Il Gregge E Le Minoranze

Di: - Pubblicato: 5 marzo 2018

Di Maurizio Anelli

 

Quando uscirà questo scritto, gli italiani avranno già votato il nuovo Parlamento. Conosceremo il risultato, capiremo ancora meglio cosa ci aspetta in futuro e sapremo chi avrà la responsabilità politica e morale di guidare questo Paese malato nei prossimi anni, malato di tante malattie, croniche ed ereditarie. Il tempo che passa ha solamente aggravato lo stato di salute al punto da farlo sembrare quasi incurabile. E come spesso accade ai malati incurabili, l’abitudine e la rassegnazione prendono il  sopravvento sulla fiducia e sulla voglia di lottare. Rifiuto la parola “rassegnazione”, e credo ancora che arrendersi sia l’ultima delle parole da prendere in considerazione.

Sono successe molte cose in queste ultime settimane, nulla di nuovo in realtà sotto il cielo italiano. Fatti e parole che hanno contribuito ad aumentare ancora di più, se possibile, il clima di ostilità e di rabbia in molti strati della popolazione. Sembra quasi tutto calcolato, voluto e studiato nei minimi particolari. Guardiamole in faccia alcune di queste cose, e facciamo un gioco: proviamo a capire perché sono successe, chi può trarne vantaggio e chi no, chi poteva fare in modo che non accadessero. E, siccome è un gioco, è evidente che non si vince nulla, esattamente come succede nella vita di tutti i giorni per molti di noi. E allora andiamo a cominciare. In campagna elettorale, in questa campagna elettorale, alcune parole non sono state pronunciate da quasi nessuno dei maggiori partiti in competizione: qualcuno ha sentito parlare di mafia, di lotta alla corruzione, di rispetto della Costituzione ? Qualcuno ha parlato di piani industriali, di disimpegno militare nelle zone di guerra, di cambiamento delle politiche di esportazioni di armi dove l’Italia è un Paese di primo piano ?

Di mafia in questo Paese, sono in pochi a parlarne con coraggio e onestà intellettuale ma, soprattutto, sono in pochi a parlarne mettendoci la faccia e l’azione politica. Perché la mafia sa molto bene dove servono le proprie pedine e contrariamente a quello che molti pensano non è solo un cancro endemico, territoriale. La mafia è diventata grande, adulta,  ed è presente su tutto il territorio perché questo è l’obiettivo della mafia, di tutte le mafie: il controllo del territorio. E il controllo del territorio ha bisogno di risorse, di uomini, di soldi. Ha bisogno della compiacenza e della connivenza con le forze politiche dei territori. Forse è per questo motivo che per molti la mafia, la n’drangheta  e la camorra non sono un tema da affrontare, tantomeno in campagna elettorale, nemmeno per dedicare due parole di solidarietà e cordoglio a Jan Kuciak , giornalista coraggioso e poco più che ragazzo, ucciso in Slovacchia insieme alla sua compagna, Martina Kusnirova, per un’indagine sui legami fa n’drangheta, imprenditori e governo Slovacco.

Si parla molto ma non si agisce veramente sulla corruzione e sul suo peso specifico nello sviluppo e nella crescita del Paese, perché agire significa andare a sbattere contro un muro. Un muro di giochi e scambi di potere: politico, industriale, economico. Il controllo, appunto.  E il controllo passa anche attraverso i poteri dello Stato che si tutelano e si difendono a vicenda a seconda del momento: per esempio nessuno ha mai spiegato nel corso di questi anni come un uomo come Giovanni De Gennaro, una vita spesa da poliziotto fino all’incarico più alto di  capo della polizia, direttore generale della pubblica sicurezza ottenuto nel maggio del 2000, dopo il G8 di Genova resta al suo posto fino al 2007 e poi, in un crescendo wagneriano arriva nel 2013 alla Presidenza di Finmeccanica (oggi Leonardo). Proviamo a pensare al peso specifico di Finmeccanica nell’industria e nell’economia italiana e pensiamo anche a qual è il core business di Finmeccanica e delle aziende controllate da Finmeccanica (http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/05/26/news/maltafiles-il-traffico-di-armi-con-iran-e-libia-passa-da-la-valletta-e-lo-gestiscono-gli-italiani-1.302817)

