La Lettura Del Mese

Di: - Pubblicato: 13 Gen 2019

DISTANZE

Wu Ming, Altai (Einaudi)

Philip Pullman, La bussola d’oro (Salani)

Intervistato da William Langewiesche in Esecuzioni a distanza (Adelphi), un comandante della squadra tiratori scelti della Compagnia Alfa, un’unità della Guardia Nazionale del Texas integrata nell’esercito regolare in Afghanistan nel 2006, confida: «Quando andrò in cielo e mi presenterò al Signore, voglio proprio chiedergli una cosa: “Giovane, hai creato un sacco di posti fantastici, il Wyoming, il Montana, persino la Svizzera. Guardati in giro, giovane. Scusa, ma la Bibbia dovevi proprio ambientarla in Medio Oriente?». Verrebbe proprio da dirgli di leggersi Altai dei Wu Ming per chiarirsi un po’ le idee!

È uno di quei libri che quando si finiscono dispiace aver letto, per non poterli leggere ex novo e riscoprire un’altra volta. E a distanza di tempo restano ancora vivi e forti gli echi di suoni e colori di un viaggio in quell’Oriente vicino e lontano che fu nella seconda metà del Cinquecento.

Il viaggio di un uomo che vi ritroverà le proprie origini a lungo dissimulate. Radici che lo accomunano a una parte d’Europa ma che ancora oggi sono quasi fonte di vergogna per chi pure dice di sentirsi europeo.

Fuga e ritorno. Emanuele De Zante e Manuel Cardoso. Segugio e falco. Tempo di scelte e di rivelazioni. Tempo di guerra, disperazione folle o disperata follia. Ancora e ancora e ancora. E sono pagine vibranti , strazianti e bellissime, per dire di una tragedia che è sempre uguale a sé stessa e si ripete immutata per gli stessi immutati motivi, secolari o religiosi che siano: “– Forse siamo arrivati tutti tardi. – O prima del tempo, chissà. Forse gli uomini come Yossef guardano troppo indietro, e vedono troppo avanti. Il presente sarà sempre una gabbia, per loro e per chi li segue.

Allora, ancora: “Da qualche parte, lontano, ci sarò pioggia e una nuova stagione. Torneranno i monsoni, verrà il tempo di ascoltare le storie dei marinai e dei pellegrini. E di ammirare ancora il volo dei falchi sugli altipiani.

Ancora, ancora e ancora…sì, ma quando? Quando torneremo a sentire quella VOCE?

Perché: “è la voce a testimoniare dell’anima dell’uomo. Anzi, voce, anima e soffio vitale sono una cosa sola. Nei primi due capitoli di Bereshit, dove si narra la Creazione, la voce di Dio risuona dieci volte, tante quante i Comandamenti. Shemà, Israel. Ascolta, Israele.

Capito, signor Comandante? [FINE]

«Ci sono cose che vanno in profondità dentro di noi, e possenti correnti. Noi siamo un popolo d’acqua, dalla testa ai piedi, e tu no, tu sei una persona di fuoco. (…) c’è dell’olio stregato nella tua anima. Sei ingannevole, bimba, ecco quello che sei».

È Lyra la protagonista de La Bussola d’oro, primo volume di una trilogia che cita nel titolo un verso di John Milton da Il Paradiso perduto: Queste Oscure Materie.

In un mondo diverso ma allo stesso tempo simile al nostro, un mondo che ci precede ma che ricalca tutti i nostri errori, un mondo parallelo, fantastico e feroce, come solo l’UMANO sa essere.

Un universo immaginato, costellato di simboli di ogni tipo e nel cielo scie luminose come tracce, reminiscenze non troppo lontane di quelle pagine che sono le più buie della nostra storia, più o meno lontana nel tempo e nella memoria.

Ci sono stazioni di arrivo e di sosta per treni carichi di esseri umani, i diversi temuti e tenuti come sempre a distanza, c’è lo studio dei fenomeni naturali a servizio di più o meno oscure forme di potere, scienza e religione come sempre a confronto-scontro sulla pelle di chi più innocente non si potrebbe. La polvere del peccato sulle nostre teste incombe molto più pesante di quanto si possa pensare! Una spada di Damocle che viene usata da mani improprie per recidere legami a dir poco vitali.

Un romanzo di formazione, per raccontare cosa voglia dire DIVENTARE GRANDI: “E comunque, c’è qualche compenso, per questa stabilità». «E quale sarebbe?» «Sapere che tipo di persona sei. (…) E questa è una cosa che vale la pena di sapere, altroché.”

C’è chi preferendo fermarsi al presente e non sapere rimane inesorabilmente indietro, mentre il destino di Lyra: “può compiersi solamente altrove: non in questo mondo, ma molto al di là di esso.

Sapere o non sapere, conoscere o ignorare, credere o disperare, guardare e non vedere, avanti o indietro, scegliere e saper accettare.

Seguite Lyra e…provate a vedere l’effetto che fa!

A cura di Giulia Caravaggi