distinguere i terroristi dalle migliaia di cittadini di religione islamica che vivono e lavorano nella nostra città. Ciò deve essere ben chiaro.

Roberto Cenati