Il Pagliaio E Il Fiammifero

Di: - Pubblicato: 8 maggio 2017

A cura di Maurizio Anelli

 

La storia non è mai una combinazione casuale di eventi, dietro le quinte esiste sempre un filo che muove le marionette e costruisce la scena del film. A volte è un lavoro meticoloso, costruito giorno per giorno. Si costruisce il pagliaio senza trascurare nulla, nemmeno il particolare che può sembrare ininfluente. Poi, quando il pagliaio è pronto, si aspetta il momento giusto per avvicinare la fiamma. Le mani che muovono i fili sanno aspettare questo momento e, intanto che aspettano, fanno in modo che la mano che avvicina la fiamma non sia la loro. L’Europa tutta, compreso il nostro Paese, sembra davvero muoversi in questa direzione. Responsabile di secoli di colonialismo, di sfruttamento delle risorse altrui, di politiche democratiche solo a parole ma in realtà complici di ogni nefandezza, oggi  l’Europa mostra la sua faccia più inquietante. Il Novecento ha visto l’Europa del Caudillo, del Duce e del Führer. È stata una visione pagata con il sangue di milioni di vite. Ma non è bastato, è riuscita ad arrivare a Srebrenica passando da Vukovar e Sarajevo. E mentre questo succedeva, non ha mancato di dare il suo pessimo contributo nel continente africano, in Medio Oriente e in mille altri posti, ovunque l’odore del petrolio e del controllo economico potesse farsi sentire. Questa stessa Europa ha osservato attenta e silente la crescita dei movimenti di estrema destra, razzisti e xenofobi senza mai contrastarli con la ragione della storia e del diritto. Ha speso decenni per costruire un recinto neoliberista in cui coltivare gli interessi di pochi privilegiati e distruggere, un giorno alla volta, lo stato sociale e le aspettative di intere generazioni. Si potrebbe indicare come data di partenza di questo percorso la comparsa sulla scena politica di Margaret Thatcher, la “Lady di ferro”. Ma quanti prima di lei hanno preparato il terreno e quanti dopo di lei hanno continuato l’opera ?  ll pagliaio è quasi pronto e il fiammifero è sempre più vicino.

È casuale che la classe dirigente di questo Paese sia così lontana dalla Politica, dove per Politica si deve intendere quella con la “P” maiuscola, quella vicina alle persone e che agisce in nome del bene comune? Non è casuale, non può esserlo. La Politica che lascia il posto ai manager e agli affaristi significa solamente due cose: o questa Politica è diventa davvero solo un “affare” dove la contabilità scende a patti con chiunque garantisca il fatturato migliore, non importa se indagato, corrotto e colluso, oppure la Politica stessa è semplicemente morta perché le persone, la società, hanno lasciato che altri si interessassero del “bene comune” senza preoccuparsi di quali mani guidassero il Paese.

Antonio Gramsci scriveva “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. ..”. Domandiamoci allora quanto ha pesato l’indifferenza in questi decenni? Quanto ha pesato pensare che quello che accadeva  nel resto del mondo non ci riguardava? Quanto ha pesato restare indifferenti di fronte al livello di corruzione della classe politica italiana ed europea? Quanto ha pesato fingere di non vedere che le guerre che scoppiavano e scoppiano in ogni anglo del pianeta erano costruite a tavolino anche da chi oggi alza la voce contro i migranti? Quanto ha pesato essere indifferenti agli scandali, alle stragi, alle mafie, al voto di scambio, alle politiche neoliberiste, ai problemi delle classi più povere, all’ignoranza culturale e alla miseria morale di chi si candidava a guidare il Paese?

È casuale che nel momento in cui la parte peggiore dell’Europa e dell’Italia indica nei migranti il pericolo numero uno e coloro che minano il benessere e la sicurezza dei cittadini, un Magistrato lanci pubblicamene accuse infamanti contro le Organizzazioni Non Governative che operano nel Mare Mediterraneo e che ogni giorno salvano vite umane, senza alcuna prova e senza nessun rispetto che il suo ruolo Istituzionale gli impone ? Davvero qualcuno pensa che sia casuale? Dove si è nascosto il Diritto?

È casuale che quindici anni dopo una vergogna come la legge 189 del 2002, la legge Bossi-Fini, il Parlamento approvi il decreto Minniti-Orlando che ricorda tanto da vicino la parola “apartheid” ?

È casuale che in una città come Milano, dove da sempre interi quartieri conoscono politiche di accoglienza e operano nel quotidiano accanto ai migranti, accada un’operazione di rastrellamento militare alla Stazione Centrale e il giorno dopo il Sindaco della stessa città affermi che era stato informato in ritardo (http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/05/03/news/migranti_stazione_centrale_milano-164505422/) e che sulla stessa questione membri della Giunta esprimano giudizi contradditori ? È casuale che in questo clima la Camera dello stesso Parlamento abbia approvato una legge sulla legittima difesa che non ha alcun senso dal punto di vista giuridico e morale?

L’elenco potrebbe continuare a lungo, si dovrebbero aggiungere mille altre “casualità”, ma sarebbe già un buon punto di partenza rispondere a queste domande. Perché questo è lo scenario attuale sul teatro italiano ed europeo. Ma esiste un altro mondo, in Italia e in Europa. Esiste un mondo che crede ancora che sia possibile una politica con la “P” maiuscola, capace di guardare al bene comune e lontano dal pantano della corruzione e dell’affarismo. Esiste un mondo che guarda alle persone senza pregiudizi, senza lasciarsi condizionare dal colore della pelle e dalla provenienza geografica. Esiste un mondo che ogni giorno è al fianco delle persone che salvano le vite strappandole al mare e agli scafisti, esiste un mondo che non si lascia sporcare dal fango schizzato da una Procura della Repubblica e dai populisti di giornata, esiste un mondo che sa accogliere, distinguere e vedere con i propri occhi. Esiste un mondo che l’unica legittima difesa che conosce è quella del diritto e della legalità. Esiste un mondo che crede che un’Amministrazione Comunale non possa accettare i blitz polizieschi lavandosene le mani. Esiste un mondo che non si riconosce in leggi e decreti che ricordino l’apartheid. Esiste questo mondo, esiste. E lotterà con tutte le armi che conosce: la dignità, la cultura, la solidarietà. Questo mondo sarà capace di “restare umano”, con buona pace di chi ogni giorno lo contrasta dimenticando che questo mondo ha radici profonde, in grado di resistere a qualunque miseria populista e xenofoba. Sarà questo il mondo che fermerà la mano che avvicina il fiammifero al pagliaio.