Il Silenzio è Complice

Di: - Pubblicato: 12 novembre 2018

Di Maurizio Anelli

Torino, 14 ottobre 1980: i colletti bianchi della FIAT, impiegati e quadri, scendono nelle strade della città contro il grande sciopero degli operai che dura da 35 giorni. Passerà alla storia come ”la marcia dei quarantamila” e segnerà un punto di non ritorno nella storia delle lotte sindacali in Italia. Chiedono di poter tornare in fabbrica, rivendicando il loro diritto al lavoro. Non si pongono alcuna domanda sul perché dello sciopero degli operai, sulle ragioni della loro protesta e della loro lotta. Luigi Arisio oggi è un signore di novantuno anni e quel giorno era il leader di quella Marcia lacerante per tutta la città di Tornio e non solo: da una parte gli operai appoggiati dal Partito Comunista di Enrico Berlinguer, e dall’altra l’azienda FIAT guidata da un uomo abituato a usare il pugno pesante come Cesare Romiti. Licenziamenti e cassa integrazione per migliaia di lavoratori. Enrico Berlinguer disse: “… Se si arriverà all’occupazione della Fiat noi metteremo al servizio della classe operaia il nostro impegno politico, organizzativo e di idee”. Mantenne quella promessa e andò a parlare con i lavoratori davanti ai cancelli della FIAT, per qualcuno fu un errore. Non per me: ritengo la sua presenza davanti a quei cancelli una scelta giusta e importante, dalla parte dei lavoratori come doveva essere.

Torino, 10 novembre 2018: ancora Torino, ancora quarantamila. Riempiono Piazza Castello per dire “Sì alla TAV, Torino va avanti”.  Enrico Berlinguer non c’è più, e non c’è più da tanto tempo nemmeno quel Partito Comunista che pur fra errori e scelte spesso discusse e discutibili rappresentava comunque quell’identità di popolo che oggi sembra scomparsa. Nella piazza a sostenere quel “Sì alla TAV, Torino va avanti” ci sono anche i militanti e gli esponenti del Partito Democratico. E insieme ai quarantamila dimenticano tante cose, fingendo di non capire e non vedere le ragioni di chi è contrario alla TAV. Eppure sarebbe facile capirlo, basterebbe allontanarsi da Piazza Castello e da Torino e andare a fare un giro in Val Susa, osservare lo scempio e la violenza che quella valle ha subito in questi anni, basterebbe interrogarsi sul senso di un’opera che senso non ha, sotto ogni punto di vista diverso dai giochi di potere e di denaro pubblico. Forse Torino, o una parte della città, pensa che Torino possa andare avanti lasciando indietro la Val Susa e la sua gente.  http://www.radiondadurto.org/2018/11/09/notav-lettera-aperta-a-chi-abita-a-torino/

Siderno, 21 ottobre 2018: in una libreria Mondadori di Siderno, Reggio Calabria, è in programma la proiezione del film su Stefano Cucchi, “Sulla mia pelle”. I Carabinieri si presentano all’ingresso e chiedono l’elenco dei presenti. Vogliono identificare, ma sarebbe più giusto dire schedare, i partecipanti. Come riportato dal quotidiano “La Stampa” la titolare della libreria, risponde ai due militari che non può farlo. https://www.lettera43.it/it/articoli/cronaca/2018/11/08/siderno-film-cucchi-carabinieri/226251/ Sarebbero molte le chiavi di lettura di una richiesta di identificazione: normale routine o stato di polizia. Penso che la seconda ipotesi sia la risposta giusta.

Roma, 10 novembre 2018: in Città si tiene una grande manifestazione contro le politiche governative in tema di razzismo e xenofobia. La manifestazione è organizzata dai sindacati di base, dalle associazioni pro migranti e dai centri sociali. Sono decine i pullman di manifestanti che arrivano da ogni parte d’Italia e che vengono fermati dalla polizia prima di arrivare in città. Controlli e identificazioni, ma anche in questo caso possiamo parlare di schedature.

