La Lettura Del Mese

Di: - Pubblicato: 16 maggio 2016
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Illustrazione di Quentin Blake

ARTE, GIARDINI E…MATRIMONI

Gusty Herrigel, Lo zen e l’arte di disporre i fiori (SE)

Banana Yoshimoto, Il giardino segreto (Feltrinelli)

Patrick Modiano, Viaggio di nozze (Sperling & Kupfer)

 

 

Prendetevi un momento per respirare. Non per tirare il fiato, proprio per respirare come si deve!

Questo libro potrebbe aiutare più di quanto possiate pensare. Più di tanti manuali o sedicenti tali, training di vario genere, meditazioni, esercizi di qualunque tipo.

Niente di più lontano da ciò a cui si è abituati da questa parte di mondo, ad occidente, eppure….

L’autrice, di origine tedesca, ma che ha vissuto per sei anni in Giappone, riesce a condurre in un mondo davvero diverso, quasi opposto, chi decida di accostarsi a quest’arte che in realtà è un’arte senz’arte lungo il cammino che segue la via dei fiori.

Ikebana significa infatti «mettere nell’acqua fiori viventi» e ciò avviene in base a schemi precisi e rigorosi che si tramandano, apprendono e mettono in pratica come un vero e proprio rituale.

Perché: “Lo schema non è fatto per opprimere, ma costituisce il punto di partenza verso la conquista della libertà interiore, che permette all’artista di creare e di agire in completa autonomia”.

Così, dopo un primo momento di ribellione, di imbizzarrimento, di insofferenza, il picco di inquietudine lascerà posto ad un lieve dondolio. Un momento di calma, forse anche (addirittura!) di pace. Che ci crediate o no, concedetevelo!

 

Non prestate troppo ascolto al retro di copertina, a dir poco fuorviante!

Piuttosto state attenti a dare un peso ad ogni singola parola. Così lievi sono quelle di Banana Yoshimoto che sembrano poter volare via senza lasciare traccia.

Soprattutto in questa quadrilogia che si intitola Il Regno, di cui Il giardino interiore costituisce la terza parte, ma è un romanzo che si legge benissimo anche da solo come fosse qualcosa di a sé stante.

Provate a seguire questa giovane donna che come una bambina procede a piccoli passi nella sua crescita verso la vita adulta.

Vogliatele bene anche quando non riuscite a comprenderla del tutto o vorreste consigliarle di precorrere altre vie.

Qual è il giardino segreto? Forse è quel giardino interiore di cui parla Julie Moir Messervy: “Nell’intima profondità di ciascuno di noi vi è un giardino. Un luogo intensamente personale. Durante la maggior parte della vita, questo giardino rimane nascosto alla vista, eccetto brevi apparizioni nei momenti dei sogni a occhi aperti o di quieta contemplazione…ma molti di noi desiderano ardentemente che questo giardino immaginario diventi realtà”.

Come raggiungere questo luogo? La protagonista del romanzo di Banana Yoshimoto sembra trovare la strada giusta: “Avvertii un vago timore, poi allungai un dito e tracciai una linea accanto alle altre. Non appena lo feci svanì tutto e ricomparve la parete del bagno. Ci rimasi male e provai a tracciare altre linee. Ero nuda, dimentica del resto, ma ormai non c’era più nessun ricordo né emozione. Ciononostante, la prima linea che avevo tracciato era migliore delle altre, che tradivano in modo eccessivo le mie intenzioni. Ecco! Ho capito!”.

 

Sia che sbocchi nel nulla o nell’avventura, lo stato di attesa è una forma di “vigile abbandono”, un essere insieme all’erta e nell’agio; un imparare ad abitare la propria casa sopportandola: sia questa casa il sé o il mondo” (Ginevra Bompiani, L’attesa, et al. 2011, pp.63-64)

Nessuna linea da seguire, i personaggi di Modiano camminano lungo le vie cittadine, di una città che molto spesso è Parigi ma in questo caso non solo, eppure non sembrano riuscire ad andare veramente da nessuna parte.

A modo loro sono in attesa, ma senza sapere se ciò che attendono lì libererà dal loro stato o se piuttosto è l’attesa stessa, quella di cui scrive Ginevra Bompiani, il loro destino.

Vivono su questo confine, che poi è proprio di ogni vita.

Leggere Modiano finisce sempre per lasciare l’impressione che ci sia qualcosa da scoprire, ma che non scopriremo mai, che ci sia un pezzo mancante da trovare, ma che non troveremo mai e che continuerà a mancare. Se solo fossimo stati più attenti…ma è poi davvero possibile raccogliere e tenere insieme tutto?

O forse, come fa dire Modiano a Jean, narratore e protagonista di Viaggio di nozze, romanzo scritto ormai più di venticinque anni fa: “Non posso fare a meno, da quell’incorreggibile scribacchino che sono, di fare un elenco approssimativo…”.

 

Giulia Caravaggi