La Lettura Del Mese

Di: - Pubblicato: 12 Ago 2019
Henri Lebasque(1865-1937), La liseuse

COM’È CHE È ANDATA

Meir Shalev, È andata così (Feltrinelli)

Richard Ford, Incendi (Feltrinelli)

Scrive Sergej Roić in Achille nella terra di nessuno (Zandonai) che: “Il ricordo è la storia scritta al singolare, la mappa del nostro divenire come individui. Dà piacere perché parla di noi stessi.

Infatti, È andata così di Meir Shalev è un libro autobiografico che racconta una storia di famiglia e lo fa in modo leggero, divertente, senza piangersi addosso ne tanto meno tirar fuori dall’armadio uno di quegli scheletri che fanno quasi rimpiangere di avercela una famiglia.

Detto questo, Meir Shalev è uno scrittore israeliano nato nel 1948 e i cui nonni emigrarono dall’Europa all’inizio del XX secolo.

E a dirla tutta, uno “scheletro nell’armadio” c’è ed è anche il fulcro del romanzo: l’aspirapolvere americano di nonna Tonia!

Tonia era mia nonna, la madre di mia madre, e a me non sembrava per niente matta. Era diversa. Era strana. Era quel che da noi si definiva come un “tipo”. Era una donna non facile, per dirla con un eufemismo. (…) La storia che mi accingo a raccontare riguarda lei e il suo “sweeper”: è così, per l’appunto, che chiamiamo l’aspirapolvere mandatole dallo zio Isaia, il fratello maggiore di nonno Aronne, cioè suo marito.

Gli ingredienti ci sono tutti: “La casa costruita a Nahalal, Valle di Iezreel, la corrente che arrivava da Naharayim nella Valle del Giordano, la massaia originaria di Rokitno in Ucraina, l’aspirapolvere spedito da Los Angeles, Stati Uniti, e la polvere della Valle, che era lì sin dalla notte dei tempi e, come la polvere di Haifa, ora tremava di paura nelle sue miriadi di grani di pulviscolo volante.

Non resta che raccontare com’è che è andata, perché: “È andata così” era la formula con cui esordivano tutte le sue storie.”

Perché questa è la sua storia in fondo e: “Perché questo è quello che conta: restare fedeli alla verità anche se lei non è fedele a te, strizzarla con il cervello, come fanno le donne, non gli uomini, e raccontarla nelle storie che controlliamo per bene sotto la luce più e più volte, finché non risultano come si deve: tirate a lucido.

Forse vi passerà la voglia di fare le pulizie, ma non vi resterà addosso neanche un granellino di polvere, solo il piacere della lettura e il SORRISO che vi avrà regalato.

Perché è proprio così questo libro: un bel REGALO![FINE]

Certe volte le scelte che hai davanti non sembrano per niente delle scelte” disse.

Richard Ford è quasi coetaneo di Meir Shalev, ma è nato a Jackson in Mississippi, Stati Uniti d’America.

E anche Incendi non è che un racconto autobiografico mascherato da romanzo: “Nell’autunno del 1960, quando io avevo sedici anni e mio padre era momentaneamente disoccupato, mia madre conobbe un certo Warren Miller e si innamorò di lui.

Questo accade a Great Falls in Montana durante una serie di incendi che bruciano le montagne tutt’attorno alla città e: “Dopo quella sera all’inizio di settembre, le cose presero a muoversi più veloci e a cambiare nella nostra vita. La nostra vita domestica cambiò. La vita di mio padre e di mia madre cambiò. Il mondo, per quanto ci pensassi poco e non ci contassi molto, cambiò.

La patina del tempo che si è posata su quegli avvenimenti si sente, come se ciò che è successo venisse proposto in forma edulcorata, pellicola alla Sofia Coppola polverosa e raffinata.

C’è dramma ma non c’è dolore, c’è rabbia ma non c’è violenza, ci sono grida ma nel silenzio.

Gli incendi continuano a bruciare anche fuori stagione, si cerca di contenerli il più possibile e infine  l’allarme rientra e passano i mesi.

Ma a cambiare più di tutto è proprio la voce narrante di questa storia, il Richard sedicenne di allora reso straordinariamente dal Richard quarantaseienne-già scrittore ferrato e affermato del 1990.

È lo sguardo di quel ragazzino che cambia anche se ci vorrà quasi una vita per riuscire a capirlo fino in fondo e forse non basta neanche questa.

Ma il senso sta proprio qui: “Mi disse: “Il senso della vita non sta in quello che hai o in quello che riesci a ottenere, tesoro. Sta in quello a cui sei disposto a rinunciare.

Non resterete delusi.

A cura di Giulia Caravaggi