Io Accuso Il Ministro Degli Interni

Di: - Pubblicato: 13 Mag 2019

Di Maurizio Anelli.

Costituzione della Repubblica Italiana, Art. 3 – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Costituzione della Repubblica Italiana, Art. 2 – La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

IO ACCUSO IL MINISTRO DEGLI INTERNI DI VIOLARE LA COSTITUZIONE ITALIANA.

Sarebbe bello che questo Paese trovasse finalmente, e davvero, la forza per trascinare Matteo Salvini davanti ad una Corte di Giustizia e costringerlo a rispondere del suo operato come Ministro degli Interni. Difficile che questo avvenga, quasi impossibile che possa succedere almeno in tempi brevi. Questo è un Paese dove un ventennio non si nega a nessuno… e poi “La casa dei mercanti è alta su quel monte,
la casa dei servi è in basso dopo il ponte”, scriveva un poeta della musica all’inizio degli anni novanta. Quel poeta si chiamava Augusto Daolio, era l’anima e la voce di un gruppo storico della canzone italiana, che si era scelto un nome che Matteo Salvini non potrà mai amare e capire: Nomadi.

Nomadi, Migranti, Rom … parole e volti che al Ministro fanno paura, per questo prova a schiacciarli in tutti i modi, tutti i giorni e a tutte le ore del giorno. Sono la sua ossessione, il suo incubo e la sua ragione di vita, l’unica materia capace di riempire il vuoto della sua anima e della sua mente. Le ossessioni sono pericolose, rendono instabili le reazioni emotive e fanno perdere il senno e il sonno, spingono a reazioni inconsulte e incontrollate. Ogni mercante ha sempre una schiera di cani da guardia, pronti a difendere la casa del padrone. Ringhiano, mostrano i denti e hanno la bava alla bocca. Aspettano solo l’odine di attaccare e quando lo fanno, lo fanno in branco: troppo vili per farlo da soli.

Accade a Casal Bruciato, Municipio IV di Roma, dove in questi giorni Forza Nuova e Casapound si autoproclamano paladini dei diritti civili degli italiani e mostrano i muscoli contro una famiglia nomade alla quale è stato assegnato un alloggio popolare. https://www.huffingtonpost.it/2019/04/08/rivolta-a-casal-bruciato-a-roma-case-agli-italiani-non-ai-rom_a_23708155/. Minacce, insulti e avvertimenti in stile fascista e mafioso, ma la differenza forse non esiste: in fondo, qual è la differenza fra mafia e fascismo ? Quando un uomo si permette di minacciare di stupro una donna con un figlio in braccio, e nessun poliziotto alza un dito per identificarlo e arrestarlo sul momento, significa che si è varcato un punto di non ritorno. https://www.youtube.com/watch?v=qABVwS_ZNbI.

Poche settimane prima era accaduto qualcosa di molto simile a Torre Maura, periferia est di Roma, quando a scatenare la rabbia razzista di una parte dei cittadini era stato l’arrivo di un gruppo rom (tra cui trentatré bambini e ventidue donne) destinati a un centro di accoglienza. Anche in quell’occasione l’ultradestra fascista aveva capeggiato la rivolta, ma in quel caso un adolescente di quindici anni era stato capace di sfidare i cani da guardia di Casapound e a farli sentire ancora più miserabili di quello che sono. Esiste però una domanda che pretende una risposta che probabilmente non arriverà mai:  com’è stato possibile aver permesso a CasaPound di allestire un gazebo all’interno di un condominio per contestare e minacciare una famiglia di residenti e, in seguito, autorizzare la stessa organizzazione a presidiare l’ingresso del palazzo. Il cane da guardia non era al guinzaglio e non aveva nemmeno la museruola.