Roma, 10 ottobre 2018: la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, è assolta nel procedimento sulle nomine in Campidoglio perché il fatto non costituisce reato. L’accusa era aver favorito la nomina di Renato Marra alla direzione Turismo del Campidoglio, tacendo che quell’incarico era stato voluto e pianificato dal suo ex braccio destro Raffaele Marra, fratello di Renato. In particolare, Virginia Raggi avrebbe detto il falso all’ufficio Anticorruzione. SI dice che le sentenze vanno rispettate, e in una Democrazia è giusto che sia così, però resta un dubbio: il fatto sussiste o non sussiste ? E se sussiste cosa non costituisce reato ? Aver proceduto alla nomina o aver detto il falso all’Ufficio Anticorruzione ?

Subito dopo l’assoluzione di Virginia Raggi gli esponenti del suo partito, nonché uomini di Governo, hanno cominciato una vera e propria guerra ai giornalisti, definiti di volta in volta “Sciacalli”, “Giornalisti pennivendoli-puttane”, e altro ancora. L’insulto è sempre grave, quando a pronunciarlo sono uomini delle istituzioni è grave 100 volte. Strano, il Ministro degli Interni nonché Vice-Presidente del Consiglio si vanta spesso di essere iscritto all’Ordine dei Giornalisti … ma non ha ritenuto di spendere una parola di solidarietà verso la categoria. Ha invece ribadito che è contento di questa assoluzione perché “… È giusto che i cittadini giudichino una amministrazione non in base alle indagini che finiscono in nulla come in questo caso ma in base alla qualità della vita. Quindi i romani giudicheranno l’amministrazione dei 5 Stelle in base a come è messa Roma. È giusto che non siano le sentenze e i magistrati a decidere chi governa e chi va a casa”. Strano anche questo, soprattutto se penso che nel caso di Riace e del Sindaco Lucano mi era sembrato di sentire dal Ministro degli Interni parole e concetti diversi… ma forse avevo sentito male.

Roma, 22 maggio 1939: con la legge n. 917, promulgata da Vittorio Emanuele III,  viene istituita in Italia la medaglia d’onore per le madri di famiglie numerose. Il regime fascista ha bisogno di un popolo numeroso e giovane per realizzare l’impero . http://arsmilitaris.altervista.org/faleristica/madre.html

Roma, 29 ottobre 2018: nella manovra finanziaria del “Governo del cambiamento”, non ancora presentata in Parlamento, c’è una bozza che per “favorire la crescita demografica” prevede la concessione gratuita di un terreno da coltivare per i prossimi vent’anni alle coppie che avranno un terzo figlio.

C’è sempre un legame con il passato nella storia di un Paese. Quel passato insegna che le strade sbagliate non devono mai essere percorse all’indietro. Eppure quello che sta succedendo in questo Paese è un ritorno al passato che sembra non essere percepito da gran parte dei cittadini italiani. C’è una voglia di muscoli e di parole forti, capaci di illudere sul futuro e pericolose. Pericolose perché il confine fra le parole e i fatti è a un passo, e oltre il confine esiste il regime, lo Stato di Polizia. In questi giorni il Capo dello Stato ha approvato il “Decreto Sicurezza” o decreto Salvini. È un decreto che peserà come un macigno sulla vita democratica del nostro Paese non solo per le ripercussioni pratiche e immediate, dall’abolizione della protezione umanitaria al trattenimento nei centri per il rimpatrio, che avrà per la vita futura dei migranti e dei richiedenti asilo, ma anche per il messaggio che viene fatto passare. La confusione e la menzogna che ruotano intorno al concetto di “sicurezza” rischiano di creare un muro sempre più alto di fronte al quale il bisogno di umanità e solidarietà fra le genti andrà inevitabilmente a scontrarsi. Quando la parola “sicurezza” viene sempre associata alla migrazione individua falsi nemici e divide sempre di più gli ultimi da tutti gli altri. Colpisce chi cerca di uscire dal girone dantesco della povertà e della miseria e della solitudine umana e sociale, prevedendo l’arresto per accattonaggio e il conseguente sequestro dei ‘proventi’ ottenuti. Colpisce chi lavora per creare e unire. Abbatte tutto quello, poco o tanto che sia, che in questi anni è stato costruito per dare un valore alla parola “Umanità”. Nulla, invece, per quanto riguarda la lotta alla mafia, alla corruzione, alla lotta contro i movimenti xenofobi e razzisti. Qualcuno dovrà rispondere un giorno di tutto questo e rendere conto della propria indifferenza, dei silenzi e delle omissioni, perché tutto questo diventa complicità. Coraggio signori, fate il vostro gioco.