Il Ministro, La Famiglia E La Legge Mancino

Di: - Pubblicato: 6 agosto 2018

Di Maurizio Anelli.

 

C’è (una volta) un giovane signore di nemmeno quarant’anni che di mestiere fa il Ministro della Repubblica. Più in dettaglio è il Ministro per la famiglia e le disabilità. Decido di analizzare meglio queste due parole perché ho, al momento, alcuni dubbi sulla mia lucidità.

Famiglia (antropologia) – Istituzione fondamentale in ogni società umana, attraverso la quale la società stessa si riproduce e perpetua, sia sul piano biologico, sia su quello culturale. Le funzioni proprie della famiglia comprendono il soddisfacimento degli istinti sessuali e dell’affettività, la procreazione, l’allevamento, l’educazione e la socializzazione dei figli, la produzione e il consumo dei beni. Tuttavia, malgrado la sua universalità, la famiglia assume nei diversi contesti sociali e culturali una straordinaria varietà di forme, sì da rendere problematico individuare un tratto distintivo che la caratterizzi in ogni circostanza. http://www.treccani.it/enciclopedia/famiglia/

diṡàbile – Termine in uso nel linguaggio burocratico, sociologico e anche medico, riferito a soggetti che abbiano qualche minorazione fisica o anche psichica di grado relativamente non grave; sinonimo talora di handicappato. http://www.treccani.it/vocabolario/disabile/

Era quello che pensavo, quindi sono ancora abbastanza lucido.  E forte di quest’autostima riacquistata, mi dico … bene, quindi ora c’è un ministro che si occuperà a tempo pieno dei problemi delle famiglie e dei disabili, si batterà per i loro diritti e le loro esigenze. Ma, fin dal primo giorno, nella mia testa qualche dubbio serpeggiava sulle capacità di questo giovanotto. La sua storia, le sue dichiarazioni così dure su qualunque famiglia diversa dalla sua non mi sembravano un buon inizio. https://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2018/07/26/lorenzo-fontana-famiglie-arcobaleno-gay/222230/

La dignità delle persone, la loro libertà individuale: linfa per ogni albero e per ogni foresta, non rientra nei piani del Ministro. Ma andiamo avanti, proviamo per un attimo a interrogarci su quale possa essere il pericoloso legame tra la famiglia, la disabilità e la legge Mancino. Legge n. 205 del 25 giugno 1993, questa legge condanna  l’incitazione alla violenza e alla discriminazione razziale, etnica e religiosa. La legge punisce anche l’uso di simboli legati a movimenti e ideologie riconducibili al nazifascismo. Ora, dando per scontato che chiunque, dotato di un livello minimo di conoscenza della storia del Novecento,  in Italia, in Europa e nel mondo, sappia cosa il nazismo e il fascismo abbiano rappresentato per l’umanità, ci chiediamo perché un Ministro della Repubblica il cui compito sarebbe di occuparsi al meglio delle famiglia e delle disabilità abbia interesse e desiderio di cancellare una legge di questo genere. Credo che tutti i cittadini dovrebbero porsi questa domanda e darsi delle risposte.