Ma ancora non basta. Per la giornata di lunedì 13 maggio (oggi) il Sindaco Mimmo Lucano viene invitato al seminario organizzato dal Dottorato di storia, antropologia e religioni, della facoltà di Lettere della Sapienza. Il Seminario è dedicato a “Il senso dei luoghi e il senso degli altri” e a Mimmo Lucano viene chiesto di condividere con gli studenti il modello di accoglienza messo in campo a Riace. Forza Nuova avvisa subito tutti quanti che intende impedire la conferenza del sindaco : “… diremo no a Lucano, no alla sostituzione etnica, no al business dell’accoglienza. Non possiamo tollerare che questo nemico dell’Italia salga in cattedra”. Quindi per i fascisti di Forza Nuova Mimmo Lucano è un “nemico dell’Italia”.

Fa un certo effetto che a dire queste cose sia un partito il cui leader è un “…Terrorista nero. Condannato per eversione, scappato all’estero dove ha trovato la protezione dei servizi segreti britannici. Oggi guida il partito di estrema destra, che in cinque anni è stato denunciato per violenza 240 volte.” http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/12/15/news/soldi-oscuri-servizi-e-delinquenza-tutti-i-segreti-di-roberto-fiore-il-fascista-a-capo-di-foza-nuova-1.316175?fbclid=IwAR2mvGTC5lgfZNa5xoZ055RjPUuGwasfNrKGVG8Q6lTVkPec5GhuosTL3_k

In seguito il ministro degli interni ha affermato che: “… Non sono d’accordo con le sue idee ma da ministro e da uomo garantisco massimo impegno affinché il sindaco Lucano possa esprimere le sue idee. Lui come chiunque altro in questo Paese. La censura e la violenza non vanno mai bene”. E precisa: “Vale per il Salone del libro, per Lucano e per quelli che pacificamente e democraticamente vogliono esprimere le loro opinioni. Sarebbe bello che tutti, anche a sinistra, ragionassero così“.  https://www.repubblica.it/politica/2019/05/10/news/mimmo_lucano_forza_nuova_roma_sapienza_roberto_fiore-225927061/. È curiosa quest’ultima precisazione del Ministro degli Interni, considerando l’accanimento con cui tenta da tempo, e ogni giorno, di umiliare Mimmo Lucano. Ci sarebbe molto da dire anche su tutto il resto, per esempio sul perché Forza Nuova piuttosto che Casapound godano di diritti che non hanno ragione di essere, considerata la dichiarata matrice fascista del loro agire, considerata la Costituzione nata dalla Resistenza e considerate le leggi Scelba e Mancino. Ma queste cose il Ministro degli Interni le conosce molto bene, anche se così non sembra.

In quanto al salone del libro di Torino il Ministro farebbe meglio a lasciar perdere, non ha nulla da insegnare a nessuno. Perché quando Francesco Polacchi, editore di Altaforte, afferma “… Sono un militante di Casapound, anzi il Coordinatore regionale della Lombardia. E sono fascista, sì. Lo dico senza problemi… l’antifascismo è il vero male di questo Paese” tutto è molto chiaro, non c’è bisogno di aggiungere altro.   Matteo Salvini parla di “quelli che pacificamente e democraticamente vogliono esprimere le loro opinioni” e dichiara di non conoscere personalmente il signor Francesco Polacchi. Strano, di solito quando si va a cena in un ristorante con qualcuno è perché lo si conosce, in ogni caso l’articolo di Paolo Berizzi, giornalista di “La Repubblica” nel mirino di gruppi neonazisti e neofascisti per il suo lavoro può essere utile per fargli conoscere meglio questo editore democratico. https://www.repubblica.it/dossier/cultura/salone-del-libro-torino-2019/2019/05/07/news/editore_altaforte_chi_e_francesco_polacchi-225644535/.

La politica verso i migranti lasciati morire in mare, gli attacchi alle ONG, la farsa della chiusura dei porti che non possono essere chiusi ma che si continua a dire che sono chiusi, il “decreto sicurezza”, gli insulti alla famiglia di Stefano Cucchi, i legami ambigui con i movimenti neofascisti, il disprezzo nei confronti di quella parte della Magistratura che opera nel rispetto della Costituzione, il caso Riace e Mimmo Lucano… sì, 

IO ACCUSO IL MINISTRO DEGLI INTERNI DI VIOLARE LA COSTITUZIONE ITALIANA