Il Sogno Americano E Donald Trump

Di: - Pubblicato: 18 giugno 2016

Foto art Maurizio Anelli

C’era una volta il “Sogno americano”, quella speranza di una terra dove chiunque potesse avere almeno una possibilità per costruire, o ricostruire, la propria esistenza. Per molti questa speranza era quasi una certezza, al punto di spingerli ad attraversare qualunque mare e qualunque difficoltà pur di arrivare in quella Terra.  È innegabile che per qualcuno quel sogno si sia avverato. Per altri, troppi altri, quel sogno non si realizzerà mai. Da molte parti si guarda agli Stati Uniti come a una grande Democrazia, e per alcuni aspetti è probabilmente così. Ma sono solo piccoli aspetti, costruiti sulle ombre di tanti fantasmi. È innegabile che la storia americana racconti anche pagine di straordinaria bellezza, ma per ognuna di queste pagine altre hanno un peso schiacciante su tutto il resto del mondo. Non è possibile negare quanto la politica americana influisca sulla storia.

È la storia stessa dell’America a raccontarlo: una storia che parte con la Bibbia in una mano e una Colt nell’altra alla conquista di un territorio immenso sottratto ai nativi prima e negato, di fatto, per secoli a colori diversi dal bianco. La storia dell’America ci racconta anche altro, certamente. Ma in ogni momento è lì, pronta a ricordarci l’importanza della forza dei muscoli e del denaro. Perché con la forza dei muscoli si conquista e con il denaro si compra, e ognuna delle due forze si nutre dell’altra. Non è necessario ricordare come muscoli e denaro abbiano raccontato l’America del Novecento meglio di qualunque fotografia, dal Vietnam al coinvolgimento nelle dittature fasciste dell’America Latina. E quando i muscoli vanno tenuti nascosti per opportunismo politico, il primo attore diventa il denaro, perché il denaro influenza e corrompe, indirizza, segna una strada, costruisce alleanze e crea nuovi equilibri, influenza e condiziona lo sviluppo di Paese interi. Comunque abbatte vecchi muri solo per costruirne di nuovi e di diversi.

Per questo le prossime elezioni Presidenziale assumono un valore enorme per tutti noi. E per questo non può che preoccupare che un uomo rozzo e volgare, razzista e xenofobo, pieno di sé e dei propri denari possa diventare il Presidente degli Stati Uniti fra pochi mesi. In un tempo come quello che il mondo sta vivendo oggi, una figura come Donald Trump è benzina allo stato puro sul fuoco e l’incendio che può provocare rischia di essere devastante. La storia della Casa Bianca è piena di enigmi e di ombre, chiunque l’abbia abitata ha una parte di enorme responsabilità sulla Storia globale non solo degli Stati Uniti ma del mondo intero. Eppure, mai come questa volta, si ha la sensazione sgradevole di un pericolo troppo grande. Perché non può essere possibile affidare l’America a chi ritiene prioritario costruire un grande muro al confine fra gli Stati Uniti e il Messico contro l’immigrazione; a chi ripete ogni giorno che si devono espellere 11 milioni di migranti illegali e chiudere le porte ai musulmani, apprezzare Putin e considerare stupidate le teorie sul riscaldamento globale. Non è possibile affidare l’America a una persona che non intende in alcun modo prendere in considerazione il controllo della libera circolazione delle armi, ma anzi ne auspica l’utilizzo e la diffusione.

Un giornale italiano che non può certo essere accusato di essere di sinistra, il Sole 24ORE, sintetizza molto bene la “Bibbia elettorale di Donald Trump” riprendendo un articolo del Wall Street Journal.

(http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-03-02/la-bibbia-elettorale-trump-tutti-precetti-la-casa-bianca-libro-che-scrisse-trent-anni-fa-224402.shtml?uuid=ACak2OgC)

È una “Bibbia” scritta dallo stesso Trump oltre trent’anni fa, dove emerge chiaramente tutta l’arroganza dell’attuale candidato alla Casa Bianca. C’è un’idea fondamentale del pensiero di Donald Trump che è perfettamente in linea con troppi americani e ripropone quella idea che si muove con la Bibbia in una mano e la Colt nell’altra. Questa idea è nelle mani degli elettori americani e solo loro ne sono padroni.

Noi, dall’altra parte dell’Oceano, possiamo e dobbiamo sperare che questa idea non vada ad abitare alla Casa Bianca. E, se ciò succedesse, non diventarne servi fedeli.

Maurizio Anelli