Il Valore Dell’Anpi E Il Ben Venuto A Carla Nespolo

Di: - Pubblicato: 6 novembre 2017

Di Maurizio Anelli

 

Benvenuta a Carla Nespolo, nuovo presidente nazionale dell’Anpi. In molti hanno sottolineato il fatto che è la prima volta che una donna, non partigiana, ricopre questa carica. La risposta più bella e più giusta l’ha data lei stessa “… la mia nomina a presidente Anpi è anche un omaggio al contributo fondamentale dato nella Resistenza dalle donne sia in armi, sia come staffette, sia come sostenitrici nella società civile dei partigiani “. Ha ragione lei, la Storia non ha dato il giusto riconoscimento al ruolo che le donne hanno avuto nella Resistenza Antifascista, ma questo Paese raramente ha saputo riconoscere il ruolo e il valore delle donne, non solo nella Resistenza ma nella vita di tutti i giorni.

È un compito difficile quello che Carla Nespolo dovrà portare avanti, ma saprà riuscire a farlo. Difficile, perché il ruolo dell’Anpi nell’Italia di oggi è messo in discussione da troppe parti, anche da chi dovrebbe essere sempre e comunque a fianco dell’Anpi.

Perché essere sempre e comunque a fianco dell’Anpi ? La risposta è semplice e dovrebbe essere dettata non solo dalla ragione della memoria storica, e quindi dal cuore, ma anche dalla coscienza e dall’intelligenza politica e dalla capacità di capire il compito che tutti noi abbiamo davanti in questo momento. Per molti, troppi dal mio punto di vista, l’Anpi dovrebbe limitarsi al mantenimento di una memoria, alla commemorazione, al deporre fiori in ricordo di chi ha restituito libertà e dignità a un Popolo oppresso. Per molti il ruolo dell’Anpi dovrebbe limitarsi quindi a qualcosa che assomiglia a una fondazione cui rendere omaggio e tirar fuori dal cilindro per le celebrazioni della storia d’Italia. No, l’Anpi è qualcosa di più di un nonno anziano che si fa  sedere a capotavola nelle occasioni importanti per raccontare vecchi ricordi ai nipoti. L’Anpi è un patrimonio che appartiene a tutti noi, è fatto da donne e uomini che si riconoscono in valori che non devono essere dimenticati, mai. Perché queste donne e questi uomini non hanno solo ricordi da raccontare, ma sono e devono continuare a essere una presenza attiva e ascoltata di questo Paese. Sono in prima fila, e devono continuare a esserlo sia nel mantenere vivo il ricordo di una pagina straordinaria della nostra storia sia nel difendere e proteggere tutto quello che è stato scritto dopo quella pagina. C’è una Resistenza da ricordare e una Resistenza nuova da portare avanti: la Resistenza di oggi è quella che si combatte contro l’indifferenza e contro il razzismo, è quella che considera l’antifascismo un valore che non può essere messo in discussione. La Resistenza di oggi è difendere una Costituzione che chiede solo di essere applicata. La Resistenza è un modo di vivere, un’ idea e una certezza.