Vogliamo parlare del fascismo che in questo Paese è sempre vivo e presente, anche se in molti fanno finta di nulla e minimizzano? Parliamone. Penso che le responsabilità e il livello di connivenza delle Istituzioni abbiano raggiunto un livello inaccettabile in un Paese civile. S’ignorano i principi fondamentali della Costituzione, antifascista e nata dalla Resistenza, e le leggi dello stato, si dimentica un ventennio che ha portato un Paese alla rovina. In queste settimane i fascisti di sempre, odio il termine neo-fascista perché il fascismo è uno solo e ha la faccia di sempre, hanno fatto la sola cosa che sanno fare: intimidire, minacciare. Da Macerata a Pavia. A Pavia hanno fatto qualcosa che ricorda nei dettagli i giorni della Germania nazista: i nazisti marchiavano i negozi e le case degli ebrei, a Pavia marchiano le case degli antifascisti. Un segnale, una minaccia… so chi sei e so dove abiti, so dove venire a cercarti. Anche a loro è stata data la possibilità di presentarsi alle elezioni. Davanti a tutto questo il Ministro degli Interni di questo Governo, a una precisa domanda di un giornalista sulla necessità di chiudere i covi fascisti risponde così:

http://www.la7.it/piazzapulita/video/elezioni-minniti-stop-ai-partiti-fascisti-poi-c%C3%A8-il-tar-22-02-2018-234797

Penso sia la peggiore risposta che un Ministro degli Interni possa dare, perché può avere due significati: o si ha paura di prendere una decisione che come Ministro degli Interni si deve prendere nel pieno rispetto della Costituzione su cui si è giurato e delle leggi esistenti, oppure si ritiene che la decisione non si deve prendere. In entrambi i casi la risposta è imbarazzante. Le parole hanno sempre un peso specifico, e in questa campagna elettorale sono tante le cose taciute, non dette. Per anni si è permesso l’insulto e la minaccia fisica a una donna come Laura Boldrini: come Presidente della Camera, come donna. Le sue colpe ? Strano, quelle che per la destra xenofoba e fascista sono colpe per me sono meriti. Eppure lo Stato ha permesso che altri uomini dello Stato, parlamentari e leader politici andassero avanti per anni con insulti e minacce.

Il gioco sta per finire, ancora poche righe. Queste sono solo alcune delle cose che hanno contribuito ad avvelenare queste elezioni e questa campagna elettorale. Un’ultima riflessione: a chi giova tutto questo? Penso che a trarre il beneficio di una Democrazia in pericolo sia chi, dalla nascita delle Repubblica, prova a ricostruire un altro Stato. Spesso il ragno tesse la tela proprio dentro le mura dello Stato e delle sue Istituzioni, con il silenzio colpevole degli organi d’informazione e di altri apparati dello Stato.

Come detto prima non si vince nulla, ma cos’è vincere ? Sono andato a votare, come tanti di noi. Il voto è un diritto conquistato dai nostri vecchi attraverso lotte e battaglie dure, difficili, e per le quali è stato pagato un prezzo pesante. Per questo non rinuncerò mai a esercitare questo diritto. Il tempo mi dirà se il mio voto è servito a qualcosa, a cambiare almeno in parte un Paese che amo nonostante lui stesso. Credo nelle idee, nelle persone, nel diritto e nel sogno che un giorno le cose possano cambiare davvero, magari un giorno alla volta. Spesso tutto questo coincide con l’accettare di essere una minoranza, un po’ come il due di Picche quando si gioca a briscola. Ma qualche volta con un due di Picche si può anche vincere una partita a briscola e poi… a me le minoranza sono sempre piaciute, perché a volte camminare da soli aiuta a vedere e amare cose che non si riescono a vedere quando si cammina mimetizzati in un gregge. Buongiorno a tutti.