Il Valore Della Solidarietà, Il Tampone Sospeso Di Milano

Di: - Pubblicato: 5 Gennaio 2021

Di Maurizio Anelli.

Milano, fredda e indifferente. Milano che non si ferma: il triangolo della moda, le luci e le vetrine del centro, l’albero in galleria che racconta quello che non esiste ma che a tanti milanesi piace credere e far credere. Bisogna rallentare, fin quasi a fermarsi, per scoprire che Milano è come una matrioska senza fine dove ogni città ne contiene un’altra. Che strano, della città che si specchia nella sua presunta eccellenza ci parlano in tanti: i giornali, le televisioni, le pubblicità e i tanti che in qualche modo vivono di luce riflessa e credono, o sperano, così di esserne parte in qualche modo.

Poi c’è un’altra città da raccontare, quella che riesce ad uscire dalla matrioska e si mette in gioco senza paure, sulla strada di un inverno che sembra più freddo di sempre. Da quella città escono magie che scaldano il cuore: i ragazzi delle Brigate solidali, per esempio, che non si sono mai fermate anche nei giorni più cattivi della pandemia, quelli che pedalavano e ancora pedalano sulle strade per consegnare cibo e solidarietà a chi non aveva altre possibilità, quelli che in questi giorni hanno regalato festa e allegria nelle case più umili e più povere, più sole.

Da questa matrioska esce anche l’iniziativa del “Tampone Sospeso”. Dal 12 dicembre, in Piazzale Baiamonti, c’è un tendone che racconta quanto si può fare e si fa, per gli altri e anche per sé stessi: per gli altri, perché anche nella “Milano che non si ferma”, come in tante altre città del Paese c’è un muro creato dalla disuguaglianza sociale che rende difficile, se non impossibile, raggiungere quegli strati di umanità che non possono permettersi di pagare il prezzo di uno screening e di un tampone contro il virus. Ecco perché c’è bisogno di una presenza e di una mano concreta, reale e visibile, che sappia trasmettere un messaggio di solidarietà capace di combattere il Covid e la paura del Covid, capace di buttare giù quel muro.

Per sé stessi, perché mettersi in gioco per qualcosa che vale per tutti restituisce sempre un senso di appartenenza, di comunità. È bello quel tendone in Piazzale Baiamonti, nato dall’idea e dai sentimenti testardi di un gruppo di medici e infermieri, di operatori sanitari, di insegnanti e semplici cittadini, che hanno deciso e saputo creare un cordone di collegamento con il territorio.

È bello anche il nome che hanno scelto per presentarsi alla città: “Tendone del Soccorso Rosso”, un omaggio gentile in ricordo di una donna che della solidarietà aveva fatto una scelta: Franca Rame.

Dentro quel tendone ci sono tante cose: il lavoro e l’impegno, la collaborazione di persone e di Associazioni come ADL Cobas, Medicina Solidale e Arci. C’è la volontà di fare qualcosa che, ed è doveroso usare le loro parole, arrivi a coloro che “…pur contribuendo all’economia della città, rimangono troppo spesso reclusi in una sorta di zona nera, perché non hanno i documenti o perché attendono che vengano rinnovati. Vogliamo raggiungere il rider che ci porta la pizza a casa, il fattorino che ci consegna il pacco che ordiniamo su Amazon. Vogliamo contattare quell’esercito di precari e disoccupati, perché siamo convinti che solo attraverso una campagna di tracciamento diffusa sia possibile arginare i contagi da Covid-19. Grazie ai volontari della Brigata Soccorso Rosso: medici, infermieri, OSS, insegnanti, studenti e semplici cittadini proveremo a dare il nostro contributo a un sistema sanitario fallimentare che, oggi più che mai, è in affanno a causa di politiche predatorie che, attraverso i tagli inferti al pubblico, hanno avvantaggiato il privato e quelle forme di welfare aziendale per pochi a scapito di un diritto che deve essere garantito per tutti.”.

https://www.facebook.com/medisolidale/videos/1638504676353888

In queste loro parole c’è tutto il senso e tutta la bellezza di quel tendone di Piazzale Baiamonti: restituire a tutti i cittadini quel diritto che è scritto e sancito anche dalla Costituzione, all’articolo 32, “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti…”.

Il “Tampone Sospeso” non è un gesto di carità, ma come giustamente rivendicano i volontari del “Tendone del Soccorso Rosso” è un gesto di solidarietà, un gesto che non è affatto scontato. Operare per limitare la diffusione del contagio, e provare a farlo coinvolgendo il territorio e i quartieri della città, significa anche lanciare una sfida alla burocrazia e a quelle Istituzioni che in Lombardia hanno trasformato la sanità in un affare privato. È una sfida a chi ha deciso di lasciare in mano ai laboratori privati un bene comune e fondamentale: la salute dei propri cittadini.

Nella Regione che ha pagato il prezzo più alto alla pandemia, nella regione dove la sanità privata ha dettato la sua legge grazie a collusioni politiche e in spregio ad ogni giuramento di Ippocrate, c’è ancora chi crede che si possa spendere il proprio tempo per onorare quell’articolo 32 della Costituzione. https://video.repubblica.it/edizione/milano/milano-viaggio-nel-tendone-dei-tamponi-sospesi-li-facciamo-gratis-a-chi-non-puo-permetterselo/373778/374391.

Ad oggi sono attivi due turni settimanali, il sabato mattina e la domenica pomeriggio. Ad affiancare gli

infermieri e il personale sanitario c’è sempre un medico di turno, mentre i volontari hanno il compito di gestire l’accoglienza. Merita rispetto, merita gratitudine quel tendone in Piazzale Baiamonti, e i cittadini lo hanno capito. Nei loro passaggi davanti al tendone regalano questo rispetto e questa gratitudine, regalano un sorriso che restituisce qualcosa che resta dentro, e chi può lascia un’offerta perché l’iniziativa ha i suoi costi ed è giusto che ognuno contribuisca come può.

In una società civile, libera da condizionamenti e pressioni economiche e di parte, non ci sarebbe alcun bisogno del volontariato ma questa società è ancora un’utopia lontana e, comunque, oggi non è così. Oggi, anno orribile 2020, i volontari sono dove le Istituzioni sono assenti e lontane, perse nei mille giochi del potere: sono in mare a raccogliere naufraghi e provare a salvare una vita in più, sono in una piazza di Milano a regalare “Tamponi Sospesi” a chi non può permetterselo e per ricordare a tutti che quella Costituzione, che compie 73 anni, all’articolo 32 afferma chiaro e forte che “…La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti…”.