Ogni volta che si difende il Diritto, ogni volta che ci si schiera contro le ingiustizie, ogni volta che si alza la voce contro i nuovi fascismi e contro la violenza xenofoba che tornano a farsi sentire in Italia e in Europa, ebbene per ognuna di queste volte si compie un gesto di Resistenza. Tutto questo significa che l’Anpi ha il diritto di essere parte attiva di questa società e ha il diritto di essere un soggetto che non deve essere considerato solo memoria storica, ma molto di più. L’impegno profuso dell’Anpi in difesa della Costituzione un anno fa ha avuto un ruolo determinante sul risultato del referendum sulle modifiche costituzionali. Quell’impegno ha infastidito molte persone, ha innervosito uomini politici e partiti, ha irritato qualche giornalista e qualche intellettuale. Qualcuno, all’interno del Governo e del proprio Partito, sollevò addirittura il problema su chi fossero i Partigiani veri e quelli fasulli. Tutto ciò è stato incredibile e soprattutto inaccettabile: l’Anpi aveva allora, e ha oggi, tutto il diritto di esprimere quell’impegno e quella volontà, quel diritto è stato conquistato sul campo di battaglia e sulle montagne settant’anni fa. Qualcuno prova, e qualche volta ci riesce, a ingabbiare l’Anpi e le sue anime in stanze chiuse da quattro mura. Quasi a impedire che Anpi possa scendere in quella che è la sua vera casa: la sua casa sono la strada, la piazza, i luoghi di lavoro e di cultura. La sua vera casa è ovunque sia necessario portare quella voce di presenza, di coraggio e di lotta che ci è stato insegnato di ascoltare. C’è sempre un tempo per ogni cosa e oggi non è tempo di stare al chiuso di una stanza fra quattro mura. Oggi, come sempre, è il tempo di fare sentire quella voce e pazienza se qualcuno è infastidito dal sentirla, se ne farà una ragione. Fuori, su quelle piazze e su quelle strade, ci sono generazioni più giovani che sanno benissimo da che parte stare, chiedono però di essere ascoltati e presi in considerazione. Proviamo ad ascoltarli, diamo loro una voce e un ascolto, non facciamo come i tanti Partiti politici che sembrano aver dimenticato il profumo delle piazze e il valore dell’ascolto. Mescoliamoci con loro, perché tanti di loro hanno quella freschezza e quella leggerezza del vivere che molti di noi hanno perso per strada. Freschezza e leggerezza che non sono indifferenza o disimpegno, ma sono una linfa di cui molti hanno perso il bisogno. Non sarà facile il compito che aspetta Carla Nespolo, ma la sua storia e le sue radici, la sua intelligenza sapranno camminare accanto a lei su quella strada che Carla Nespolo conosce benissimo.

Le sue prime parole sono state quelle che c’era bisogno di sentir dire e vanno ascoltate con attenzione e con piacere : “ …  Cosa vuol dire essere il presidente Anpi senza aver fatto il partigiano e che ruolo ha l’Anpi nel 2017? Significa praticare la memoria del passato che agisca nell’oggi e quindi che sia in grado di combattere tutte le forme in Italia e in Europa dei risorgenti fascismi o delle nostalgie razzistiche… Essere antifascisti oggi significa essere contro il razzismo, contro chi approfitta anche della crisi sociale per far regredire politicamente, culturalmente e moralmente il nostro Paese. ” http://www.repubblica.it/cronaca/2017/11/03/news/carla_nespolo_presidente_anpi_partigiani_prima_donna_prima_volta_non_e_partigiano_partigiana-180173006/.

Infine un abbraccio a Carlo Smuraglia, Partigiano ieri e Partigiano sempre. È un abbraccio pieno di rispetto, di affetto e di gratitudine verso un uomo che gli anni non hanno piegato. A lui, al suo impegno in difesa dei valori della Costituzione, al suo stare sempre dalla parte del Diritto, alla sua capacità di attribuire valore alle parole, agli ideali e alle scelte di campo, va tutto il mio riconoscimento. Uomini come lui sono merce rara in questo paese, e la merce rara ha un valore che rimane nel tempo e nel cuore. A lui e alla sua compagna “Chicca” l’abbraccio e il grazie di chiunque abbia almeno una volta potuto parlare con loro, e vedere lo sguardo dritto e fiero di chi sa su quale strada camminare e quali mani stringere o rifiutare.

“…Noi continueremo il nostro cammino, sulla base di due considerazioni fondamentali: la prima è che in questi anni c’è stato troppo poco rispetto per la Costituzione, sotto ogni profilo, dalle modifiche improvvisate e pericolose, alla mancanza di attuazione delle disposizioni principali… se ancora c’è qualcuno che ci pensa vecchi e legati solo ai ricordi, ci sono invece tanti che vengono all’ANPI proprio perché sentono un’aria nuova, impegnata per il bene comune. Lo vediamo da quelli che ci chiedono di iscriversi e da quelli che ci seguono con interesse, qualche volta anche criticandoci, ma apprezzando le nostre ragioni di fondo. Lo vediamo dalla crescente autorevolezza che ci siamo conquistati nel mondo delle Istituzioni, o almeno di alcune di esse…”

(Carlo Smuraglia, Rimini, 12 Maggio 2016)