La Lettura Del Mese

Di: - Pubblicato: 24 settembre 2018

T.B. Kennington (1856-1916), Lady Reading by a Window (ca.1911)

ANOTHER WORLD

 

Catherine Merridale, Lenin sul treno (UTET)

 

Banana Yoshimoto, Another World (FELTRINELLI)

 

 

Completamente ghiacciato e spolverato di neve, il Torne segnava il confine esterno di un mondo in cui – i viaggiatori se ne rendevano conto solo ora – erano stati al sicuro e abbastanza tranquilli. (…) Era arrivato il momento di abbandonare quel bozzolo rassicurante.

 

Quella che racconta la storica e scrittrice britannica Catherine Merridale (1959) è la storia di un viaggio nel tempo, in un’epoca di grandi trasformazioni sociali, dove un mondo stava finendo per lasciare drammaticamente posto a quello in cui saremmo vissuti anche noi.

Un viaggio attraverso un’Europa già (o ancora) in guerra che avrebbe dovuto (o potuto) condurre allora, almeno simbolicamente, in un fantomatico FUTURO, nuovo, diverso, migliore…

Un futuro ideale, idealizzato, e forse già morto prima ancora che Lenin lasciasse Zurigo nel mese di aprile del 1917 a bordo di un treno che lo avrebbe condotto attraverso la Germania, toccando SINGEN-STOCCARDA-KARLSRUHE-FRANCOFORTE-BERLINO-STRALSUND-SASSNITZ, e passato il Mar Baltico in Svezia, TRELLEBORG-MALMÖ-STOCCOLMA-BRÄCKE-BODEN-KARUNGI-HAPARANDA, sempre più a nord per scavalcare il confine con la Finlandia a TORNIO e da qui, toccando TAMPERE-HELSINKI-BELOOSTROV, giungere infine in Russia a SAN PIETROBURGO.

Alla stazione Finlandia Lenin pronunciò il suo primo discorso in patria dopo l’esilio svizzero e nel 1926, due anni dopo la sua morte e a quasi dieci da quella notte, venne eretta una grande statua in suo onore. Secondo Merridale: “L’unico monumento vitale di Lenin è anche uno dei primissimi, opera di qualcuno che lo aveva conosciuto per davvero. (…) questo Lenin racchiude in sé tutta l’energia dell’originale.

Un’energia che però non è riuscita a passare, correndo su binari paralleli rispetto a quelli del popolo, già in movimento e anzi i Russi, come scrive Merridale: “Per molti versi, erano già avanti rispetto a lui.

Un’energia fossilizzata, come l’atmosfera che si respira ancora nella Casa Museo Elizarov, l’appartamento in cui Lenin arrivò dopo il suo famoso discorso alla stazione Finlandia e dove oggi un orologio segna l’ora sbagliata, come spiega la curatrice del museo: «Era qui quando c’era Lenin, perciò è troppo prezioso per spedirlo a un laboratorio di riparazioni. Però non possiamo permetterci di far venire qui un esperto. Possiamo soltanto tenerlo qui. Dobbiamo occuparcene noi.»

Un monito per la Russia? O per tutti noi?

 

 

 

Per te sono un fantasma, qualcuno che proprio non vorresti incontrare

Per te sono un fantasma, un’ombra che ti sei lasciata alle spalle

Prefab Sprout, Prisoner of the Past (1997)

dall’album Andromeda Heights

 

Una nuova vita, già cresciuta.

Una ragazza alla fine di un viaggio che è solo l’inizio di un altro, nuovo percorso.

La vita nel suo scorrere.

Come un disegno di piccole gocce d’acqua sulla parete umida.

L’atmosfera rarefatta, e tutto ciò che potrebbe fisicamente pesare sul cuore diviene quasi IMPALPABILE.

Il passato è una traccia di sassolini bianchi e lisci lasciati inconsapevolmente dietro di sé, da raccogliere in un cammino a ritroso. E poi farne braccialetti gioiello….

Noni, la protagonista di Another World, capitolo conclusivo della quadrilogia Il Regno, inizia a specchiarsi in un riflesso che è già lontano quando incontra Kino.

Figura a sua volta annunciata nelle visioni di un padre ormai scomparso, Kino appare come un anziano claudicante in riva al mare di un’isola greca al tramonto…ma si trasforma col voltare delle pagine per diventare e rivelarsi infine qualcosa di riconoscibile come prossimo.

Un nuovo amore, diverso, un altro potere, la morte e i suoi fantasmi, una ri-nascita che è un ri-trovarsi, il trovare un cammino, un passo, un modo di guardare le cose che: “Ripresi a guardare distrattamente e il cielo, il papà numero 2, il mite capitano, i delfini, le montagne e i colori del mare, i passanti sul molo in lontananza, tutto prese vita intorno a me.

Questa è la storia di Noni.

La SUA vita, la SUA rinascita, il SUO ritrovarsi o trovarsi nel SUO cammino, al SUO passo.

Ed è un’ALTRA vita, un’ALTRA strada, un ALTRO ritmo, un’ALTRA visione, un’ALTRA porta quella che apre Banana Yoshimoto.

Su di un ALTRO MONDO.

 

A cura di Giulia Caravaggi