In Italia 1 Lavoratore Agricolo Su 3 E’ In Nero. L’Europa Contro Il Caporalato

Di: - Pubblicato: 6 marzo 2017

Al via ricerca europea sulle buone pratiche di contrasto al caporalato. È promossa dal Milan center for food law and policy, in collaborazione con Coop. “Dobbiamo tenere alta la guardia, in Italia come in Europa, nella battaglia per il rispetto dei diritti fondamentali, primo fra tutti quello del lavoro e del lavoro agricolo in particolare”.

 

Dai campi di pomodori ai vigneti, un lavoratore agricolo su quattro in Europa è in nero. In Portogallo si arriva al 60%, mentre la più virtuosa è la Germania, con solo il 5%. E l’Italia? Secondo alcune stime del 2013, siamo intorno al 30%. Sono i dati resi noti dal Milan Center for Food Law and Policy (Mcflp), ente nato all’indomani di Expo 2015 e presieduto da Livia Pomodoro, in occasione della presentazione del progetto di ricerca europea sulle buone pratiche per contrastate il lavoro nero e il caporalato, messe in campo da Governi, enti, associazioni e aziende. Ricerca alla quale parteciperà anche Coop, grazie all’accordo siglato con il Milan center. “Dobbiamo tenere alta la guardia, in Italia come in Europa, nella battaglia per il rispetto dei diritti fondamentali, primo fra tutti quello del lavoro e del lavoro agricolo in particolare”, ha sottolineato Livia Pomodoro, durante la presentazione del progetto di ricerca. “Per Coop l’accordo e la ricerca, sostenuta grazie al contributo concesso dal fondo mutualistico intercooperativo Coopfond, sono parte integrante della campagna ‘Buoni e Giusti’ varata un anno fa sulla legalità di filiere ortofrutticole considerate a alto rischio – ha dichiarato Enrico Migliavacca, vice presidente di Coop -. Con la ricerca potremo acquisire informazioni su best practice altrove presenti e sulle legislazioni in essere su questo ambito specifico. Un modo per continuare a ragionare di un problema drammatico ma anche di prospettive di uscita”.

Nell’ambito della campagna Buoni e giusti, Coop ha monitorato nel 2016 otto filiere e sottoposto ad audit 270 aziende agricole, sospendendone due per gravi problemi rilevati. “I risultati 2016 sono tutto sommato incoraggianti –ha spiegato Maura Latini,  direttore generale Coop Italia- anche perché Coop parte da una situazione di vantaggio avendo già da tempo avviato le ricognizioni. Le segnalazioni di gravi non conformità che hanno poi determinato la sospensione dei rapporti sono avvenute nella filiera del pomodoro da industria là dove sappiamo esserci una particolare criticità e dove non a caso abbiamo potenziato nell’estate scorse le ispezioni che sono state pari a più del doppio rispetto all’anno precedente. Andremo avanti anche nel corso del 2017 non abbassando la guardia”. (dp)

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