C’è una voglia, nascosta da qualche tempo e che adesso emerge sempre più chiaramente, di prove di forza. I muscoli devono essere esibiti. C’è un seme fascista che vuole riprendere il suo spazio e per farlo batte tutte le strade, compresa quella di cancellare una legge. Ma questo è un Paese dove molte leggi faticano a trovare rispetto e applicazione e sarebbe interessante che i vari Ministri degli Interni che si sono succeduti in tutti questi decenni dessero una risposta sul perché le leggi Scelba e Mancino vengono spesso ignorate e disattese. Si potrebbe andare indietro nel tempo e ricordare che già il Movimento Sociale Italiano di Giorgio Almirante era una violazione della Legge Scelba e un insulto alla costituzione ma oggi la realtà sembra ancora più pesante.  Nel Gennaio del 2018, a Roma, Casapound organizza una manifestazione dove migliaia di braccia tese gridano “presente!” e a Macerata, poche settimane dopo, il militante di estrema destra Luca Traini spara contro un gruppo di persone di origini africane. Al momento dell’arresto alza il braccio nel saluto romano. Nei giorni successivi la formazione politica di Forza Nuova detta su tutti i giornali e a tutte le agenzie la nota “… noi oggi ci schieriamo con Luca Traini”, offrendo pubblico sostegno all’autore del fatto. È del tutto evidente il legame fra le organizzazioni di estrema destra e le idee xenofobe e razziste che sono presenti nel Paese. Eppure il Ministro della Famiglia e delle Disabilità non si batte contro tutto questo ma concentra la sua attenzione e le sue forze sulla cancellazione della legge Mancino. E allora provo a mettere insieme i fili di questa storia: il concetto di famiglia, per esempio. Sembra che oggi tutti siano esperti su cosa significhi la parola in questione e ognuno si arroga il diritto di pensare che la sola definizione giusta di famiglia sia quella propria. Strano, sembra che i più illuminati su quale sia la famiglia perfetta abbiano dimenticato cosa ha rappresentato il fascismo per le famiglie. I più vecchi probabilmente ricordano con nostalgia le conquiste coloniali e la potenza dell’impero fascista, ma forse in quegli anni le famiglie in Italia non se la passavano molto bene.  Non aiutò le famiglie il regio decreto del 3 giugno del 1937 con cui venne istituito “l’Ente nazionale fascista fra le famiglie numerose”.  La motivazione non era da ricercare nella solidarietà verso le famiglie numerose ma aveva altre origini, decisamente meno nobili “… solamente la vittoria della battaglia demografica può garantire la vita e quindi la giovinezza, la potenza militare, l’espansione economica e la conseguente gloria dell’Impero fascista”.  http://www.lombardiabeniculturali.it/archivi/profili-istituzionali/MIDL000234/

Più tardi, nel 1939, un’altra legge promulgata da Vittorio Emanuele III istituì anche un premio: la medaglia d’onore per le madri di famiglie numerose. Ma forse era solo un atto di sudditanza, uno in più, verso la Germania nazista di Hitler che un anno prima aveva istituito la “Croce d’onore per le madri tedesche”. Provo a mettere insieme i fili di questa storia dicevo, e mi tornano alla mente i racconti dei miei nonni e della fatica che facevano per mettere insieme una cena decente durante il fascismo, e i racconti di quella notte infinita di miseria e di fame. Quella notte durò vent’anni. Ma come posso pretendere che un giovanotto come il Ministro Fontana possa capire queste piccole storie di vita durante quell’epoca così tragica per milioni di Italiani? Infatti, non lo capisco e non elemosino certo la sua comprensione. Fatica inutile, non vale la pena. Però sono consapevole che i problemi della famiglie italiane e dei disabili, oggi non sono certo determinati dalla legge Mancino, una legge in linea con la Costituzione nata dalla Resistenza. I problemi delle famiglie italiane e dei disabili hanno altri nomi e altre origini. Soprattutto hanno altri colpevoli. Ma questo è un momento in cui la linea scelta è molto chiara, restituire voce alla destra, indicare con un dito i colpevoli: migranti, zingari, famiglie arcobaleno, gay, lesbiche e perché no… gli antifascisti. In una parola, molto cara a tutti i poteri di sempre, l’antagonismo sociale. Nulla deve rompere gli equilibri su cui si fonda il castello di carta e nulla deve disturbare il conducente. Qualcuno sogna davvero la “ruspa”, e a turno tutti vogliono guidarla per un tratto di strada. Altri osservano, silenziosi e complici.

Ma c’è un problema, ci sarà sempre un problema. I castelli di carta cadono, prima o poi. A volte restano in piedi anche vent’anni e fanno danni enormi, dividono e lacerano, spesso portano lacrime e rabbia, ma poi c’è sempre un colpo di vento che li fa cadere. Il vento arriva sempre, è solo questione di tempo. Arriverà anche questa volta, perché solo il vento può spazzare via l’odore del letame.