Istruzione Parentale: Libertà Di Scelta E I Diversi Metodi Possibili

Di: - Pubblicato: 23 Febbraio 2021

Intervista ad Alessandra Bocchi

di Daniel Battaglia

Alessandra Bocchi, prima di entrare nel vivo del tema, ti chiedo di raccontarci qualcosa di te in modo che i lettori possano farsi un’idea di chi sei e di quali siano le tue competenze professionali, ma anche quali i tuoi interessi e le tue passioni.

Sono nata e cresciuta a Milano, dopo il liceo classico mi sono laureata in filosofia, in quegli anni, ho viaggiato molto, soprattutto in Europa, Oriente e Medioriente. Ho sempre avuto la passione della scrittura e della lettura, dell’arte e delle arti marziali che ho praticato per parecchi anni. Ho lavorato nel settore della comunicazione dall’ultimo anno di università fino alla nascita di mio figlio. Con il suo arrivo, ho deciso che avrei fatto la mamma a tempo pieno, almeno per i primi anni, poi mentre lui cresceva, ho fatto volontariato in un centro di accoglienza per adolescenti, scritto per alcune rubriche online; dopo aver frequentato la scuola Energheia dell’Associazione Atman, ho iniziato a insegnare Raja yoga e meditazione.

I miei interessi hanno seguito la crescita di mio figlio, dall’alimentazione, alla medicina naturale fino all’educazione. Attualmente gestisco l’Associazione Libera Scelta per la libertà di scelta terapeutica e di istruzione, faccio parte del Consiglio Nazionale, come presidente, del movimento politico 3V e sono attivista nell’associazione Riprendiamoci Il Pianeta.

Ci spiegheresti da un punto di vista tecnico e pratico di cosa stiamo parlando esattamente quando utilizziamo il termine “Istruzione parentale”?

Con il termine Istruzione parentale si intende che i genitori si occupano direttamente dell’istruzione dei propri figli, lo possono fare personalmente, insegnando loro, oppure ricorrendo a uno o più insegnanti; ciò che viene scelto dai genitori è il metodo, l’impostazione, le materie, il ritmo dello svolgersi delle lezioni e anche i contenuti ovviamente.

Questo modo di fare istruzione può essere definito nuovo se capisco bene, in quanto, è vero che l’istruzione parentale esiste da sempre in Italia ed è perfettamente legale, ma nel vostro caso viene gestita in gruppo, con la partecipazione di più genitori e figli insieme: corretto?

L’istruzione parentale può essere “fatta” in tanti modi quante sono le persone che la scelgono. Non è diffusa all’interno della nostra cultura, dove la scuola, gli atenei, le università sono istituzioni che hanno una storia importante. La domanda che mi pongo però oggi è: dove è finita la scuola con i valori di umanesimo e di pensiero critico? In questi ultimi anni a mio avviso le scelte politiche hanno penalizzato drammaticamente il sistema scolastico, svilito la professione degli insegnanti e abbassato notevolmente il livello di cultura per gli studenti.

Quali sono le motivazioni che ti hanno portato a far nascere e sviluppare questo progetto?

Prima di tutto la progressiva mancanza di fiducia nei confronti dell’istituzione scolastica, che da parte mia è venuta sempre meno negli ultimi anni; in generale per le scelte ministeriali a livello didattico ed educativo; in particolare, in questo ultimo anno, per la gestione del Covid, che, a mio avviso, ha snaturato ancor di più la scuola, introducendo la didattica a distanza, e permettendo che bambini e ragazzi si abituassero “forzatamente” a un clima di distanza e paura. Desidero per mio figlio un’altra scuola… dove ci sia la possibilità di vivere la libertà di movimento, il pensiero critico, l’espressione di emozioni, il rispetto dei tempi di apprendimento e un’educazione basata sull’ascolto: imparare ad adattarsi è certamente una virtù, ma dipende a cosa…

Questo momento mi ha permesso di riflettere su ciò che ritengo sia fondamentale per la formazione di mio figlio, è stata una scelta coerente con ciò che viviamo quotidianamente.

Non hai paura di non essere all’altezza, tu e gli altri genitori e insegnanti che collaborano, rispetto all’insegnamento convenzionale della scuola italiana?

Scegliere l’istruzione parentale e realizzarla con altri genitori e professionisti offre la possibilità di confronto tra adulti e ragazzi, ed è sia una grande ricchezza sia un lavoro quotidiano. Quando arriva il senso di inadeguatezza o il dubbio, lo affrontiamo con l’ascolto dei ragazzi ed esternando tra noi le difficoltà per trovare nuove soluzioni. Per alcune materie, come matematica, abbiamo deciso di seguire i programmi ministeriali, con l’ausilio dei libri di testo scolastici, per altre materie sono stati i ragazzi a suggerire cosa e come fare. L’obiettivo è che imparino a esprimersi e ad esprimere i loro talenti, a superare le difficoltà senza ansia da prestazione e giudizio, ad ascoltare le opinioni altrui, a collaborare tra loro, a ragionare. E anche a imparare a studiare.

Quali sono le difficoltà che avete/hai incontrato nell’iniziare questa che mi verrebbe da chiamare “avventura”, ma anche una grossa responsabilità e impegno?

Siamo partiti con una grande spinta e abbiamo avuto la fortuna di avere uno spazio a disposizione per le attività, e persone intorno a noi che ci hanno sostenuto, compresi i professionisti che collaborano al progetto; investiamo tempo ed energia e ci aiutiamo per le necessità quotidiane, altrimenti non sarebbe fattibile. Per i ragazzi, imparare la flessibilità e imparare a gestirsi è stato, ed è, un grande compito che li responsabilizza. Le difficoltà che abbiamo incontrato sono quelle che, di fronte a una scelta di vita e a un qualcosa di nuovo da creare, necessariamente arrivano, e sono parte del percorso.

A distanza di cinque mesi dall’inizio di questo progetto siete riusciti a fare un primo bilancio? Come è andata e come sta procedendo?

Lo stiamo facendo adesso un primo bilancio, vivere un’esperienza ed elaborarla in presa diretta richiede molta presenza e forse ci sfugge qualcosa che capiremo più avanti, ma vediamo che i nostri figli stanno bene, e ognuno di loro sta conquistando ed esprimendo qualcosa di particolare, chi è più felice, chi più sicuro, chi più attento e studioso…